Nomoli – Martin Mystère 357 (giugno 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

23 Giu, 2018

Dopo Il Dio che venne dal mare, un numero non totalmente convincente e che ha suscitato reazioni non sempre positive in rete soprattutto per una certa scontatezza della vicenda e per dei disegni apparentemente poco curati, l’annata di Martin Mystère riprende la buona linea che era stata tracciata da Le strani morti del Signor Max con una storia che recupera una vicenda dei primordi mysteriani ovvero Nella terra dei DogonIl genio del male (numeri 60 e 61) e qui mi si consenta un ricordo personale: Il genio del male è il primo numero che comprai in edicola del nostro MM (allora non ancora Buon Vecchio…) e fu una grande scoperta!

 

 

 

Nomoli – Martin Mystère 357

 

Soggetto e sceneggiatura: Paolo Morales

Disegni: Esposito Bros, Davide De Cubellis, Paolo Morales

Copertina: Giancarlo Alessandrini

Perché una buona linea? Perché come per MM 355, diciamolo subito, la storia del compianto Morales coadiuvato dai disegni degli Esposito Bros (questo mese in edicola anche con Zagor!) presenta gli ingredienti di un bella ed avvincente storia: azione, buoni comprimari, thrilling e mystero… e un finale che lascia aperte nuove prospettive (elemento essenziale per la serialità).
I Nomoli del titolo sono delle statuette che testimoniano la nascosta presenza di un gruppo di minacciosi alieni che vuole prendere il potere sulla terra e la missione di Martin Mystère in Sierra Leone è in realtà una trappola per eliminare uno dei pochi (se non il solo) che può svelare il loro segreto.
Dopo il necessario prologo che serve a mettere sul piatto il tema degli alieni, l’arrivo di Martin Mystère in Sierra Leone è motivato dalla solita (o ennesima) conferenza per ritirare un premio. Ma dalla cerimonia in poi, gli eventi precipitano e l’azione la fa da padrone intervallata a pochi momenti di spiegazioni (di fatto la grande spiegazione è lasciata da Morales alle ultime pagine una volta che la vicenda si è già risolta).

 

Martin arriva in Sierra Leone in solitaria senza né Diana né soprattutto Java, ma questa scelta è narrativamente motivata dall’entrata in scena dell’ispettore Solomon, una specie di Luke Cage in grado di supportare Martin Mystère con la sua prestanza fisica. Solomon è un personaggio riuscito dai modi rudi ma anche segnato da una vicenda personale non facile, ovvero la perdita del figlio in circostanze misteriose (e sarà proprio il desiderio di capire come siano realmente andate le cose a creare la strana coppia Martin-Solomon).
Spero che Solomon torni in nuove storie perché mi pare abbia delle potenzialità.

Per il resto della vicenda non aggiungo particolari per evitare eccessivi spoiler, confermo il giudizio iniziale di una storia che funziona e in cui i vari fili vanno a intrecciarsi e poi a sciogliersi in modo ragionevole e sensato.
Sul fronte disegni, gli Esposito Bros sono un marchio di sicurezza e offrono sempre prove chiare, pulite e funzionali.
Due considerazioni per aspetti che mi hanno poco convinto.
Prima di tutto la copertina che, pur bella, non mi pare così adatta a rappresentare il cuore della vicenda.
In secondo luogo, la scelta editoriale di inserire Il Dio che venne dal mare prima di Nomoli ottiene il risultato di far percepire la debolezza della storia di aprile che, pur dichiaratamente giocata su un tono da commedia, finisce per presentare un modello di vicenda che si trova anche in Nomoli, ma con ben altri esiti. Stessa scelta di luoghi esotici, basi misteriose sottomarine, Martin e co. catturati e in balia del cattivone di turno, recupero di vicende del passato…

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