Scopriamo Ingoal Comics! Intervista a Andrea Artusi

Scritto da Paolo M.G. Maino

25 Apr, 2019

Il blog FumettiAvventura nasce come occasione di confronto e racconto su quello che accade nel mondo del fumetto in Italia con particolare attenzione al fumetto d’avventura legato alla tradizione Bonelli. Per tenere fede all’obiettivo di essere un osservatorio tentativamente serio anche su percorsi nuovi e innovative esperienze che possono aiutare il fumetto anche in un contesto di crisi dell’editoria, abbiamo avuto la possibilità di intervistare Andrea Artusi, storico collaboratore della Sergio Bonelli Editore e oggi anche direttore creativo della sezione Comics di Ingoal Ltd, una società con sede nel Regno Unito che si occupa di varie campagne di crowdfunding. Ecco le domande e soprattutto ecco le risposte che gentilmente Andrea Artusi ci ha dato.

 

FumettiAvventura: Come nasce una campagna di crowdfunding e come è nata in modo particolare quella dell’albo di Federico Memola e Francesca Follini Le fiamme perdute di Sherazade di Agenzia Incantesimi (di cui abbiamo parlato qui con Memola)?

Andrea Artusi: Una campagna di crowdfunding nasce anzitutto dall’incontro con l’autore e la comprensione delle sue aspettative. Un elemento che sicuramente è stata facilitato dall’amicizia di lunga data che mi lega a Federico Memola, che prima di essere il creatore di questa serie è stato per molti anni redattore della Sergio Bonelli Editore. Sapevamo dall’esito negativo della prima campagna di Agenzia Incantesimi ed eravamo convinti che si potesse fare meglio con un approccio più strutturato al crowdfunding ed è per questo che gli abbiamo proposto di riproporla con il supporto di Ingoal.

FumettiAvventura: Ho visto che normalmente una campagna dura 30 giorni e prevede vari tipi di supporti economici (dall’euro per un simbolico caffè a anche 2/300 euro con commissioni importanti e numeri in edizione variant da ultra-collezionisti), ma la spesa del supporter medio che vuole sostenere è mediamente superiore al costo di un fumetto in quel formato che si trova in libreria. Non di molto ma diciamo che se vuoi un bel fumetto con autografo e magari un piccolo sketch devi stare almeno attorno ai 20€ o poco più. Io li ho effettivamente spesi, ma che cosa secondo voi invoglia un possibile sostenitore a rischiare su un progetto di crowdfunding?

Andrea Artusi:  La durata delle campagne in realtà è molto variabile. In generale può durare dai 30 ai 60 giorni e su alcune piattaforme, come ad esempio su Ulule, può anche essere modificata mentre è in corso. Io credo che la componente discriminante sia il fatto che il backer, cioè il donatore, non è un acquirente ma un sostenitore ed è parte del processo di realizzazione di un fumetto. È un rapporto diverso, più personale e diretto che credo avrà modo di evolversi molto nei prossimi anni e fa sì che sia accettabile che l’esborso messo in campo sia maggiore di quello di un normale acquisto. Quello che otterrà in cambio sarà qualcosa di diverso e, in qualche modo, unico e personale.

FumettiAvventura: La campagna del fumetto di Memola e Follini è stata prolungata di un po’ di giorni( quasi il doppio alla fine). Che cosa vi ha convinto a darle ulteriore visibilità (anche perché immagino che la cosa abbia comportato un ragionamento su ulteriori costi)?

Andrea Artusi: L’allungamento di una campagna non incide particolarmente sui costi, che perlopiù riguardano la realizzazione dei contenuti che la compongono come video, testi, traduzioni e materiale grafico. Il motivo che ci ha spinti a prolungarla è stata la risposta dei backers francesi che, com’è normale che sia, hanno avuto bisogno di un po’ di tempo per notare il progetto e a iniziare a sostenerlo. Avendo verificato che l’interesse sulla piattaforma francese stava progressivamente crescendo abbiamo chiesto a Ulule di darci un po’ di tempo in più e la scelta ha decisamente pagato.

FumettiAvventura: Tema delicato. Contrariamente alla crisi generale (o forse no) nell’editoria, assistiamo ad un aumento esponenziale dei prodotti proposti sul mercato e questo vale anche per i fumetti. C’è l’impressione di un certo sgomitare per farsi strada anche perché le strade sono varie: edicola, libreria, online, webcomic, autoproduzioni (penso al simpatico Bestiario umoristico di Tino Adamo e Luca Barbieri) e ora anche il crowdfunding che pur in piccolissime dosi è guardato con curiosità dal mondo degli indipendenti. Perché un autore di fumetti dovrebbe pensare di rivolgersi a Ingoal per promuovere e realizzare il suo fumetto? Che cosa ne pensate voi di Ingoal dell’attuale situazione dell’editoria e dell’editoria a fumetti in particolare?

