Con un po’ di ritardo ci apprestiamo a presentarvi la recensione de Scritto nel sangue, l’ormai penultimo albo di Tex edita dalla Sergio Bonelli Editore. Ai testi troviamo Giovanni Eccher, al suo esordio sulla serie regolare, affiancato ai disegni dal veterano Stefano Biglia, presenza regolare sulle pagine delle varie serie dedicate al ranger.
Scritto nel sangue – Tex n.786
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni: Stefano Biglia
Copertina: Claudio Villa
La storia inizia in realtà nelle ultime pagine dell’albo di marzo intitolato Verdetto finale, una collocazione insolita per una storia che, nel complesso, dura 125 pagine e che fa sospettare interventi redazionali per renderla adattabile alla pubblicazione sul mensile anche in virtù della scaletta futura che dovrà tenere conto della presenza, più o meno a stretto giro, di due storie ad albo singolo come quella del numero 800 e poi quella degli 80 anni della serie.
Il soggetto è il seguente: Tex e Carson sono sulle tracce della pericolosa banda di Snake nascosta tra gli anfratti di Canyon Morado. Riescono a impedire che alcuni uomini del gruppo compiano una rapina nella città di Winslow e catturano alcuni di loro. Fra essi c’è Rick, un giovanotto desideroso di unirsi alla banda Snake e per il quale la rapina in banca rappresentava il battesimo del fuoco per esservi ammesso. Allo stesso tempo, Rick nasconde un segreto convince Tex e Carson a fidarsi di lui.
Dopo aver scritto per diverse serie Bonelli, fra le quali ricordiamo alcuni importanti episodi di Nathan Never come Niente è per sempre e Rivelazione, o Martin Mystère con I misteri di villa Winchester, Giovanni Eccher approda a Tex con questa storia che rappresenta il suo debutto assoluto sulle pagine del ranger. Pur trattandosi di un autore estremamente versatile, capace di scrivere ottime storie in qualunque formato, qui Eccher dà la sensazione di soffrire il numero di pagine a disposizione, infatti da un certo punto in avanti il ritmo degli eventi subisce una brusca accelerata come se ci fosse la necessità di arrivare alla fine con tutti gli elementi al proprio posto.
Al di là dell’aspetto redazionale e dei gusti di ognuno, questo sprint finale permette a Eccher di privilegiare la narrazione pura, snellendola da tanti orpelli che avrebbero rischiato di rendere stucchevoli certi passaggi. Il risultato, a parere di chi scrive, è più che apprezzabile, anche se l’effetto tagliola aleggia sempre sulla seconda parte dell’albo.
Alla fine Eccher porta a casa la pagnotta nonostante le indiscusse difficoltà e ora aspettiamo di vederlo all’opera su una storia più corposa con un numero di pagine sufficiente a permettergli di esprimere al meglio il proprio talento.
Sul lato dei pennelli, Stefano Biglia svolge il consueto ottimo lavoro che caratterizza da sempre la sua produzione. La sua linea chiara si mette al servizio di una storia che per gran parte si svolge di notte e quindi ha modo di sfoggiare la propria maestria anche nei toni più cupi del finale. Menzione d’onore per la tavola conclusiva che rappresenta una delle migliori opere mai realizzate da Biglia in oltre trent’anni di attività fumettistica e che potrebbe diventare quasi una tavola a sé stante.
La conclusione è che siamo di fronte a una storia discreta che ha sofferto innegabilmente per l’anomalo numero di pagine e che forse è stata oggetto di interventi redazionali per esigenze di programmazione.
Ultima nota e poi chiudiamo: gli ultimi mesi di produzione texiana sono stati piuttosto altalenanti. Si tratta di flessioni inevitabili in una collana così longeva come quella del ranger, ma la vicinanza, poco più di un anno, con il primo di due appuntamenti importanti come il numero 800 dovrebbe essere un fortissimo incentivo per rimettere l’intera serie in carreggiata.








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