Il making of in Sergio Bonelli nell’emergenza COVID-19: il lavoro di Barbieri e Barone (1° pt.)

Scritto da Paolo M.G. Maino

29 Mar, 2020

Come certo saprete, la nostra fabbrica dei sogni italiana preferita sta continuando a lavorare a pieno regime e ce lo testimoniano anche i tanti video della serie ‘A casa con l’autore’ che possiamo vedere sul sito e su YouTube. Ma la curiosità che avevamo noi di FumettiAvventura era quella di capire come stava andando avanti il lavoro di ‘redazione’, cioè tutto quel lavoro intenso, continuo, fatto di controlli, controlli, controlli che rende possibile avere ogni mese in mano il nostro fumetto preferito.

Abbiamo pensato allora di iniziare un piccolo tour tra chi ha vari compiti in Bonelli in questo senso. Questa settimana vi proponiamo la nostra intervista scritta a Luca Barbieri, curatore di Dragonero, e ad Adriano Barone, che si occupa di varie questioni ‘social’, ma a breve avrete anche l’intervista video a Giorgio Giusfredi, co-curatore di Dampyr e braccio destro di Mauro Boselli, sul nostro canale YouTube Fumetti Avventura TV.

L’intervista a Barbieri e Barone si conclude nella nostra newsletter quindicinale… quindi iscrivetevi!!!

 

Il making of in Sergio Bonelli nell’emergenza COVID-19: il lavoro di Barbieri e Barone (1° pt.)

 

FumettiAvventura: Cari Luca e Adriano, grazie di aver accettato il nostro invito. Partiamo! Descriveteci il vostro lavoro per Sergio Bonelli Editore in questi giorni di smart working

Luca Barbieri: Seguo il normale orario di ufficio, ovvero accendo il PC intorno alle otto e mezzo del mattino, collego posta e server remoto, e comincio a smazzare le cose che sono sulla scrivania (virtuale), facendo pausa per il pranzo e staccando verso le sei e mezza/sette. Visto che il computer è il mio strumento “principe” di lavoro, per scrivere e correggere, in effetti non avverto un’enorme differenza col recente passato. Le tavole dei disegnatori, per esempio, già prima le controllavo quasi sempre su dropbox, al quale accedo anche con lo smartphone (che posso controllare ovunque… anche in bagno!). Dunque, dai… non è cambiato poi molto! 

Adriano Barone: Il lavoro di per sé non è cambiato molto: tendo a programmare con un mese di anticipo i post delle varie pagine perché così in caso di imprevisti la pagina è coperta per diverso tempo.
La differenza è che le difficoltà dovute al lockdown hanno posticipato alcune uscite librarie e momentaneamente bloccato le spedizioni dallo shop: quindi la data di uscita di alcuni volumi viene segnalata come “Prossimamente in libreria”.
In teoria il mio lavoro potrebbe essere totalmente svolto in smart working, ma il passaggio periodico in redazione è fondamentale, perché per aggiornarsi sui progress di un nuovo albo, un nuovo progetto, una nuova iniziativa non c’è niente di meglio di una chiacchierata con i colleghi!

FumettiAvventura: Com’è la tua giornata nel lavoro a casa?

Luca Barbieri: Per fortuna, a casa ho una rete internet piuttosto potente (non menziono l’operatore per non fare pubblicità) e un PC fisso molto accessoriato, che comprende anche scanner e stampante. Dunque riesco a svolgere senza problemi l’80% del lavoro. Anche la lettura delle ciano, che ora avviene in digitale mentre tradizionalmente è sempre stata su carta, non ha risentito per nulla del problema: anche prima facevo un giro di lettura a video, alla fine del lavoro, ingrandendo i dettagli. L’unica differenza è che le correzioni le scrivo con il cursore e le evidenzio con gli strumenti di Acrobate. Talvolta stampo il foglio, segno sopra le indicazioni, e scansiono, per poi spedire ai correttori; altre volte, scrivo le correzioni con una e-mail… le alternative ci sono. Sto provando anche ad addestrare una squadra di pappagalli viaggiatori per far imparare le correzioni e spedirli in volo a Milano: datemi tempo!

Adriano Barone: Identica a come se fossi in un ufficio: mi sveglio sempre alle 6,30, bevo il mio caffè all’inimitabile gusto petrolio, poi mi preparo, mi faccio la barba e mi vesto come se dovessi andare in ufficio. Quello che guadagno in termini di tempo dal mancato trasporto lo recupero leggendo news di attualità in maniera ossessiva. Tutti dicono che sia “sbagliato”, pazienza.
Da quando sono nel mio studio, automaticamente “sono in ufficio” e mi “dimentico” di essere a casa. Certo pausa caffè e pausa pranzo vengono fatte in cucina, ma la “simulazione” dura fino a che non stacco. Su questo non transigo: orari precisi e abitudini fisse, altrimenti il rischio di lavorare in tuta con la barba sfatta tra rutti e peti è dietro l’angolo. Quando sento qualcuno che rifiuta una call “perché è impresentabile” inarco un sopracciglio.

FumettiAvventura: Che cosa ti manca del lavoro in redazione (o del passare in redazione per incontri e confronti)?

Luca Barbieri: Il contatto umano! Lavorare da soli è un po’ alienante, e alla lunga logora. Pur avendo skype e videochiamate per confrontarmi con i colleghi, parlare di persona è un’altra cosa. Ma molto dipende anche dal non poter uscire MAI di casa, se non per ragioni urgenti e inderogabili (mi raccomando: non uscite! State a casa!): questo crea uno stress sotterraneo soffocante e angoscioso. Per fortuna, essendo genovese sono abituato a rarefare i contatti umani, a isolarmi e a guardare storto le altre persone che vogliono attaccare bottone… dunque, per noi liguri le cose non sono cambiate di molto, anche in tempi di coronavirus!

Adriano Barone: Il piacere di parlare di argomenti di lavoro e chiacchierare di argomenti nerd coi colleghi della redazione è impagabile, ma forse la cosa più divertente che mi manca è il mio “ingresso” nell’ufficio di Giorgio Giusfredi e Mauro Boselli. Ogni volta che sono sulla soglia Mauro mi dice: “Fermo, non abbiamo messo la tua sigla!” E mette su la sigla della serie tv inglese The Baron, questa: https://youtu.be/eP_l6dnoYlM
Ogni volta. Non scherzo.

FumettiAvventura: Come tutte le crisi, oltre a sperare che passi in fretta, è sempre inevitabile che, al termine della stessa, tanto o poco sia destinato a cambiare. Che cosa potrebbe cambiare in meglio del tuo lavoro e che cosa invece potrebbe avere strascichi negativi?

Luca Barbieri: Lo smart working può essere un’interessante prospettiva per il futuro, quando la tecnologia sarà ancora più efficace e diffusa. In fondo, permette di passare maggior tempo con i propri cari, rinsaldare legami affettivi che spesso soccombono alla fretta della settimana lavorativa e alla stanchezza, e consente di diminuire l’inquinamento. Non credo, invece, che possa lasciare qualche strascico negativo, se non il ricordo di un brutto periodo che speriamo non ricapiti mai più…

FumettiAvventura: E infine una sbirciatina al futuro! Dove e quando vedremo tuoi lavori a fumetti (qualche anticipazione sulle vostre storie)?

… ma se volete le risposte di Luca Barbieri e Adriano Barone… iscrivetevi alla newsletter!!!

Ti potrebbero interessare

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *