TEX: 70 ANNI DI RECENSIONI – 1963

Scritto da Francesco Benati

28 Feb, 2018

Nuovo capitolo di questo nostro viaggio alla riscoperta della grande saga di Tex Willer, il personaggio creato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini nel 1948 e che quest’anno festeggia il settantesimo anniversario di presenza ininterrotta nelle edicole.
Per questa serie di recensioni anno per anno della saga del ranger prendiamo in considerazione la numerazione della Seconda Serie Gigante, il cui primo numero risale al 1958, quella più venduta e amata dai lettori e che prosegue ancora oggi e che per quasi cento numeri ha riproposto le storie di Tex uscite negli albi a striscia dal 1948 fino alla fine degli anni ’60.
Siamo arrivati nel 1963 e, contrariamente a quanto annunciato nell’articolo precedente, Tex non è mensile! La periodicità infatti, pur essendo aumentata, si mantiene irregolare e infatti escono solo dieci albi rispetto ai dodici previsti, stessa sorte dell’anno precedente. Tuttavia non disperate: dal 1964 (altro anno importante, in quanto debutta in edicola la storica collana Tex Tre Stelle) la serie diventerà definitivamente mensile per poi non cambiare più periodicità.
L’annata si apre con una storia un po’ meh, ovvero Il coyote nero.
Una banda di indiani Pueblos terrorizza la regione. A guidarli è il misterioso Coyote Nero, potente stregone la cui identità è sconosciuta. Toccherà, ovviamente, a Tex e ai suoi pards risolvere la magagna. Si tratta di una di quelle storie un po’ ingenue e ricche di maccheccosa tipiche dei famosi tempi eroici del fumetto italiano, quando i fumetti venivano pubblicati da piccoli editori con una distribuzione scarsa e con la spada di Damocle della censura sempre pronta a scattare. Non è però un buon motivo per farsela piacere oggi. Il motivo principale della mia critica sta nella figura del cattivo Sam Sanders, (o quale che sia il suo vero nome), in quanto risulta marcio fino al midollo sin dalla sua primissima apparizione, mentre quella vecchia volpe di Tex non sospetta minimamente di lui per un bel pezzo. Si confermano comunque buoni i disegni di Galep anche qui in veste solista.
Decisamente migliore è la seguente Old Pawnee Bill, graziata soprattutto dal memorabile personaggio dal quale prende il titolo e sul quale torneremo successivamente. La trama ruota intorno alla ricerca dell’oro dei Monti Superstizione (a proposito, si tratta di una vera leggenda del west) da parte di una nutrita serie di personaggi, fra i quali spiccano il losco ranchero Gideon e i due figli, maschio e femmina, di Fred Desmond, colui che avrebbe scoperto l’oro. La parte del drammone famigliare è un po’ farraginosa e non del tutto riuscita, a mio avviso, ma ricalca la passione di GL Bonelli per il feuilleton. A completare il parterre di personaggi ci pensa il già citato Old Pawnee Bill, ex amico di Desmond rimasto a difesa dell’oro e impazzito per la lunga solitudine. Ci penserà Tex a riportarlo sulla via della ragione. Molto interessante anche il personaggio di Kiowa: inizialmente bandito al soldo di Gideon, si rivolterà contro il suo padrone una volta scoperto di essere stato scaricato. A parte qualche criticità di fondo e un finale un po’ fiacco, siamo sicuramente di fronte ad una buona storia. Ai disegni troviamo ancora la coppia Galep/Gamba.
La Mesa Verde è una storia che a molti è piaciuta, ma a me non ha detto più di tanto. Tex e i suoi pards si imbattono in un uomo crocifisso e lasciato morire di sete e vengono coinvolti da Mac Parland, direttore della filiale Pinkerton di Denver, di occuparsi delle indagini. Un mix giallo/western che per me non lascia il segno. Ci saranno altre storie, nei prossimi albi, in cui Tex collaborerà con i tipi della Pinkerton e confesso che nessuna di esse per me è particolarmente esaltante. Solito buon lavoro di Galep e Gamba ai disegni.
Altra storia non del tutto convincente, a parer mio, è L’uomo dalle quattro dita. Essa si basa sul classico canovaccio dell’uomo elegante e rispettabile che in realtà si rivela essere un criminale. Una figura del genere è quella di Sam Sander de Il coyote nero, commentata poco sopra. Qui il suddetto criminale utilizza sempre il classico trucchetto della barba finta per non farsi riconoscere. A capo di tutto, c’è un grosso giro di alcol clandestino.
