L’ultima vendetta – Tex 695 (settembre 2018)

Scritto da Francesco Benati

18 Set, 2018

Da qualche giorno è arrivato in edicola un albo che ha già fatto parlare tantissimo: si tratta de L’ultima vendetta, albo celebrativo tutto a colori per i settanta anni di Tex edito dalla Sergio Bonelli Editore. Ai testi troviamo il curatore della serie Mauro Boselli e ai disegni il decano di Tex Giovanni Ticci.
Esattamente settanta anni fa, nel settembre 1948, usciva Il totem misterioso, primo volumetto a striscia di una serie partita in sordina: Tex. Scritta dal vulcanico Gian Luigi Bonelli e disegnata dal giovane Aurelio Galleppini in arte Galep, la serie era un mero riempitivo per i due autori, i quali riservavano le loro energie per una serie ben più ambiziosa intitolata Occhio Cupo, un cappa e spada ispirato ai feuilleton di Alexandre Dumas. La storia è nota: Occhio Cupo durò lo spazio di un mattino, mentre Tex, con il suo stile duro e violento, scalò pian piano le classifiche di vendita fino a diventare il numero uno ed esserlo ancora oggi.

 

 

L’ultima vendetta – Tex 695

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Giovanni Ticci

Copertina: Claudio Villa

A distanza di decenni, con Bonelli e Galep ormai scomparsi e con tanti altri autori chiamati a raccoglierne il testimone, Tex cavalca ancora sulle piste del west e da diverso tempo si celebrano le varie decadi. La prima volta fu nel 1988, con il primo Texone Tex, il grande di Claudio Nizzi e Guido Buzzelli, poi nel 1998 con l’albo a colori Vendetta Navajo di Claudio Nizzi e Giovanni Ticci. Nel 2008 fu il turno di Il sentiero dei ricordi, sempre scritto da Nizzi per i disegni di Fabio Civitelli.

Arriviamo così nel 2018, anno del settantennale e l’onore di celebrare il mito di Tex spetta all’attuale curatore Mauro Boselli, di ritorno sulla serie regolare dopo un anno di assenza, mentre le matite sono affidate di nuovo a Giovanni Ticci, disegnatore di Tex dal lontano 1967, dai tempi di Vendetta indiana.

 

 

Sinossi: Tex Willer viene contattato da Moss Keegan, suo vecchio rivale ai tempi del rodeo, per una richiesta di aiuto. Questo evento offre a Tex l’occasione di rivangare del suo incontro con Keegan e della vendetta contro Mallory, il corrotto sceriffo di Culver City che fu complice nell’uccisione di suo fratello Sam Willer.

L’ultima vendetta è un albo che mi ha rapito dalla prima all’ultima pagina. Pur essendo un albo al 100% di Mauro Boselli, è anche un puro concentrato di  ortodossia texiana come non se ne vedevano davvero da tantissimo tempo (e forse i disegni di Ticci hanno contribuito). Abbiamo un Tex rocambolesco come quello di GL Bonelli che si butta a capofitto nel pericolo uscendone senza un graffio, abbiamo una meravigliosa parte finale dove i Nostri sbatacchiano un corrotto agente indiano, con tanto di scambio di battute fra Tex e Carson e una bella conclusione degna dei vecchi tempi. Non sono pochi i lettori, anche fra i più critici di Boselli, che hanno riconosciuto a questa storia una fortissima impronta bonelliana.

 

 

Allo stesso tempo, questo albo è anche pienamente una storia di Mauro Boselli: abbiamo Tex che divide i riflettori con un co-protagonista di lusso (almeno fino al finale, dove lo spazio è lasciato, giustamente, al ranger), c’è il rapporto tra il passato e il presente, c’è tutto l’amore di Boselli per il Tex scavezzacollo dei primissimi anni e il classico finale riconciliatore.

