Dampyr Index: I Lupi Mannari (D27)

Scritto da Paolo M.G. Maino

18 Feb, 2020

I Lupi Mannari è a pieno titolo uno dei capolavori dei primi 100 numeri della saga di Dampyr. A renderlo tale sono vari fattori: la minuziosa ricostruzione storica di una vicenda minuta della Guerra dei Trent’anni, ovvero la lotta dei contadini, i Wehrwolfe che danno il titolo all’albo, contro le varie armate che portano morte e distruzione nelle terre della Sassonia tedesca; la bellissima intuizione narrativa di far rivivere ad Harlan quei frangenti storici dentro il corpo e la mente del padre Draka; la presenza dal carisma unico (e probabilmente difficilmente imitabile) di Draka; i disegni spettacolari di Majo che qui si appoggiano anche su una ricchissima ricerca iconografica; e da ultimo, il ritorno del tema originario della saga di Dampyr: qual è il senso della guerra e della violenza tra gli uomini? Che siano i Balcani o le lande tedesche del XVII secolo, l’uomo che combatte o si trasforma in una belva o si interroga sul senso del male.

 

Dampyr 27 – I Lupi Mannari

Data pubblicazione: giugno 2002

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Majo

Copertina: Enea Riboldi

Tavole: 94 pagine

Personaggi: Harlan, Caleb, la cornacchia Kavka, Draka, Fortunata, i contadini Wehrwolfe Hans Sturm e Rolfie.

Luoghi: Praga, Sassonia tedesca

Tempo: Il presente e la Guerra dei Trent’anni (in particolare tra 1628 e 1648)

Trama: Harlan alla ricerca d informazioni sul Cavaliere di Roccabruna vissuto nel ‘600 che sospetta essere stata una delle tante identità assunte dal padre Draka trova grazie alla cornacchia Kavka un manoscritto conservato dentro la sovracoperta di uno dei libri che facevano parte della biblioteca di Draka e recuperati da Harlan nella sua prima avventura come Dampyr [cfr. D2].

Il manoscritto è il diario del contadino Hans Sturm che, dopo essere stato vittima di soprusi e della violenza delle armate in lotta nella Guerra dei Trent’anni che gli hanno ucciso la moglie Lotte, decide di aggregarsi al gruppo dei contadini combattenti noti come Wehrwolfe, Lupi Mannari, per difendersi da chiunque porti la guerra nelle loro terre. Il manoscritto è però vergato da due mani e Caleb rivela a Harlan che la seconda mano è del Cavaliere di Roccabruna, ovvero Draka, e così propone a Harlan di sfruttare le caratteristiche magiche del libro per fargli rivivere in prima persona nel corpo e nella mente di Draka quei frangenti storici.

Draka come capitano di armata attraversa le lande della Sassonia insieme alla sua amante umana Fortunata e al suo amico Orlando, gli unici a conoscere la sua vera natura, e senza alcun non-morto al seguito (così Caleb a Harlan: «Tuo padre ha spesso agito da solo, Dampyr!» p.42). In una imboscata dei Wehrwolfe, Fortunata (che ha rifiutato l’offerta di Harlan di diventare non-morta) viene uccisa: Draka ha ora solo un obiettivo, ovvero vendicarsi.

Intanto nel ricetto dei Wehrwolfe arrivano il pastore protestante Engels e la giovane zingara Marika che fa breccia nel cuore di Hans Sturm e di sua figlia Roslein. Le difese della fortezza dei contadini resistono all’assalto delle truppe svedese, ma nulla possono contro i non-morti di Draka che arriva nella Schwarze Moor, la palude nera nascondiglio dei Lupi Mannari, per fare piazza pulita e appagare la sua voglia di vendetta.

Ma di fronte al coraggio di Hans Sturm e di Rolfie e di fronte a Marika che si fa ferire gravemente per salvare la piccola Roslein, Draka ferma la sua collera e dopo che Hans e Rolfie hanno eliminato i due non-morti che avevano ucciso (quando erano meschini soldati) la moglie di Hans in una sfida tra vampiri e lupi mannari, elimina i suoi non-morti e lascia liberi i sopravvissuti alla sua furia. A Sturm che chiede a Draka «E la tua vendetta?», il padre di Harlan risponde: «L’ho già avuta. Tu amavi questa ragazza [Marika n.d.r.], Sturm. E sta morendo, come è morta la mia Fortunata!». Harlan ritornato in sé a Praga dice a Caleb che forse Draka si è fermato perché ha sentito il grido di Harlan che lo implorava di fermarsi e Caleb risponde: «Sì, forse, in fondo, tu eri già dentro di lui, Harlan. Quello che rappresenti, la tua umanità…» (p.98).

Pagine da ricordare:

pp. 43-46. La prima splash page descrive l’attraversare il vortice del tempo e dello spazio per Harlan che si trasforma fisicamente in Draka; le tre tavole successive sono viste in soggettiva dagli occhi di Harlan/Draka e si concludono con Harlan che vede il suo volto (cioè quello di suo padre Draka) riflesso in uno specchietto datogli dall’amante di Draka, la bella Fortunata (la donna chiede a Draka «Qualcosa non va?» e Harlan/Draka risponde: «Niente. Volevo vedere il mio volto, tutto qui»). La tensione di Harlan di vedere il volto di suo padre è resa in un grande crescendo che pone visivamente la questione del legame a doppio filo tra padre e figlio, così simili e così diversi;

p.90 La prima striscia della tavola vede contrapposti i volti tesi e sfigurati di Draka e Harlan intervallati da una magistrale dissolvenza di Majo. Poche parole: Draka grida: «…parola di Draka! [aveva concluso a p.89 dicendo «morirete tutti!…»], Harlan risponde: «No, padre!… Noo!».

La copertina: Enea Riboldi interpreta l’impianto narrativo della storia. Harlan, in primo piano quasi a mezzo busto di profilo vestito nei suoi consueti abiti da azione, indietreggia per l’arrivo al galoppo con la spada sguainata di Draka. Sarà il padre il protagonista della storia e Harlan gli lascerà spazio per poterlo conoscere meglio.

Cosa scopriamo su…

…Draka: Harlan per due volte dichiara a Caleb di aver percepito i sentimenti contrasti che animano il cuore del padre: «Ho davvero vissuto nel corpo di mio padre, provando le sue sensazioni. E ho ucciso… e bevuto il sangue delle sue vittime… ho anche scoperto… che Draka è capace di amore e di amicizia» p.56 «Eppure, stando dentro di lui, ho provato… crudeltà, arroganza… ma anche solitudine. E compassione» p.98. Ma è Draka stesso a spiegare ai Wehrwolfe perché li deve sterminare, perché lo hanno privato di Fortunata che alleviava la sua solitudine.

La violenza in Draka nasce dal desiderio di una spietata vendetta perché la sua effimera esperienza d’amore è stata stroncata (ma non lo sarebbe stata comunque per il passare del tempo, come Fortunata poco prima di morire gli aveva fatto intendere?), ma in mezzo alla vendetta più cieca può nascere in Draka anche un sentimento di compassione, quello che alla fine lo convince a lasciare in vita Hans e Rolfie.

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