L’apache bianco e altre storie – Color Tex n.14 (novembre 2018)

Scritto da Francesco Benati

2 Dic, 2018

Vi presentiamo la recensione del nuovo Color Tex L’Apache bianco e altre storie, edito dalla Sergio Bonelli Editore, nuovo numero di una collana iniziata nell’ormai lontano 2011 e divenuta, con il tempo, un appassionante semestrale (più o meno).

Considerato che parliamo di una decina di nomi coinvolti, non li nomineremo tutti nell’elenco telefonico, ma ci limiteremo a presentarli di volta in volta nel corso delle storie.

 

L’apache bianco e altre storie – Color Tex n.14

Sì, perché questo Color Tex autunnale presenta sempre delle storie brevi di circa 32 pagine realizzate di volta in volta da autori diversi. Su questa collana hanno fatto il proprio esordio disegnatori e sceneggiatori pian piano entrati nello staff del ranger, su tutti Stefano Biglia, disegnatore di uno dei primissimi Color e poi realizzatore della lunga storia Il colonnello Mano Cattiva su testi di Mauro Boselli. Oppure Laura Zuccheri, autrice della copertina di un numero e attualmente alle prese (probabilmente) con il Texone del 2019. O, ancora, Giulio De Vita, anche lui prima autore di una copertina e poi del Tex d’autore del 2016 Sfida nel Montana per testi di Gianfranco Manfredi.
Chiaramente non tutti i lettori, abituati alle storie di Tex che si sviluppano per svariate centinaia di pagine, hanno apprezzato l’iniziativa, ma essa va vista nell’ottica sia di trovare nuovi talenti per la collana tradizionale, sia in quella di proporre un Tex diverso e inedito rispetto al tradizionale.
In questo senso, il Color in fase di recensione direi che centra in pieno l’obbiettivo, anche se non tutto gira alla perfezione.

 

L’apache bianco

Soggetto e sceneggiatura: Chuck Dixon

Disegni e colori: Fabio Civitelli

L’apertura è affidata alla storia che dà il titolo all’albo. L’Apache bianco è scritta da Chuck Dixon, apprezzato autore di comics americani, soprattutto Batman, da qualche tempo approdato alla corte di Aquila della notte (come dimostra il recente cartonato coi disegni di Mario Alberti). Ai disegni troviamo Fabio Civitelli, autore anche dei colori.

Un gruppo di banditi ritrova alcuni ragazzini rapiti dagli indiani e decide di utilizzarli per i propri loschi affari. Per fortuna Tex interviene e salva capra e cavoli. La vicenda di Dixon purtroppo risulta abbastanza inconsistente e tirata per i capelli, un po’ come nelle due precedenti storie dell’autore americano, forse non ancora entrato appieno nel dna di Tex, mentre di sicura menzione sono i buoni disegni di Civitelli, colonna portante di Tex da ben venticinque anni, disegni che vengono valorizzati da una colorazione sicuramente all’altezza.

La casacca magica

Soggetto e sceneggiatura: Gabriella Contu

Disegni: Lucio Filippucci

Colori: Oscar Celestini

La casacca magica, testi di Gabriella Contu e disegni di Lucio Filippucci. Gabriella Contu si è recentemente messa in mostra grazie ad alcune belle storie uscite su svariate collane, tra cui Zagor e Dylan Dog, e ora approda a Tex con questa storia breve in cui il ranger in realtà compare pochissimo. Si tratta forse dell’unica storia, a parte Il tranello, in cui fra i protagonisti abbiamo Kit Willer da bambino [ne abbiamo parlato nel review dell’annata 1960 di Tex]. Al centro della vicenda c’è una casacca magica in grado di rendere invulnerabile chi la indossa.

Un buon lavoro quello della Contu, la quale si conferma un’autrice da tenere d’occhio, ben sostenuta dai disegni di Filippucci, ormai veterano di Tex.

 

Juliet

Soggetto: Marcello Bondi

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Mario Atzori

Colori:  Oscar Celestini

Juliet è una storia atipica, in quanto il soggetto è di Marcello Bondi, un appassionato estraneo allo staff di Tex, reso in sceneggiatura dal curatore Mauro Boselli per i disegni di Mario Atzori, già disegnatore di Legs Weaver, di cui è stato anche copertinista, e Nathan Never. La storia è quella di Juliet, una ragazza salvata dagli indiani e riportata al forte dove deve incontrare il suo promesso sposo. Le cose però non stanno del tutto così.

Vicenda molto atipica, cruda e inusuale per Tex, dove la tematica della violenza sulle donne è trattata in maniera schietta ed esplicita senza nascondersi dietro inutili giri di parole. Complimenti a tutto il team per questa bella storia.

Golden Queen

Soggetto e sceneggiatura: Luca Barbieri

Disegni: Andrea Venturi

Colori: Oscar Celestini

Golden Queen, testi di Luca Barbieri e disegni di Andrea Venturi. Forse la storia che più mi è piaciuta. Protagonista assoluto un giovane Carson con capelli, baffi e pizzetto neri, in cui Tex non compare neppure di striscio, il quale ha un incontro passionale con una bella donna. E già qui scatta un’altra assoluta novità per la serie: per la prima volta si mostra un rapporto sessuale esplicito (senza scivolare nell’erotico voyeurismo) sulle pagine di Tex dopo decenni di costumi castigati e vaghe allusioni da feuilleton ottocentesco. Menzione d’onore per i disegni di Andrea Venturi, finalmente tornato a disegnare una storia significativa dopo anni.

 

Rivolta a Vicksburg

Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Gualdoni

Disegni: Marco Santucci e Patrick Piazzalunga

Colori: Erika Bendazzoli

Chiude l’albo Rivolta a Vicksburg, testi di Giovanni Gualdoni e disegni di Marco Santucci e Patrick Piazzalunga, rispettivamente matite e chine. Purtroppo si tratta della storia meno riuscita del lotto, sia come testi che come disegni. La rivolta carceraria orchestrata da Gualdoni non morde e il duo Santucci/Piazzalunga purtroppo si rivela inefficace alla luce del colore. Intendiamoci, dal punto di vista prettamente tecnico i due funzionano bene insieme, il problema è che la colorazione non riesce a valorizzarli al meglio. Insomma, qualcosa su questo versante è andato storto e purtroppo ne ha fatto le spese un’avventura che era già poco appassionante di suo [storia per altro rimasta nel cassetto per molti anni prima di venire pubblicata n.d.r.].

Chiudendo, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un buon Color Tex di storie brevi, baciato tra l’altro da una bellissima copertina dei fratelli Raul e Gianluca Cestaro, duo di artisti che ritroveremo fra qualche tempo con il ritorno di Mefisto. Certo, non tutto gira per il verso giusto e a conti fatti il mio preferito rimane sempre Il Mescalero senza volto del 2016, ma bisogna dare adito a questa pubblicazione di aver proposto qualcosa di effettivamente nuovo. Chissà che alcuni dei nuovi autori coinvolti non possano entrare a pieno titolo nella serie regolare.

 

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