Ombre sulla Golden Baby – Zagor 638 (settembre 2018)

Scritto da Francesco Benati

10 Set, 2018

A inizio mese è arrivato in edicola Ombre sulla Golden Baby, il nuovo albo di Zagor edito dalla Sergio Bonelli Editore. Ai testi troviamoJacopo Rauch e ai disegni la coppia romagnola composta da Gianni Sedioli e Marco Verni.

Cari appassionati di fumetti seriali, sapete quando avete quel bel presentimento circa una storia che state per leggere? Quando contate i mesi e le settimane che vi separano da quel fatidico appuntamento in quel luogo, l’edicola, che da tantissimi anni sta vivendo una crisi nera che sembra non fermarsi mai? Quando le anteprime vi stuzzicano le papille gustative? Un po’ come quando vi preparate per andare a un appuntamento galante. Quelli organizzati bene (e che terminano bene) hanno tre passaggi: la cena, il dopo-cena e il gran finale.
Ecco, la speranza è che questa trilogia di Rauch e della coppia Sedioli/Verni sia un appuntamento romantico finito bene.

 

 

 

Ombre sulla Golden Baby – Zagor 638

Soggetto e sceneggiatura: Jacopo Rauch

Disegni: Gianni Sedioli e Marco Verni

Copertina: Alessandro Piccinelli

L’avvio è di quelli che fanno venire voglia di correre in strada a urlare a squarciagola la propria felicità. Un’introduzione oscura e misteriosa e poi la narrazione si mette in moto come un treno e non si ferma più.

Sinossi: Zagor e Cico ricevono un messaggio da parte di alcuni uomini della Golden Baby, la nave del capitano Fishleg: il fakiro Ramath è scomparso, ma, grazie alla sua magia indù è riuscito ad inviare un messaggio ai suoi compagni. In tutto questo, fa la sua scomparsa una strana donna sulla quale aleggia l’ombra di Dharma la strega.

Ideale terzo capitolo di una saga iniziata con Tigre di Guido Nolitta e Gallieno Ferri e proseguita poi con Thugs, Ombre sulla Golden Baby è una trilogia che ci terrà compagnia fino a novembre che riporta in scena alcuni dei personaggi più amati del microcosmo zagoriano, ovvero Fishleg e la sua ciurma.

Si tratta di personaggi ricorrenti nella lunga saga di Zagor, ma che a Jacopo Rauch devono stare particolarmente a cuore, dato che li ha già utilizzati nel primo Color Zagor intitolato, appunto, I fantasmi del capitano Fishleg (anche se, in quel caso, il soggetto era di Moreno Burattini). Più in generale, Fishleg e i suoi sono ritornati diverse volte negli ultimi anni. Oltre al già citato Color, dobbiamo considerare anche la parte avuta in Mortimer: Ultimo atto di Burattini e Verni e nello Speciale La nave del mistero di Giovanni Eccher e Sedioli/Verni.

Non un gran peccato, insomma, visto che si tratta di personaggi amatissimi che è sempre un piacere rincontrare.

 

 

Jacopo Rauch si conferma lo sceneggiatore zagoriano che più conviene tenere d’occhio in questo particolare momento. Le storie da lui pubblicate in questi ultimi anni sono state tra le più apprezzate dell’intera serie e c’è da scommettere che anche questa entrerà nella lista. Il tutto grazie ad una classicità senza tempo, pur evitando di sfociare nella mera nostalgia, a un ritmo trascinante e a un parterre di personaggi notevole, ma impedendo che si rubino la scena a vicenda.

Questo primo albo ricorda molto da vicino, sia per schema che per atmosfere, l’avvio di una delle storie più belle degli anni ’90, Il terrore dal mare di Mauro Boselli e Stefano Andreucci. Certo, siamo lontani da quel capolavoro, ma Rauch è estremamente talentuoso e il suo stile, pur con le dovute distanze, paga pegno a quello di Boselli. Ciliegina sulla torta sono i disegni di Gianni Sedioli e Marco Verni.

Paragonarli ad Andreucci non ha senso, ma i due sono i disegnatori giusti per questa storia. Nessun altro avrebbe potuto renderla in tal modo. Fieri prosecutori dello stile del compianto Gallieno Ferri, creatore grafico del personaggio, copertinista e principale disegnatore della serie fino alla morte avvenuta nel 2016, i due romagnoli sfornano una prova di altissimo livello, di gran lunga superiore a quella, seppur buona, vista sulla miniserie a striscia di qualche mese fa.

C’è poco da fare: gli zagoriani amano alla follia (e non è un’esagerazione) un determinato stile e il duo fa di tutto per accontentarli. Classici fino all’osso e fieri custodi dell’ortodossia zagoriana, Sedioli e Verni sfornano una prova di qualità, forse il loro miglior lavoro visto finora.

Chapeau.

 

 

Come avvio è senza dubbio ottimo e la speranza è che, trattandosi di tre albi pieni, la narrazione si sviluppi al meglio senza particolari forzature e prendendosi il tempo necessario.

Per ora, pollice alzato. Che ne pensate voi? Raggiungeteci nel gruppo FacebookL’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor).

 

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