Il Passato di Isabel – Zagor 633 (aprile 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

19 Apr, 2018

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla data di uscita, ecco che vi presentiamo la recensione de Il passato di Isabel, nuovo albo di Zagor edito dalla Sergio Bonelli Editore, conclusione della trilogia incentrata sul ritorno di Blondie, vecchia antagonista dello Spirito con la Scure. Ai testi troviamo Antonio Zamberletti e ai disegni il veterano Mauro Laurenti.

 

 

Il Passato di Isabel – Zagor 633

Soggetto e Sceneggiatura: Antonio Zamberletti

Disegni: Mauro Laurenti

Copertina: Alessandro Piccinelli

Lo ammetto: i primi due capitoli mi avevano lasciato un po’ l’amaro in bocca. Una storia troppo da western puro, come spesso capita a quelle di Zamberletti, e dei disegni, limitatamente alla seconda parte, inspiegabilmente sconclusionati.

Ergo, il rischio sòla era altissimo e confesso che quando ho aperto il terzo e ultimo albo ero preparato al peggio. E invece non solo non ho avuto il peggio, ma mi sono pure goduto questo ultimo volume con un gusto notevole.

Lo svilupparsi della vicenda è ridotto all’osso. Apprendiamo dell’oscuro e violento passato di Blondie, il cui vero nome è Isabel, e che da bambina ha assistito alla morte violenta dei propri genitori. Si procede con la preparazione della battaglia e con il lungo viaggio di Cico alla ricerca dei rinforzi, viaggio necessario per salvare capra e cavoli.
Il resto è pura azione.

 

Lo scontro fra Zagor, Blondie e i loro alleati nella città fantasma è un puro spettacolo magistralmente orchestrato dal duo Zamberletti/Laurenti finalmente in piena sintonia. A proposito di paragoni con il western puro, a me questa lunga battaglia ha ricordato la parte conclusiva di Ultimo scontro a Bannock, la parte finale de Il passato di Carson, il grande capolavoro di Mauro Boselli e Carlo Raffaele Marcello pubblicato nel 1994 sulle pagine di Tex. Certo, andare ad accostare un buon albo con un capolavoro del fumetto italiano sembra quasi una provocazione, ma è giusto per rendere l’idea del livello di epicità raggiunto dallo scontro.

Zamberletti riesce finalmente a risollevare le sorti di una storia destinata altrimenti a cadere nel dimenticatoio nel giro di un lampo e lo fa buttandola tutta sulle emozioni e sull’azione, pigiando l’acceleratore nel corso della già citata battaglia finale, probabilmente la parte che verrà maggiormente ricordata di questa avventura. Ci sono però diversi altri passaggi degni di nota: il passato di Blondie, anche se telefonato, risulta ben servito e credibile, mentre finalmente Cico ha il suo momento di gloria. Troppo spesso relegato al ruolo di macchietta comica, qui il pancione messicano ha i riflettori puntati in diversi frangenti e il suo ruolo risulta determinante per il lieto finale della vicenda.

Personalmente ho apprezzato anche il finale che lascia presagire possibili nuove storie con Blondie come coprotagonista. D’altronde mica si potevano aspettare quarant’anni per farla poi morire tragicamente, no?

 

Applausi a scena aperta anche per i disegni del maestro Mauro Laurenti. A questo punto è inevitabile pensare che i pessimi disegni dell’albo precedente siano da attribuire perlopiù a errori redazionali o di stampa, perché non è possibile che in questo terzo capitolo essi siano tornati improvvisamente ai soliti alti livelli. Il buon Mauro dà il meglio nelle concitatissime scene d’azione e quindi la battaglia finale è per lui un’occasione troppo ghiotta per non darsi alla pazza gioia. Speriamo solo di non dover aspettare altri cinque anni prima di doverlo ritrovare di nuovo sulle pagine di Zagor.

Come valutare quindi questo ultimo capitolo della trilogia?

Un buon albo, ricco di azione ed avventura e con alcuni passaggi davvero intensi sul piano emozionale.

Certo, nel giudizio complessivo della storia non si può prescindere dai due albi precedenti, ma alla fine mi sento di dire che ci troviamo di fronte ad una discreta storia che si lascia leggere senza troppe pretese, ma che è appesantita da una parte centrale troppo traballante e funestata da disegni irregolari.
Non penso che Blondie, personaggio marginalissimo che non mi è mai stato simpatico, meritasse chissà quale capolavoro letterario, per cui va bene così.
Vi ricordiamo anche di venirci a trovare e a discutere nel gruppo facebookL’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor).

 

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