Cuba libre – Dampyr 223 (ottobre 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

7 Ott, 2018

Luigi Mignacco è uno dei capisaldi di riferimento tra gli sceneggiatori in forza alla Bonelli, lo è per i colleghi come per i lettori che sanno che le sue storie saranno sempre ben strutturate e soprattutto coinvolgenti. E la sua decima sceneggiatura per la serie regolare (oltre a altre tre storie tra speciali e maxi) conferma la sua bravura e la sua esperienza. Cuba libre è una perfetta storia dampyriana e nello stesso tempo Mignacco porta Harlan e soci su terreni a lui ben noti (anni ‘50 di misternoiana memoria e contesti di guerra: vi ricordate la prima sua storia per Jerry Drake? E anche vicende sfondi gangster su cui Mignacco ha lavorato per lo stupendo romanzo Keller per i disegni di Raffaelli).

Cuba libre – Dampyr 223

Soggetti e sceneggiatura: Luigi Mignacco

Disegni: Dario Viotti

Copertina: Enea Riboldi

Breve sinossi: Harlan, Kurjak e Tesla si recano a L’Avana dietro ad una tenue e vaga traccia, un video su YouTube di una cantante apparentemente scomparsa più di 50 anni prima e di cui parla una giornalista per la rivista Rolling Stones. Giunti nella capitale cubana, l’incontro con un gruppo di non-morti toglie ogni dubbio e da lì le tracce che portano a Huracan, il maestro della notte che ha scelto da secoli l’isola caraibica come suo terreno di caccia, si faranno sempre più chiare e tra visioni del passato e indizi del presente si arriverà allo scontro finale.
La struttura base – lo riconosceranno facilmente i lettori non proprio digiuni di Dampyr – è un classico per la serie: ipotesi della presenza di un maestro in un luogo ‘x’, incontro con qualche aiutante, dialogo/visione a distanza tra Harlan e il maestro, scontro finale che può avere due esiti: morte del maestro o sua fuga. Cosa accade alla fine di Cuba libre? Scopritelo voi!!!

 

Ma su questa struttura ovviamente la differenza la fa l’autore e Mignacco ci porta dalle foreste della Cuba del 1518 con l’arrivo dei conquistadores spagnoli, ai quartieri del barrio controllato dalla criminalità di L’Avana passando attraverso due flashback di fine anni ‘50 con protagonisti nientemeno che Ernesto ‘Che’ Guevara e Fidel Castro (inseriti in modo sensato e senza forzature).

 

 

Tanti personaggi si muovono nella storia di Mignacco e, come anticipato, sono molto riuscite tutte le scene di taglio gangster. Inoltre Huracan è un maestro della notte credibile in tutte le sue versioni (come dio degli Indios, come serpente e come uragano e soprattutto nella sua versione moderna con cappello Panama).

Dario Viotti dopo il suo esordio in D196 con una storia del ciclo dell’antica Britannia, torna a deliziare i lettori con il suo stile da linea chiara. Bellissimi gli ambienti sia quelli naturali sia quelli de L’Avana e curatissimi tutti gli aspetti legati al costume (abiti, veicoli, arredamento…). Un lavoro di ricostruzione documentaria davvero pazzesco che conferma l’alto valore delle matite al servizi della serie Dampyr. Il mio unico appunto (se di appunto si può parlare) è sulle espressioni dei volti che risultano a volte un po’ rigide e quindi meno naturali (ma è anche questo tipico di certa ‘linea chiara’ se pensiamo ad esempio ai fumetti di Blake e Mortimer).

 

 

Una storia che conferma l’ottima annata dampyriana che andrà avanti con tre numeri di fine anno molto attesi: D224 in anteprima a Lucca a colori con 13 artisti impegnati nel fantasy più sfrenato della saga Dampyriana (e in doppia versione da edicola e cartonato); D225 con l’esordio ai pennelli di Paolo Raffaelli e lo speciale n.14 con i disegni di Andrea Del Campo!

E voi che ne pensate? Venite a trovarci nel gruppo Facebook L’Avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor) per parlarne!

Se avete perso qualche recensione qui di seguito il link a tutte quelle presenti nel blog: 121214215216217218219220221222, oltre che al Dampyr Index giunto a rileggere fino al numero 10.

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