Sul lato prettamente tecnico, nulla da eccepire: sceneggiatura che non presta il fianco a eventuali incongruenze e un ritmo studiato con il metronomo che, pur nella gabbia obbligata delle 110 pagine, lascia alla storia tutto il tempo per dispiegarsi. I quattro pards hanno ognuno il proprio momento di gloria fino alla chiusura in cui è Tex a godersi la scena.

 

Applausi più che meritati per Boselli, quindi, il quale si conferma uno dei migliori sceneggiatori viventi, nonché il massimo esperto mondiale di Tex. Benché non tutto sia filato giusto nel corso degli anni e qualche passo falso sia toccato anche a lui, Boselli rimane una delle colonne portanti della Bonelli contemporanea.

E ai disegni, Ticci. Il quale è sicuramente invecchiato e certe perle come Furia rossa, Vendetta Navajo e Little Big Horn sono lontane, ma rimane sicuramente il miglior interprete che Tex abbia mai avuto in tutta la sua settantennale carriera. Il suo senso dell’azione e del dinamismo è frutto di anni e anni di navigata esperienza e non c’è nessuno come lui capace di ritrarre gli immensi spazi del vecchio west.

 

La prova offerta da Ticci è sicuramente nella media di quelle offerte nell’ultimo decennio e non manca di assestare qualche colpo da maestro: le scene del rodeo, Tex che vaga alla ricerca di Mallory, lo scontro nel fienile e la fuga finale della mandria sono le vette grafiche di un albo che ci riconsegna un Ticci in buona forma e pronto a lanciarsi nuovamente nella mischia con una nuova storia scritta da Claudio Nizzi, anche lui tornato in azione dopo un po’ di anni di inattività.
Certo, per apprezzare appieno i disegni di Ticci occorrerebbe leggerli in bianco e nero, ma in questo caso la colorazione è più che buona e non serve a coprire i buchi lasciati dal disegnatore.

E ora un paio di considerazioni personali: alcuni hanno criticato la prevedibilità e banalità della storia. Ebbene, trattandosi di una storia celebrativa, la mia opinione è che debba essere banale. Altrimenti cosa celebri? Una band storica che fa un concerto celebrativo non suonerà certo le canzoni meno conosciute del proprio repertorio, bensì suonerà le più famose e che tutti hanno ascoltato mille volte! Quando si vuole celebrare un grande attore cosa si fa? Si propone una rassegna con i suoi film più celebri (e anche qualche chicca nascosta, certo).

Per Tex vale lo stesso. Non si può, in un albo celebrativo, andare a inventarsi una trama originale o a sperimentare qualche soluzione innovativa. Bisogna, al contrario, celebrare il mito nella sua forma più classica.

 

 

A ben vedere, i precedenti albi decennali hanno fatto proprio questo: con Vendetta Navajo si è trattato il classico tema di Tex che prende le parti degli indiani vittime di razzismo; con Sul sentiero dei ricordi si è celebrata la sua storia d’amore con Lylith, la mai dimenticata moglie indiana. E con questo L’ultima vendetta si è fatta luce su un elemento cardine della sua giovinezza, ovvero la vendetta contro gli ultimi assassini di suo fratello Sam.

Altra cosa: alcuni hanno trovato bislacco il fatto che Tex parli con il suo cavallo Dinamite. Ebbene, a queste persone consiglio di rileggersi i primi cinquanta numeri della serie, perché lì Tex parla con Dinamite praticamente ad ogni albo!

Sul famoso albo di figurine allegato al fumetto, di cui si è ampiamente discusso, non dico nulla, a favore o contro, per principio.
Dico solo che quello che abbiamo fra le mani è un superbo albo celebrativo, un volumetto di 110 pagine che celebra al meglio la leggenda di Tex Willer.
Una leggenda che, in barba al trascorrere del tempo e delle mode, continua a cavalcare lungo le piste del west e lo farà ancora per molto tempo.

Buon compleanno, Tex! Anche da parte di tutto il gruppo Facebook L’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor)!

 

E se volete ripercorrere gli ultimi numeri, ecco qua i link alle recensioni:

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