Professione: Avventura! – Mister No n.14 (agosto 2020)

Scritto da Paolo M.G. Maino

18 Ago, 2020

E così siamo arrivati alla conclusione di questa miniserie di ritorno di Mister No (classico, perché la miniserie del Revolution si era già conclusa da tempo).

È tempo quindi di bilanci e non ci tireremo indietro dal farli come già abbiamo fatto per la prima macro sezione della ennealogia iniziale.

Ma prima presentiamo questo numero 14 Professione: Avventura!

 

 

Professione: Avventura! – Mister No n.14

 

Copertina: Fabio Valdambrini


L’ultimo inganno
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Roberto Diso

L’Avventura…
Soggetto e sceneggiatura
: Michele Masiero
Disegni: Massimo Cipriani

 

L’albo è diviso in due parti: a pagina 78 si conclude l’avventura da fantarcheologia di Jerry e Patricia iniziata nello scorso numero, scritta da Luigi Mignacco e disegnata da Roberto Diso. Nelle ultime 20 pagine c’è un divertito omaggio di Michele Masiero e Massimo Cipriani all’idea di ‘avventura’ tipica delle storie di Mister No. Un sogno vivido, o meglio un incubo da cui Jerry si sveglia di soprassalto trovandosi in compagnia del fidato Esse-Esse.

La prima storia, omaggio a suo modo de Il Tempio Maya, procede nel suo sviluppo toccando anche questioni importanti come l’omertà che impedisce l’emergere della verità e la discriminazione di genere. Il tutto però senza ‘pistolotti’ e in mezzo ad una sana dose d’azione. E direi che anche il finale presenta dei ribaltamenti di fronte tutt’altro che banali, visto che la vicenda ha un suo finale sensato a pagina 58, ma poi ha un epilogo inaspettato che alza la drammaticità e apre delle prospettive di speranza.

Una buona prova quella di Mignacco e di Diso. Una storia non memorabile sicuramente, ma che si fa gustare (ma su questo giudizio torno tra poco).

 

 

Divertente, briosa e scorrevole la storia breve di Masiero e Cipriani (L’avventura…). Una sequenza di azioni ed eventi che attingono da una serie di situazioni-tipo della narrazione misternoiana. Un altro omaggio che vuole anche lasciare aperta la porta ad un nuovo ritorno del nostro Jerry che ironicamente chiude con questa battuta l’albo: «Ho troppi creditori e troppo poco alcol per rinunciarvi… all’avventura!».

Questa battuta scritta da Masiero fa da pendant con l’editoriale scritto proprio da Masiero, qui nelle vesti di Direttore Editoriale. L’autore saluta i lettori e preannuncia una storia speciale di Mignacco e Diso e una sorpresa a colori per l’autunno (una ristampa a colori? O il ritorno a colori del Revolution? O una scelta delle migliori storie a colori così come accade per Tex e Zagor?… Lo scopriremo!).

 

 

Vorrei solo sottolineare quello che non mi ha totalmente convinto non come singole storie (tutte ripeto godibilissime, davvero, poi ci sono le mie preferenze e devo dire che ho molto apprezzato i primi tre numeri di Mignacco, la storia carceraria di Colombo e il numero singolo del Cangaçeiro), ma come impianto della miniserie.

Diciamolo subito, la miniserie è stata poco ‘miniserie’. Da una miniserie mi aspetto un percorso che da A porti a B con X divagazioni verosimili. Il modello per me in Bonelli? Cassidy o Brad Barron o la prima stagione di Orfani o anche le miniserie di Enoch, Gea e Lilith. Personaggi nati per una miniserie obietterete… e posso darvi ragione, ma allora aggiungo la ottima miniserie di Magico Vento e anche la trilogia di Napoleone o di Cassidy su Le Storie.

Per il nostro Mister No che cosa è accaduto? Il progetto iniziale era di una decina di numeri che poi sono diventati 14, ma è evidente che la storia del Cangaçeiro (ripeto splendida) e questa doppia legata al mistero celtico di Calçoene sono una appendice avulsa (e direi che lo è anche la storia della onça nigra). Per me sono state storie buone ma che funzionano bene in una serie senza fine prestabilita e in cui è necessario alternare macrotrame ampie a albi del mese autoconclusivi (che sono un marchio di fabbrica della Bonelli).

 

 

Ho quindi apprezzato il fatto di poter leggere altre storie di Jerry per il mio gusto da lettore nostalgico, ma mi è rimasto un po’ di amaro in bocca per un impianto narrativo complessivo poco organico.

In ogni caso e in sintesi: W Mister No! E speriamo di vederti presto ma in una serie più lunga o semplicemente più definita, che possa essere almeno un appuntamento fisso come lo è Brendon con il suo speciale estivo. O che possa entrare in un bella collana contenitore che all’insegna dell’avventura possa riportare periodicamente i grandi eroi del passato Bonelli (Nick Raider, Magico Vento, Brad Barron, Mister No, Napoleone, Cassidy…). Sarebbe bello, no?

Concludo con una nota sui nuovi disegnatori: Cipriani e Foderà mi hanno convinto e spero di continuare a vederli in azione in altri albi Bonelli!

Alla prossima recensione!

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