Se l’annata finora non ha riservato grosse emozioni, ci pensa la successiva La valle tragica, storia leggendaria del ranger perché è la prima in cui fa la sua comparsa il famoso Pat Mac Ryan, colosso irlandese dalla forza sovrumana, un po’ beota e con un cuore d’oro. La trama si potrebbe scrivere su un fazzoletto, ma a rendere questa storia memorabile è il come tutto viene raccontato: l’incontro fra Tex, Carson e Pat si svolge nell’ambito degli incontri truccati del pugilato e i due ranger aiutano l’irlandese a risolvere i propri guai. Questi, per tutta risposta, li accompagnerà nel loro viaggio, viaggio che li porterà ad aver a che fare con lo spietato Raf Moran della cittadina di Glendale, il quale è intenzionato ad arraffare tutti i ranch circostanti. Per farlo, non esita a rapire Janet Brent, figlia del suo rivale. Solita storia del prepotente di turno, insomma, ma arricchita dalla strabordante potenza di Pat, la cui energia mette in retroguardia Tex e Carson. Tra le varie gag, fino ad allora molto dosate in Tex, spicca sicuramente la carica di Pat in sella ad un’automobile Ford T, la quale è stata prodotta ai primi del ‘900, mentre le avventure del ranger dovrebbero svolgersi almeno venti o trenta anni prima. Un anacronismo colossale, ma che si fa perdonare perché la scena fa veramente, ma veramente ridere. Altra scena da ricordare è quella in cui Pat cerca di aggiustare la mira di un fucile piegando la canna!
Molto bella anche Il totem nel deserto, storia che si inserisce nel filone fantastico di Tex. Abbiamo uno scienziato pazzo di nome Vindex che ha elaborato un siero per ingigantire gli esseri viventi. Ha al suo servizio guerrieri indiani alti più di due metri ed è riuscito a trasformare dei puma in autentici colossi. Al suo servizio, però, ha un giovane assistente che è sempre meno convinto dei propositi del suo superiore e che alla fine lo tradirà. L’avventura è particolarmente debitrice di una certa fantascienza che andava molto in voga in quegli anni e sicuramente merita di essere ricordata, anche grazie al lavoro del team Galep/Gamba/Muzzi ai disegni, in particolare per quanto riguarda le scene di battaglia con i gattoni giganti che richiedono un notevole numero di pallottole per essere abbattuti. Chapeau.
Appena sufficiente, invece, Attentato a Montezuma. Tex e Carson si riuniscono a Pat Mac Ryan (il che fa sospettare un leggero scambio di storie tra questa e quella dei puma giganti) e vengono ingaggiati nuovamente dalla Pinkerton per indagare su un caso di sabotaggio alla linea ferroviaria, argomento che sembra essere particolarmente caro a GL Bonelli visto che nei primi albi di Tex questo tema è comparso più volte.
Gradevole, ma senza far gridare al miracolo, Incidente a Fullertown. Dinamite si è azzoppato e Tex deve fermarsi necessariamente per un po’. Qui viene coinvolto nella lotta fra alcuni allevatori di cavalli tra i quali spicca la famiglia dei Brenton. Il personaggio di Nora, donna dal carattere forte e indomabile, si fa notare subito anche in virtù di un notevole battibecco con Tex, il quale si rivela piuttosto sessista nei suoi confronti (in pratica le dice di andare a fare la calza e a lasciare agli uomini le faccende da uomini). La storia di GL Bonelli è piuttosto sbilanciata, infatti certi personaggi, come appunto Nora, hanno un ruolo importante all’inizio e poi finiscono nel dimenticatoio nel resto della vicenda. L’aspetto migliore di questa avventura sono sicuramente i bellissimi disegni della coppia Galep/Muzzi davvero in sintonia.
Breve e fulminante è La regina di picche, storia di poche decine di pagine disegnata interamente da Francesco Gamba e che vede Tex impegnato a sgominare una banda dedita alle estorsioni. Per farlo si infiltrerà fra i banditi, entrerà nelle grazie della bella Lily Bent e farà pulizia.
Bellissima è invece L’asso di picche (ebbene sì, di nuovo), la quale vede Tex, Carson e Kit Willer venire assoldati dalla Pinkerton per indagare su una banda che ha già fatto fuori quattro agenti impegnati a sgominare un giro di gioco d’azzardo sulla Belle Star, battello di proprietà di Fred Milton, un losco boss senza scrupoli che darà parecchio filo da torcere a Tex. I pards ovviamente accettano e quello che li attende è una girandola di avventure, sparatorie, scazzottate e attentati che si susseguono a ritmo infernale.
Menzione d’onore per la bella e drammatica scena dell’affondamento del battello con i due Kit (Carson e Willer) tenuti prigionieri. Si tratta della prima storia che si svolge in una grande città, in questo caso New Orleans, ed è sicuramente da ricordare.
Piccola curiosità: leggendo la storia Attentato a Montezuma di cui ho parlato a poco sopra, uno dei personaggi si riferisce a Tex chiedendo se era lo stesso Tex che aveva risolto il caso della Belle Star. Inizialmente pensai che fosse un riferimento generico a una avventura non raccontata, poi ho letto questa storia e mi è sorto il dubbio che l’ordine di pubblicazione sia stato invertito.

Così si conclude il 1963, annata senza dubbio non del tutto soddisfacente per il ranger. Diverse storie mediocri e poche significative. Pazienza, ci rifaremo con il 1964 che, invece, è un anno di grande importanza.

Intanto se non lo avete ancora fatto potete leggere i resoconti delle annate precedenti:
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