Chinatown – Dampyr 215 (febbraio 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

7 Feb, 2018

Claudio Falco, dopo averci portato in Germania nel numero di gennaio Il giocattolaio, ambienta la nuova avventura di Dampyr a San Francisco nella zona del quartiere cinese. E così le matite e le chine di Luca Raimondo si ritrovano in un contesto di popoli orientali dopo la bella storia doppia di questa estate in cui Harlan, Tesla e Kurjak si muovevano tra Cambogia e Thailandia.

 

Chinatown – Dampyr 215

Testi: Claudio Falco

Disegni: Luca Raimondo

Copertina: Enea Riboldi

La storia di questo numero segue un filone classico: un maestro della notte (in questo caso la bella e letale Ah-Toy) rimasto silente o lontano per anni (da inizio Novecento) torna nel suo antico territorio di caccia (la Chinatown di San Francisco) con il suo fidato servo non-morto (l’irlandese Doherty trasformato da Ah-Toy a fine Ottocento) e cerca di prenderne possesso inserendosi tra le faide della mafia cinese e appoggiandosi ad un rampante e ambizioso boss (Johnny Lee), desideroso di salire i vertici della criminalità organizzata.
Qui ovviamente si inserisce l’arrivo dei nostri tra ammazzavampiri chiamati a Frisco dal non-morto amico di vecchia data Jim Fajella lì trasferitosi a combattere il crimine e a cercare tracce di vampiri da Las Vegas.
La sceneggiatura alterna scene di azione alla gangster-movie del primo John Woo a momenti di  ricerche e riflessioni investigative di Harlan e soci.
Come ogni storia di mafia abbiamo anche figure a  chiaroscuro che mostrano segni di cedimento sulla parte da sostenere.
Il finale mostra la potenza di Ah-Toy in uno scontro che non si rivelerà semplice da risolvere per Harlan.

 

 

I disegni di Luca Raimondo soddisfano in pieno il lettore, Raimondo è un ottimo narratore e le sue scene di azioni sono chiare pur in mezzo ad un alto tasso di movimenti da rendere sulla tavola. I volti sono espressivi e ben caratterizzati e così lo sono le ricostruzioni di architetture e arredamenti.

 

 

Qualche appunto alla storia: Falco – lo ribadisco – è ormai una sicurezza per le storie di Harlan. Non sbaglia un colpo e anzi forse potrebbe osare di più. Mi spiego: sta lavorando a sottotrame molto interessanti e introduce anche nuovi personaggi che potrebbero avere un ruolo importante nella saga dampyriana, ma a volte sembra esserci un po’ di fretta nel chiudere la parabola di alcune vicende e di alcuni personaggi a cui ci si affeziona e … poco dopo dobbiamo già salutarli! Non che questo sia di per sé per forza un peccato perché serve anche a dare più realismo a vicende che possono più facilmente portare alla morte piuttosto che alla sopravvivenza! Però sembra che a volte la fatica di costruire il personaggio non sia totalmente sfruttata.
Detto questo, Falco, Giusfredi, Eccher e Venanzetti che hanno dato respiro a Boselli sulla serie regolare negli ultimi mesi sono autori che hanno fatto proprio il difficile universo di Dampyr e con il giusto coraggio stanno accendendo importanti tessere al mosaico di una serie quasi ventennale! Vedremo come si comporterà il mese prossimo Stefano Piani che ci porterà ancora in Oriente (in Giappone) per i disegni dell’esordiente Giorgio Gualandris in una storia che confermerà l’alto livello dei disegnatori di Dampyr (ho avuto la fortuna di sfogliarla in anteprima e vi assicuro che sarà una gioia per gli occhi!).
Un piccolo nota bene: Claudio Falco chiamando Ah-Toy la nuova rivale di Harlan omaggia la cattiva di una vecchia storia di Tex ambientata nei sobborghi cinesi di San Francisco, storia disegnata dal grande Letteri, maestro indiscusso delle storie ‘cinesi’ di Tex. Complimenti a Falco per l’idea!!!

 

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