La roccia che brucia – Zagor 635 (giugno 2018)

Scritto da Francesco Benati

22 Giu, 2018

Da un po’ di giorni è in edicola La roccia che brucia, secondo capitolo della nuova storia di Zagor  che vede il ritorno di due storici nemici, ovvero Markus l’uomo volante e Alfred Bannister detto Thunderman. I testi sono del curatore della serie Moreno Burattini e i disegni sono degli Esposito Bros.

 

 

La roccia che brucia – Zagor 635

Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini

Disegni: Esposito Bros

Copertina: Alessandro Piccinelli

La prima parte mi aveva lasciato un po’ perplesso. Un po’ per il soggetto in quanto tale (dopotutto i due ritorni di questi cattivoni rischiavano di essere una mezza via tra il kitsch e il trash) e un po’ per quello che accade nel primo albo, cioè niente! A parte l’evasione di Markus e di Thunderman e la cattura di Zagor da parte di una tribù di pigmei, il resto dell’albo è un lungo flashback che serve a rinfrescare la memoria dei lettori, dato che questi due nemici erano comparsi solo una volta, peraltro a diversi decenni di distanza. Ottimi invece i disegni degli Esposito Bros, nonostante qualche scivolone dovuto alla velocità di lavoro.

Ero quindi incerto su cosa avrei trovato in questo secondo volume e devo dire che, per fortuna, i miei timori sono stati completamente spazzati via.

Moreno Burattini rompe ogni indugio e fa finalmente decollare questa storia, presentandoci scene ad alto tasso di dramma e con uno Zagor vistosamente in difficoltà, in preda alla febbre e al delirio. Ci sono alcune scene che si risolvono con eccessiva facilità, ma in fondo si tratta di esigenze di sceneggiatura, una sceneggiatura che prosegue liscia come l’olio fino alla fine, dove avviene una svolta inaspettata.

C’è poco da dire: quando Burattini si lancia a briglia sciolta l’unica certezza che abbiamo è quella di trovarci di fronte ad un’avventura ricca d’azione che va avanti con la velocità e la forza di un treno in corsa. Il buon Moreno, da abile sceneggiatore quale è, sa destreggiarsi nei più vari ambiti (e negli anni ha dato prova di sapersi muovere in tutti i territori toccati dallo Spirito con la Scure), ma è innegabile che questo tipo di avventure lineari e dirette siano quelle che gli riescono meglio.

 

 

Burattini è altresì bravissimo sia a trattare con il dovuto rispetto un villain ormai di culto come Markus, personaggio creato da Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, il creatore di Zagor, addirittura nel 1961, sia a tenere in piedi uno come Thunderman, a suo tempo protagonista di una delle più brutte storie di Zagor di sempre, a sentire il parere di parecchi lettori. Creato da Tiziano Sclavi, il papà di Dylan Dog, Thunderman è un uomo che ha ottenuto il potere dell’elettricità e del magnetismo dopo essere entrato a contatto con una misteriosa roccia caduta dal cielo, ovvero un meteorite. Ed è a quella roccia che intende ritornare, con conseguenze inimmaginabili, sia per noi lettori che per lui stesso.

Il mio scetticismo riguardava proprio la figura di Thunderman, per me davvero uno dei nemici più stupidi e improbabili di Zagor, eppure Moreno è riuscito a riadattarlo benissimo.

Chapeau!

Resta da vedere come si risolverà la vicenda. Purtroppo pare che essa terminerà a metà dell’albo di luglio, il che fa presagire un finale un po’ stringato, anche se, obbiettivamente, di cose da raccontare non sembrano esserne rimaste più di tanto.

 

 

Altro pollice alzato per i disegni degli Esposito Bros. Abituati, ormai da parecchi anni, a fare la spola fra Zagor e Martin Mystère, sono sicuramente fra i migliori interpreti dello Spirito con la Scure, due fratelli in grado di coniugare modernità e tradizione nei propri disegni. L’intero albo soffre di una visione d’insieme un po’ troppo televisiva, mentre l’inizio del precedente trasudava cinema da tutti i pori, e anche qui i due Esposito mostrano qualche incertezza dovuta alla rapidità d’esecuzione. Probabilmente è un difetto del loro stile, visto che sono cose che si sono già riscontrate in altre loro storie precedenti.
In chiusura, siamo di fronte ad una parte centrale più che buona che risolleva le sorti di una storia partita decisamente in sordina. Ora la speranza è che anche il finale sia alle altezze del resto e per saperlo non rimane che attendere luglio.

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