Andrea Artusi: L’editoria ha delle dinamiche molto specifiche che riguardano la natura stessa delle imprese che la compongono e che sono, non va mai dimenticato, di carattere commerciale. Quando una casa editrice decide di uscire con un nuovo prodotto sta investendo le proprie risorse sia in termini finanziari che di credibilità. È evidente quindi che per l’azienda sia necessario da un lato minimizzare per quanto possibile i rischi assicurandosi un ritorno economico soddisfacente e dall’altro evitare pericolosi insuccessi che offuscherebbero la propria immagine. I tempi di sviluppo di un nuovo contenuto a fumetti, soprattutto se seriale, sono molto lunghi e possono essere necessari anni di lavoro per portare a termine un progetto inedito. Con queste premesse quello che accade è che spesso le scelte di carattere editoriale si fanno inevitabilmente molto caute e senza sapere quale sarà la risposta del mercato, visto che non si può svelare il progetto molto prima della sua uscita, si procede nell’incertezza fino al momento fatidico della pubblicazione.

Questo processo è ancora più critico per le autoproduzioni, qualsiasi sia il canale distributivo scelto per diffondere il proprio contenuto. Il crowdfunding scardina questi presupposti perché permette di presentare un progetto quando è ancora in una fase preliminare, con uno sforzo di gran lunga minore e valutando preventivamente la risposta dei potenziali lettori. È un metodo che afferma un’idea con un investimento economico molto ridotto e che si può trasformate in uno straordinario strumento di marketing perché mette in relazione, come mai era accaduto prima, il fruitore con il creatore dell’opera in un legame che, se ben gestito, può diventare un vantaggio fondamentale. È un meccanismo che in altri paesi anche gli editori hanno ben compreso, mentre in Italia non pare che per ora emerga questa sensibilità.

FumettiAvventura: Mi sembra che i vostri interlocutori siano soprattutto autori che hanno già un certo nome e hanno avuto in passato importanti pubblicazioni. E gli emergenti? Potrebbero trovare strada con Ingoal? Il prodotto da realizzare si deve presentare a voi già definito al 100%? Supportate o supportereste autori emergenti con lavori di editing (o semplicemente coinvolgendo nel progetto e quindi nel possibile guadagno anche qualche editor di esperienza)?

Andrea Artusi: Più che da autori affermati ci è venuto più semplice iniziare questo percorso con chi conoscevamo da tempo o con coloro con i quali magari avevamo già lavorato assieme, sapendo che molti progetti interessantissimi giacciono nei cassetti delle loro scrivanie. In realtà non abbiamo nessuna preclusione e ci riserviamo sempre di esaminare qualsiasi proposta che non è assolutamente necessario sia già definita in ogni sua parte. È ovvio che a seconda della valutazione che facciamo sul contenuto si decida di lavorare assieme con l’autore o semplicemente fornire un servizio di agenzia. L’editing è una di queste fasi, ma l’aspetto più importante rimane quello di definizione iniziale dell’idea e credo che sarà questo in futuro l’impegno primario di Ingoal.

FumettiAvventura: Ora le ultime due domande. La prima nasce da un interesse personale. Chi sostiene un progetto che viene finanziato si aspetta poi con trepidazione fumetto ed eventuale ricompensa. Il vostro lavoro come procede a quel punto? Come continua il rapporto con i ‘backers’ del progetto? Insomma non abbandonatemi!!!

Andrea Artusi: Uno degli aspetti più impegnativi del crowdfunding è il rapporto con i backers che continua anche dopo aver raggiunto il “goal”, cioè l’obiettivo economico minimo per la realizzazione del progetto. Ci si deve tenere in contatto con aggiornamenti costanti, raccontando quello che sta accadendo e come il progetto si sta realizzando. Una fase che richiede molte energie, sopratutto se ci si trova con più campagne attive contemporaneamente.
FumettiAvventura: E poi un classico: cosa ci aspetta dal 2019 di Ingoal ltd?

Andrea Artusi: Mi auguro molte cose. Abbiamo molte proposte su cui stiamo lavorando sopratutto ora che, oltre al lavoro come direttore creativo dell’agenzia, ho anche ricevuto l’incarico da parte di Ulule per ricoprire il ruolo di Community Captain dell’area fumetto per l’Italia. Anzi, approfitto dell’occasione per invitare chiunque voglia approfondire meglio cos’è e come funziona il crowdfunding a un evento che si terrà il 21 maggio prossimo alle 18,00 allo WOW – Spazio Fumetto, Il Museo del Fumetto di Milano che si trova in viale Campania al numero 12. Si chiama Pitch Pitch ed è possibile iscriversi, sia come creatori che come spettatori, da questo link. Si tratta di un momento di incontro e di confronto su questo tema che vedrà alcune campagne in partenza misurarsi in una sorta di competizione con in palio dei premi in denaro. Non mancate, vi assicuro che ci saranno parecchie sorprese…

Noi di FumettiAvventura non mancheremo e invitiamo chi è interessato a partecipare! Per ora, grazie mille Andrea Artusi e Manuel Enrico (che di Ingoal è Social Media/PR) della disponibilità, a risentirci a breve (soprattutto quando mi arriverà l’albo di Memola e Follini!).

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