Le riletture: Mercurio Loi 4 – Il cuoco mascherato (agosto 2017)

Scritto da Paolo M.G. Maino

2 Mar, 2018

Inauguriamo una nuova rubrica del nostro blog  “Le riletture” e lo facciamo con il numero 4 della serie Mercurio Loi, il fumetto che per sua stessa natura invita alla rilettura calma e da ‘perdigiorno’. L’idea di queste riletture è di presentare in modo totalmente arbitrario e senza alcuno schema predefinito fumetti già pubblicati, ma che ci capitano per mano e che ci colpiscono di nuovo come – o forse più – della prima volta. Il tempo passato, inoltre, ci libera dalla giusta paura di anticipazioni che possano rovinare il gusto della lettura per chi ci legge perché in questo caso si tratta di suggerimenti per nuove piste per interpretare o gustare qualcosa che già si conosce.

 

 

 

Le riletture: Mercurio Loi 4 – Il cuoco mascherato

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Bilotta

Disegni: Sergio Gerasi

Colori: Andrea Meloni

Mercurio Loi segue le piste di una originale ‘sfida olfattiva’ e prova ad insegnare ad Ottone la difficile arte di lasciarsi conquistare da una percezione olfattiva e gustativa e di farsi trasportare per vie inattese. La ‘sfida’ è lanciata dal cuoco dell’Osteria del Sole che pare mettere nei suoi piatti (la trippa al sugo innanzitutto) dei segni che chiedono di essere interpretati, ma si tratta di una sfida non semplice che pur nell’ironia impegnerà seriamente Mercurio quanto altre sfide anche più rischiose come quelle con Tarcisio. In parallelo anche Ottone deve cercare di interpretare dei segni che hanno a che fare con sentimenti molto profondi e apparentemente così lontani come il rimorso e il nascere dell’amore: e così nel tentativo di giustificare l’assassinio di un innocente da lui commesso per errore, Ottone finirà per innamorarsi ricambiato di Diana, la figlia dell’uomo che ha ucciso, ovvero il benefattore Ferdinando Marziale.

Bilotta crea una storia che prova a rendere sulla carta qualcosa che ne è così lontano almeno nell’immaginario collettivo: sapori e profumi e i disegni formidabili di Sergio Gerasi sostenuti dall’ottima colorazione di Andrea Meloni realizzano qualcosa di mai visto nei fumetti e che mi ha personalmente ricordato un brano di Marcel Proust a cui sono molto legato: La petit madeleine. L’io narrante de Alla ricerca del tempo perduto ha un’improvvisa immagine del suo passato che lo riporta alla sua infanzia, ma l’immagine scappa. Vuole cercare di ritrovarla, ma raggiungerla con il raziocinio è una strada fallimentare che serve solo a costruirsi artificialmente il ricordo, bisogna ripercorrere i gesti e le sensazioni precedenti a quel tuffo nel passato e l’intingere di nuovo un piccolo biscotto (la madeleine) compie il miracolo e dalle profondità del pozzo della memoria riemerge un mondo dimenticato. Così è per Mercurio che per raccogliere la sfida olfattiva deve lasciare scorrere – quando arrivano – i ricordi del passato legati alla trippa e ai suoi ingredienti.

 

La storia è impreziosita da momenti di geniale ironia che mi hanno ricordato i contrasti assurdi di certi film d’azione dove il protagonista mentre è in mezzo a concitate scene di azione inserisce commenti totalmente avulsi dal contesto: così Mercurio e Loi si battono con una folle setta nei sotterranei di Roma, ma il loro dialogare continua il filo dei discorsi che li guida nelle ore diurne (due sono le immagini che mi sono venute in mente: Asterix e Obelix che continuano i loro dialoghi mentre picchiano dei malcapitati legionari romani o anche i Blues Brothers che mentre entrano con la loro macchina in un centro commerciale suscitando panico e un fuggi fuggi generali esprimono varie considerazioni su ciambelle e oggetti da acquistare).
E voi? Che ne pensate di questa rilettura? Avete scoperto altre strade? Fatecelo sapere!

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