Dampyr Index – Casa di sangue (D10)

Scritto da Paolo M.G. Maino

5 Ott, 2018

Maurizio Colombo – prolifico come non mai – dopo averci portato a Berlino si sposta verso un altro luogo molto ricorrente nella saga di Dampyr (anche ad esempio nel recente D221): la Ville Lumière Parigi, città romantica e bohémien e soprattutto città ritratta mille volte in tanti film che hanno fatto (più o meno) la storia del cinema. Per un cinefilo come Colombo era quindi inevitabile che Harlan passasse per Parigi (ma anche Boselli, che ama molto la capitale francese, ambienterà là tante volte le avventure dell’ammazzavampiri di casa Bonelli).

La Parigi che si apre davanti ai nostri occhi è una città oscura, visionaria, magmatica e mutevole e il merito principale per questa orrorifica e inquietante rappresentazione sta soprattutto nei disegni di una delle colonne storiche di Dampyr qui all’esordio: Alessandro Baggi. Baggi è presentato nei redazionali introduttivi come un «essere singolare dalla prodigiosa inventiva e dal personalissimo stile». I mostri e le forme a metà tra incubo e realtà saranno un marchio di fabbrica di Baggi in tutti i suoi albi. Per concludere l’introduzione un accenno a due personaggi chiave  per il prosieguo della serie: Araxe, la bella per ora dormiente maestra della notte e Victor, poeta spiantato innamorato della bella Araxe e da lei salvato un attimo prima del suicidio.

 

Casa di sangue – Dampyr n.10

Data pubblicazione:  gennaio 2001

Soggetto e sceneggiatura: Maurizio Colombo

Disegni: Alessandro Baggi

Copertina: Enea Riboldi

Tavole: 94

Personaggi: Harlan, Victor, Araxe, Verdier, Tenardier.

Luoghi: Parigi

Tempo: Il presente, il passato di Araxe e Verdier (imprecisato).

Trama: Harlan si reca per la prima volta a Parigi dove uno strano edificio è teatro della scomparsa di molte persone: si tratta della Casa di Sangue del titolo che conosciamo nella sua natura diabolica e violenta in un agghiacciante prologo degno del miglior film dell’orrore sul tema ‘La casa’. Ancora una volta dietro all’orrore si nasconde uno scontro antico tra Araxe e Verdier. Quest’ultimo è un maestro della notte ben poco legato alle abitudini tipiche dei maestri: vuole anzi eliminare gli altri Maestri e diventare padrone del mondo e per farlo si allea  nel passato con il mago Tenardier ed è disposto ad accrescere i suoi poteri attraverso forze demoniache. Araxe è intervenuta nel passato a fermare i propositi malefici dei due, ma di fatto senza eliminarli ma semplicemente imprigionandoli negli oscuri loculi e meandri del loro antro infernale: la Casa di Sangue o Maison Enfer sorge proprio su quel luogo maledetto ed è impregnata del potere di Verdier e Tenardier.

Araxe che si è ritirata nella condizione di ‘dormiente’ ha percepito il risvegliarsi dei poteri dei suoi antichi nemici e ha chiamato a sé il Dampyr per eliminarli definitivamente. Come già in D9 e in D3 Harlan, quindi, si allea con una bella maestra della notte contro un altro maestro più malvagio e folle. Ma a differenza di Amber e Lamiah, Araxe agisce di fatto attraverso il legame con Victor, spiantato poeta e cantautore dall’aria bohémienne che la bella Araxe dormiente ha salvato dal suicidio e che da quel momento è a lei completamente dedito (oltre ad essere innamorato della vampira). Harlan e Victor si muovono quindi per regolare i conti nella casa di sangue dove parete, scale e strutture architettoniche si modificano secondo un disegno infernale.
Tutta la casa è imbevuta della materia fisica di Verdier ed è sua emanazione (come il Sandcastle Arcade controllato da Kostacki in D3). Harlan incontra Tenardier e poi Verdier che si presenta nella forma di un demone. Lo scontro contro figure umane o semi-umane e contro la struttura della casa dura in un crescendo di tensioni e follie da p.70 a p.96 fino all’esplosione catartica finale. Le due tavole finali sono un malinconico epilogo parigino e si chiudono con un ballo tra Victor e l’immagine proiettata di Araxe. Ma è l’inizio di una lunga storia che vedrà il Dampyr incrociare molte altre volte la strada di Victor e di Araxe.

Pagine da ricordare:

p.19 la prima volta di Harlan a Parigi inizia dietro all’orologio della stazione trasformata nel Museo d’Orsay; tra i quadri più celebri dell’impressionismo si aggira il ‘fantasma’, o meglio l’immagine che Araxe che proietta di sé.

pp.43-44 una delle violente emanazioni di Verdier insegue con un coltellaccio da cucina Victor e Harlan ma entrando in contatto con il sangue di Dampyr e allontanandosi dalla casa stessa si scioglie in un raccapricciante blob (una scena che ho trovato molto alla Dylan Dog dei primi numeri).

p.67 Grazie ai suoi poteri di Dampyr, ad Harlan (perfetto Ralph Fiennes quello ritratto da Baggi) si presenta il vero aspetto della Casa di Sangue, folle struttura dalle architetture deviate e malvagie.

p.70 con una battuta da ‘macho’ (vi ricordate Bruce Willis nel primo *Die Hard*?) Harlan entra nella casa di sangue dicendosi:
«Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia…tu mi sembri una follia!…». Grande Maurizio Colombo!

La copertina: Ottima la copertina di Riboldi (per me la migliore tra le prime 10): Harlan con pistola e spada bagnata dal suo sangue lotta contro le emanazioni della casa di sangue che escono dalle pareti e lo circondano

Lessico dampyriano:

Il letargo dei maestri: i maestri della notte hanno anche un curioso potere: quello di entrare in una sorta di letargo e stasi che può durare anche dei secoli. Perché lo fanno? Vari sono i motivi che incontreremo nella saga di Dampyr. Araxe lo fa per togliersi dal disgusto di una vita vittima e schiava della sete di sangue.

Ti potrebbero interessare

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *