Agente Speciale Alfa – Nathan Never n.1 (giugno 1991)

Scritto da Francesco Benati

29 Mar, 2020

Da qualche giorno, la Sergio Bonelli Editore ha scelto di venire incontro ai suoi tanti e affezionati lettori con un’iniziativa lodevole: i numeri 1 di alcune delle serie storiche della casa editrice verranno rilasciati in formato digitale e scaricabili gratuitamente.

Abbiamo già avuto modo di vedere alcuni capisaldi, come Tex e Zagor, e ora giungiamo ad un eroe storico-ma-moderno, ovvero Nathan Never, con il suo leggendario numero 1.

Nathan Never 1

Agente Speciale Alfa – Nathan Never n.1

Soggetto e sceneggiatura: Antonio Serra

Disegni e copertina: Claudio Castellini 

Sinossi: Nathan Never, agente speciale dell’agenzia investigativa Alfa diretta da Edward Reiser, cerca di catturare il ricordante Eric Kleeman, un uomo con un cervello modificato per incamerare i dati come un computer, in possesso di un programma che permetterebbe di liberare i robot dalle cosiddette tre leggi della robotica, ovvero quei tre principi che permetterebbero ai robot di liberarsi dal giogo degli esseri umani e trasformarli in assassini.

L’imboscata a Kleeman fallisce e allora a Nathan Never e all’androide C-09 spetterà il compito di rintracciare il ricordante e impedirgli di consegnare i progretti ad Aristotele Skotos, leader di una setta religiosa con le mani in pasta un po’ ovunque.

Sgombriamo subito il campo da equivoci: Agente Speciale Alfa, pur essendo un bellissimo episodio, non è il capitolo migliore della serie (anche perché sarebbe un bel problema per una serie che l’anno prossimo compirà 30 anni aver sparato la propria cartuccia migliore al primo colpo), ma si tratta comunque di un esordio da urlo che ha fatto registrare ottime vendite e che ha comunque permesso alla serie di mantenersi stabile nel tempo.

Come spesso capita, anche questo numero 1 è uscito come è uscito per puro caso: inizialmente il debutto di Nathan Never doveva essere l’albo successivo, ovvero Il Monolito Nero. La cosa si può intuire da vari aspetti: innanzitutto, l’albo è scritto da tutti e tre i creatori serie, cioè la banda dei sardi composta da Antonio Serra, Michele Medda e Bepi Vigna; inoltre, all’interno dell’albo vengono presentati man mano i vari componenti dell’agenzia Alfa, viene spiegato in sintesi di cosa si occupa e si mostrano le prime dinamiche fra i vari membri. Insomma, ha tutte le caratteristiche di un numero 1. Inoltre, non si sapeva se Claudio Castellini avrebbe consegnato in tempo le tavole. 

Con un colpo di reni, Castellini è riuscito nell’intento e quindi il suo numero, incentrato sulle tre leggi della robotica di Isaac Asimov, ha segnato il debutto di Nathan Never nelle edicole.

E proprio su Claudio Castellini vorrei soffermarmi in questa parte: su di lui si è detto e scritto tanto, forse anche troppo, specialmente per quanto riguarda la sua iconografia, ma una cosa bisogna riconoscerla: si tratta di un disegnatore dalla personalità artistica talmente preponderante da risultare immediatamente identificabile. Sono pochi, ma veramente pochi, i disegnatori degli ultimi decenni che possono vantare una riconoscibilità altrettanto istantanea.

Castellini ha impresso a Nathan Never una linea grafica talmente marcata che i copertinisti successivi non hanno potuto fare a meno che distaccarvisi: Roberto De Angelis in maniera molto marcata (il suo Nathan è molto più snello e flemmatico rispetto all’originale) e Sergio Giardo trasformandolo in uno sbirro problematico. Ma anche gli stessi disegnatori, se si escludono i fratelli Bastianoni, hanno fatto il possibile per non inserirsi nella linea di Castellini ben sapendo che ne sarebbero usciti travolti. Lo stesso Castellini, poi, per vari motivi si è ben guardato dal tornare di nuovo sulle pagine della collana, limitandosi a disegnarne le prime 59 copertine e a illustrare un racconto breve apparso sulla rivista Comic Art, per poi dare l’addio alla serie qualche anno dopo per sbarcare in America, dove avrebbe lavorato per Marvel e DC fino alla fine degli anni ’00, quando, per l’incompatibilità dei suoi ritmi di lavoro con le scadenze editoriali, ha deciso di dedicarsi esclusivamente al lavoro su commissione.

Sul versante della trama, questa poggia tutta sulle passioni di Antonio Serra: il più asimoviano di tutta la banda dei sardi ha costruito un racconto che potrebbe pure essere stato escluso dalla celeberrima raccolta Io Robot di Isaac Asimov (e, guarda caso, Io Robot è proprio il titolo di un altro albo di Nathan Never scritto da Serra e di nuovo con il robot C-09 come coprotagonista). Nonostante si noti l’inesperienza di Serra come sceneggiatore (il suo apice verrà raggiunto molto tempo dopo), in questo albo vengono definiti alcuni dei parametri della saga di Nathan Never. La continuity, croce e delizia della serie, viene letteralmente spianata e non mi sbaglio se dico che buona parte delle varie sottotrame prendono il via da questo albo. 

Purtroppo Serra ha pian piano diradato le sue apparizioni sia su Nathan Never che nel fumetto in generale, preferendo dedicarsi alla cura della serie, ma con questo albo ha toccato il cuore di tantissimi lettori, i quali magari hanno smesso di leggere Nathan e i fumetti in generale, ma che conservano ancora il ricordo di questo albo leggendario.

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