Mr. Evidence… o delle strade nuove del Bonelli Entertainment

Scritto da Paolo M.G. Maino

21 Feb, 2020

Con un simpatico video di 10 minuti la Sergio Bonelli Editore aggiunge un altro piccolo tassello per farci conoscere il progetto Mr. Evidence, un video che nella sala Juke Box della storica redazione milanese della SBE vede protagonisti molto abbottonati Fabio Guaglione e Adriano Barone. E quasi fosse il Paradiso di Dante il punto dell’allegro video pare essere: l’ineffabilità! Vorrei dire, ma non posso!!!

A parte gli scherzi a guardare con attenzione qualcosa ricaviamo e proviamo a spacchettare quello che abbiamo capito per i lettori di FumettiAvventura.

 

Mr.Evidence… o delle strade nuove del Bonelli Entertainment

Il video è diviso in quattro sezioni che presento e commento.

 

The truth behind Mr Evidence (La verità dietro a Mr. Evidence)

Mr. Evidence sarà una produzione Audace, doppiamente, sia perché inserita nella linea per prodotti maturi (dicitura per me pessima) sia perché sarà un fumetto coraggioso mix di tanti generi: thriller psicologico (o meglio psichiatrico), crime, spy e molto drammatico.

Quale il tema principale? La mente umana. I personaggi sono segnati tutti da disturbi e anomalie e queste anomalie sono portate al limite con precisi riferimenti scientifici. L’intreccio è complesso e ruota attorno a personaggi forti, dei freaks a cui ci si può affezionare. L’obiettivo per Guaglione è che ogni lettore possa ritrovare i propri difetti e immedesimarsi in questi personaggi pur eccessivi. Il lettore diventa il diverso e viceversa!

 

The nerve of going trasmedia (La tensione alla transmedialità)

Questa è ormai una delle nuove strade maestre che si provano a percorrere in  Bonelli: la transmedialità. Progetti che nascono già transmediali: è così per Il Confine  (che da fumetto a breve sarà gioco di ruolo ed è già stato un art-portfolio con un racconto dal sapore lovecraftiano) e appunto per Mr. Evidence (ma aggiungerei anche il mondo di Dragonero!).

Un universo quello di Mr. Evidence in cui gli autori dichiarano di voler avere una attenzione ossequiosa ai vari media e alla diversa modalità di fruizione da parte di lettore, spettatore, giocatore, radioascoltatore.

Il passato e gli sviluppi collaterali dei vari personaggi che si muovono nel fumetto si prestano infatti anche ad una narrazione in prosa e in generale per la serialità TV.

 

The pain of writing comics (La sofferenza dello scrivere fumetti)

Guaglione e Barone hanno dalla loro la conoscenza ampia di vari media che hanno studiato nel dettaglio e su cui si sono sperimentati (pensate anche al recente prodotto Ride che è stato film, romanzo, fumetto, gioco di carte). 

Bellissima tutta questa sezione del video che affonda anche sul ‘fare fumetto’: infatti, l’approccio al fumetto è ben diverso rispetto alla narrazione audiovideo: la diversità sta in primis nella struttura che richiede una necessità di appagamento in ogni numero. E anzi in ogni vignetta ci deve essere un momento decisivo: nel fumetto e nella successione delle vignette «è come se fossero visualizzati solo i frame più importanti per ogni sequenza». 

Lo scarto di differenza maggiore sta nel fatto che nella fruizione di un film o puntata di serie TV c’è equivalenza tra la durata e il modo di fruizione, nel fumetto, invece, c’è distanza con il lettore e i trucchi del mestiere sono limitati. 

Nel fumetto si iperbolizza il mestiere dello sceneggiatore che deve convincere il lettore a stare lì: «Guarda questo personaggio come è eroico!, Guarda questo mistero! Tutto deve diventare iconico!». 

Nel fumetto si dialoga con tutta la pagina: per Will Eisner, infatti, la tavola è come una metavignetta. 

Un piccolo trattato che spiega la transmedialità, ma che non ci dice molto purtroppo sul contenuto di Mr. Evidence! Acc.. Dannaz… Maled…

 

None is black or white (Nessuno è bianco o nero)

Ogni personaggio che è nato nella mente degli sceneggiatori è mosso da una idea forte che esplode nel momento in cui inizia l’azione (ed è stato così anche per gli scrittori che dall’idea dei personaggi hanno poi sviluppato la vicenda stessa che si è come dipanata davanti ai loro stessi occhi proprio attraverso le reazioni e le azioni dei personaggi. Avete presente Il Romanzo sperimentale di Émile Zola? Ecco, mi pare che nell’introduzione di questo quarto capitolato del video si nasconda la lezione del romanziere del naturalismo francese che del resto dichiara da subito il suo interesse per le deviazioni sociali e mentali).

I riferimenti più immediati che hanno fatto da spunto allo sviluppo della serie sono stati per Guaglione e Barone: la serie Netflix Mindhunter, quella della BBC Sherlock, il mondo di Bourne Identity per la complessità dell’intreccio da spionaggio, e da ultimo anche se a progetto già ben avviato anche l’ultimo Joker: ma il tutto visto dal lato speculare per rispondere alla domanda: qual è la linea che segna il passaggio alla non-normalità? Questa è la zona grigia del racconto e della vita dei personaggi.

Quello che si sta cercando di fare è un fumetto di intrattenimento,, divertente, d’avventura ma con una tavola ricca di informazioni a vari livelli piena di indizi. Il desiderio è che ci possa essere una prima lettura fino allo svelamento finale e una seconda in cui uno possa dire: ma guarda me lo avevano già suggerito! (Gli esempi che mi vengono in mente sono I soliti sospetti o Inside Man. Belli da vedere la prima volta e bellissima anche da rivedere!).

Tanta carne al fuoco alla fine… e un’attesa che cresce!

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