A modest proposal…. quale Magazine Bonelli vorrei

Scritto da Paolo M.G. Maino

2 Dic, 2018

È da poco in edicola il Dragonero Magazine 2018 e le discussioni sul formato dei Magazine Bonelli (tentativo di migliorare l’appeal della gloriosa serie degli Almanacchi) si sono di nuovo riaccese come dopo l’uscita del Magazine di Nathan e di Dylan e anche di Tex di inizio anno e allora provo a prendermi lo spazio per una proposta che ovviamente parte dall’analisi di quello che è oggi il format dei Magazine.

 

I magazine si presentano come un mix di articoli, saggi e racconti a fumetti.

Gli articoli hanno lo scopo di fare una carrellata sull’annata del genere (western, horror, fantascienza, fantasy) in questione per quanto riguarda le uscite di film, serie TV, libri, videogames, fumetti…; i saggi approfondiscono un tema (chessò le donne nel genere fantasy, approfondimenti su autori o personaggi…); mentre i fumetti si presentano con due storie di cui una di media lunghezza e una corta per Tex e Dylan, con tre storie di varia lunghezza per Dragonero e con una storia ristampata a colori per Nathan Never. Ovviamente quest’ultima scelta è quella che fa gridare giustamente di più gli appassionati che già sono scettici sull’utilità di alcuni articoli e oltre tutto non possono leggersi neanche una storia nuova.

Ma oltre a questa scelta molto discutibile (e confermata anche dalla ripubblicazione nel Magazine di Dragonero di una storia breve apparsa finora solo in un cartonato da libreria), il dito è regolarmente puntato contro gli articoli soprattutto quelli introduttivi che paiono essere ormai fuori dal tempo data la velocità delle informazioni nell’era dei social.

Ci si chiede: ma che senso ha informare i lettori dell’annata horror quando il 90% di quello che lì viene scritto è arcinoto al lettore medio (ma aggiungo io, medio nerd che frequenta i social ed è onnivoro di un genere determinato)?

In mezzo a questi elementi negativi dei quattro magazine che ho sommariamente presentato sono usciti nell’annata altri due magazine: quello dedicato al Commissario Ricciardi e quello celebrativo dei 70 anni di Tex.

Che dire? In questo caso il riscontro del pubblico è stato più che buono (se non ottimo). Storie brevi buone o anche più che buone, articoli di fatto monotematici dedicati proprio al personaggio a fumetti per consentire di conoscere l’investigatore di polizia della Napoli degli anni ’30 inventato da De Giovanni oppure per ripercorrere il mito sempreverde di Tex Willer.

Ecco questo funziona, ma capisco anche che non sia sempre possibile percorrere questa strada.

Evidenziato quello che c’è, arriviamo alla mia ‘modest proposal’ (Jonathan Swift mi perdoni per il furto!). Vorrei (e quindi non dico che dovrebbe, visto che non lavoro nel settore!) che il Magazine fosse così strutturato:

due (o tre) storie a fumetti: una di media lunghezza con protagonista l’eroe che dà il titolo al Magazine) e una o due corti dedicate ad un comprimario (come è successo per quella di Kit Willer o anche di Tesla del per ora unico Dampyr Magazine). Quella di media lunghezza deve per me avere qualcosa di particolare o perché si tratta di un disegnatore particolare (come Bacilieri nel Dampyr Magazine) oppure perché dedicata a qualcosa di alternativo. E su questo la proposta per Nathan Never è molto facile: che sia uno dei Nathan alternativi dei vari universi della miniserie Generazioni;

l’articolo introduttivo potrebbe essere utilizzato per dare un preview dell’annata dell’eroe con qualche succosa anticipazione;

– un articolo potrebbe utilmente fare il punto su passaggi di continuity delle varie saghe (utilissimo per Dragonero, Dampyr e Nathan Never);

– i saggi a tema sono per me un valore aggiunto nel momento in cui sono occasione di approfondimento importante e quindi possono rimanere se hanno questa caratteristica e non sono semplicemente informativi;

– un elemento infine imprescindibile è la presenza della doppia pagina dedicata alla sit-com fumettistica tra Susy & Merz della coppia Giusfredi/Bacilieri. Si tratta di un modo questo sì arguto e fine di riflettere su temi del momento nel dialogo tra la bella Susy e il professor Merz: dialoghi spesso surreali corredati dagli altrettanto mirabolanti disegni di Bacilieri (bellissimo l’ultimo omaggio al Signor Bonaventura ideato da Sergio Tofano presente sul Dragonero Magazine).

Ma ora veniamo all’ultima parte della ‘modest proposal’, ovvero a chi intitolare i Magazine?

I Magazine sono in realtà un’unica pubblicazione bimestrale registrata come Collana Almanacchi e questo comporta 6 uscite all’anno. Dando per assodati i 4 stabili, ossia Tex, Dylan, Nathan e Dragonero (con i sostanziosi cambiamenti che indicavo nel mio ‘vorrei’… ma non posso!) gli altri due numeri devono essere sul modello di quello dedicato a Tex 70 o al Commissario Ricciardi e per me devono essere dedicati a personaggi storici della Bonelli e quindi vorrei con meccanismi di rotazione o anche nel formato one-shot questi Magazine corredati da articoli storici e monotematici sul personaggio in questione: Nick Raider Magazine; Napoleone Magazine; Brendon Magazine; Il Comandante Mark Magazine; Gregory Hunter Magazine (sì anche lui merita di tornare a solcare gli spazi infiniti); e poi Greystorm e Brad Barron e ovviamente conosciuta la mia passione anche Adam Wild Magazine e Saguaro Magazine.

In occasioni di celebrazioni particolari ci potrebbero essere uscite particolari come il Tex 70 e quindi perché non pensare ad un Martin Mystère 40 o a un Dampyr 20? o a un Zagor 60?

Insomma mai più la riproposizione delle ristampe come per il Nathan Never Magazine semmai il recupero di personaggi che molti lettori non conoscono e che potrebbero essere invitati a conoscere recuperando storie del passato nei mercatini o magari nei brossurati da libreria (come i due bei volumi di Nick Raider).

E voi che ne dite di questo ‘modest proposal’??? Venite a parlarne con noi nel gruppo Facebook L’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor)!

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