L’oro dei Pawnee – Tex 700 (febbraio 2019)

Scritto da Francesco Benati

17 Feb, 2019

A inizio febbraio è uscito in edicola L’oro dei Pawnee, numero 700 di Tex, edito come sempre dalla Sergio Bonelli Editore. Per festeggiare questa importantissima ricorrenza si sono uniti due pesi massimi della serie: il curatore Mauro Boselli, qui in veste di soggettista e sceneggiatore, al suo sesto albo consecutivo sul mensile, e Fabio Civitelli ai disegni, coadiuvato da Oscar Celestini ai colori, come vuole la tradizione.

 

 

L’oro dei Pawnee – Tex 700

 

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Fabio Civitelli

Colori: Oscar Celestini

Copertina: Claudio Villa

Dopo una lunga saga in quattro numeri ambientata a New York, Boselli ritorna al selvaggio west di matrice texiana e lo fa rispolverando addirittura il numero 1 di Tex Il totem misterioso. Che al buon Mauro quel Tex scavezzacollo e senza freni piaccia parecchio lo si è capito da tempo, sia grazie al numero di storie ambientate nel passato, sia in seguito al varo della nuova Tex Willer, recensita sempre su queste pagine e che esplora maggiormente il passato mai raccontato del ranger più famoso del west.

Sinossi: Tex e i suoi pards vengono contattati da Tesah, la giovane indiana salvata da Tex nel primo numero della collana (e recentemente rivista su Tex Willer), la quale ha scoperto di essere inseguita da un gruppo di banditi intenzionati a recuperare l’oro dei Pawnee del titolo. Si tratta di un’occasione, per Tex, di raccontare ai propri pards del suo primo e storico incontro con Tesah, ormai divenuta una donna adulta.

 

Facciamo una piccola premessa: gli albi centenari di Tex sono sempre stati caratterizzati da storie poco avvincenti. Complice il fatto che fosse necessario concludere obbligatoriamente in 110 pagine, non abbiamo mai assistito ad avventure ricche di colpi di scena e dagli intrecci molto complessi, anzi. I centenari cui sono più legato, più per i disegni che per le storie in quanto tali, sono gli ultimi: il 500 Uomini in fuga di Claudio Nizzi e Giovanni Ticci, e i 600 I demoni del nord di Mauro Boselli e di nuovo Ticci.

Questo L’oro dei Pawnee si inserisce nella scia tutto sommato positiva degli ultimi, pur non risultando eccelso: tutta la prima parte dell’albo consiste nella rievocazione del primo incontro tra Tex e Tesah, mentre nella seconda parte, 55 pagine totali, c’è il racconto vero e proprio i cui nodi narrativi vengono sbrogliati abbastanza in fretta e senza colpi di scena degni di questo nome, a parte l’unico che ogni lettore si sarebbe aspettato.

 

 

A Boselli va dato il merito di essere riuscito a inserire in un solo albo così tanti elementi che ne sarebbe stato necessario almeno un altro per poterli gustare tutti appieno, ma nell’ottica del centenario possiamo dire che va bene così. Caratteristica di questi albi, aldilà del presentare una storia singola tutta a colori, è il fatto di essere celebrativi, per cui ognuno di essi è servito ad omaggiare, in un qualche modo, il personaggio di Tex e i suoi comprimari. Emblematico, in questo senso, il 500 che riporta in auge persino la defunta moglie Lylith.
Pur con tutti i limiti dovuti a questo tipo di racconto (farci stare tutti e quattro i pards più Tesah, il lungo flashback e la parte nel presente con i vari antagonisti), Boselli riesce a cavarsela piuttosto bene e il risultato si fa apprezzare, anche se è evidente che l’autore milanese si trova maggiormente a proprio agio nelle avventure che si dipanano su almeno due albi, come ha dimostrato l’ultima quadrupla ambientata a New York.

 

 

L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso è il fatto che questo albo sembra quasi sia stato una enorme marchetta alla nuova serie Tex Willer, visto che, pur essendo del tutto leggibile in maniera autonoma, ne è anche indissolubilmente legato. Di più non posso dire per evitare spoiler.
Ottimo, come sempre, Fabio Civitelli. Il lavoro su quest’albo è stato notevole, anche se il suo stile ha il difetto, se così lo si può chiamare, di rendere belli e dolci un po’ tutti i personaggi, compresi i cattivi che si dovrebbe detestare. Questo si nota anche con Tesah, la quale dovrebbe essere una matura donna di circa 35/40 anni, ma mantiene i lineamenti di una ventenne. Un peccato venale, se consideriamo il mostro di bravura che il disegnatore aretino è sempre stato.

Con il trascorrere degli anni, Civitelli ha affinato moltissimo il proprio stile arrivando a sviluppare una personalissima tecnica di puntinato che lo rendono il disegnatore ideale per le scene ambientate nel deserto, anche se questo lo ha reso molto più lento. Rimane un pizzico di nostalgia per il Civitelli vecchia maniera, perlomeno per la quantità notevole di tavole che era in grado di sfornare mensilmente che lo rendevano molto più presente sulla serie regolare, però devo dire che, visti i risultati, va bene così.

 

 

Buono il lavoro svolto da Oscar Celestini ai colori, anche se qui appare evidente come abbia dovuto adattarsi alla canonicità degli albi centenari, quindi senza particolari guizzi artistici. Conscio di tutto questo, Celestini si inserisce nel solco della tradizione e realizza un albo in cui i colori sono perfettamente funzionali alla storia narrata e senza particolari grilli per la testa. Resta un po’ l’amaro in bocca al pensiero che la colorazione di Celestini, per quanto buona, abbia in parte ridimensionato il lavoro di Fabio Civitelli, soprattutto per quanto riguarda le sfumature dei bianchi e dei neri, ma ci consoliamo al pensiero che, forse, questa storia avrà un’edizione in bianco e nero come è successo anche per L’ultima vendetta di Mauro Boselli e Giovanni Ticci uscita nel settembre 2018.

 

Il nostro appuntamento è fissato per il mese prossimo, quando uscirà in edicola il numero 701 della serie regolare intitolato La regina dei vampiri, testi di Gianfranco Manfredi e disegni di Alessandro Bocci.

 

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