Il making of in Sergio Bonelli nell’emergenza Covid-19: il lavoro di Moreno Burattini

Scritto da Paolo M.G. Maino

12 Apr, 2020

E a sorpresa aggiungiamo un’altra intervista! Ringraziamo tantissimo Moreno Burattini per la sua disponibilità, che sempre mostra verso i suoi lettori e del resto disponibilità verso gli altri è il secondo nome della zagorianità!

Quindi dopo la nostra intervista scritta a Luca Barbieri, curatore di Dragonero, e ad Adriano Barone, che si occupa di varie questioni ‘social’, e dopo  anche l’intervista video a Giorgio Giusfredi, co-curatore di Dampyr e braccio destro di Mauro Boselli, sul nostro canale YouTube Fumetti Avventura TV, e dopo un’altra intervista per il blog a Tino Adamo, dello staff dei grafici, e Marina Sanfelice, storica letterista nonché creatrice del font SBE, e un’altra ancoraGianmaria Contro, eccovi, lettrici e lettori, – rullo di tamburi – MORENO BURATTINI! (…e ovviamente la domanda sul futuro avrà risposta nella nostra newsletter).

Burattini

Il making of in Sergio Bonelli nell’emergenza Covid-19: il lavoro di Moreno Burattini

FumettiAvventura: La SBE sta continuando a lavorare a pieno regime nonostante il COVID-19. Ma come procede per te il lavoro di cura di tutto quello che ruota attorno all’universo zagoriano? Ci hai infatti un po’ raccontato qualcosa di quello che bolle in pentole nei due video della serie A casa con l’autore, ma per i lettori di FumettiAvventura ci piacerebbe avere una tua descrizione del dietro le quinte: com’è il lavoro a distanza? 

Moreno Burattini: In realtà solo una parte del mio lavoro è “a distanza”. Mi è piaciuto leggere queste parole scritte da Alfredo Castelli nella “Posta Misteriosa” sul n° 368 di Martin Mystère, in edicola in questi giorni: “Tutte le pubblicazioni usciranno come al solito, grazie al telelavoro e a un gruppo di eroi solitari che difendono fisicamente la postazione, come il sottotenente Drugo nel Deserto dei Tartari di Buzzati”. Ecco, sono orgoglioso di essere uno di quegli “eroi solitari” che, parte comunque di un gruppo e di una organizzazione davvero encomiabile, si reca in ufficio nei giorni di apertura della redazione, sbrigando quella parte di lavoro che è impossibile gestire da remoto. Quel che invece posso fare restando a casa, la sbrigo dal mio appartamento. In pratica vado in via Buonarroti a consegnare il lavoro di revisione delle storie in uscita (indicazioni per i grafici e per il letterista), a riscontrare testi e disegni prima di mandarli in stampa, a smistare le sceneggiature. 

Zagor e la scure

FumettiAvventuraNelle volte che mi è capitato di passare in redazione ho sempre visto un grande fermento di dialoghi, confronti, discussioni (anche animate), quanto ti manca di tutto questo in queste settimane? E in secondo luogo qual è il segreto del vostro lavoro in redazione che è così professionale e allo stesso tempo (per quello che vedo) così famigliare e sincero?

Moreno Burattini: Mi manca tanto, perché mi ritengo un “animale da redazione”, abituato cioè a gestire una gran mole di lavoro pratico, prendere ogni giorno cento decisioni con immediati effetti sulle cose da fare, convincere i collaboratori a collaborare, risolvere problemi piuttosto che crearli, capire le psicologie degli interlocutori. Dopo vent’anni di vita a Milano mi ritengo milanese per dedizione all’azienda e al lavoro, per ricerca della professionalità, per stakanovismo, ma resto toscano quanto a capacità di empatia e a creazione di complicità. Il segreto della squadra Bonelli? C’è una vecchia guardia, a cui mi onoro di appartenere, costituita dai “ragazzi di Sergio”, quelli cioè che Bonelli ha scelto personalmente fiutando in noi la stessa sua passione per i fumetti; poi ci sono quelli arrivati dopo il 2011 che, però, sono comunque cresciuti leggendo gli albi degli eroi della nostra scuderia e ne hanno sposato la filosofia a vocazione popolare, riconoscendosi nella tradizione bonelliana anche se chiamati a traghettarla verso nuovi lidi.

Zagor lo spirito con la scure

FumettiAvventura: Questa emergenza sta ribaltando meccanismi di lavoro (e tempi e modi…) consolidati da tempo. Alla fine di questo lungo periodo, tutto tornerà come prima o anche nel vostro piccolo grande lavoro qualcosa è destinato a cambiare? In meglio o in peggio, a tuo parere?

Moreno Burattini: Io spero che tutto torni esattamente come prima. Quando nella mia vita ho attraversato periodi travagliati per motivi di salute o per problemi famigliari, e mi è sembrato che la mia vita sarebbe cambiata per sempre, poi mi sono meravigliato nel verificare come invece sono riuscito con facilità a recuperare l’equilibrio precedente. Più è grosso il guaio, più si desidera il ritorno alla normalità. E questo che stiamo vivendo è decisamente grossissimo.

4. E poi… puoi farci un’altra piccola anticipazione per quello che ci aspetta nei prossimi mesi zagoriani e in generale nei prossimi mesi ‘burattiniani’ (stai scrivendo qualcosa anche per Tex? O qualche altro libro?)?

Ma per la risposta a questa domanda (e alle altre fatte a Tino Adamo, Marina Sanfelice e Gianmaria Contro), iscrivetevi alla nostra newsletter che riceverete ogni 14 giorni con contenuti esclusivi! La prossima newsletter sarà il nostro regalo di Pasqua!

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