Nero come la notte – Deadwood Dick 1 (luglio 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

11 Lug, 2018

E dopo le uscite in libreria a fare da preview a serie che usciranno in edicola (mi riferisco ai volumi di Senzanima e di Cani Sciolti usciti rispettivamente a novembre 2017 e lo scorso maggio), la collana Audace fa il suo esordio in edicola con il primo numero della miniserie Deadwood Dick, l’antieroe di un western crudo ma anche pieno di ironia creato dalla geniale penna dello scrittore americano (texano) Joe R. Lansdale.
Tanta era la curiosità dietro a questa miniserie e il primo numero rispetta in modo più che buono le attese. Ma andiamo con ordine.

Nero come la notte – Deadwood Dick 1

Soggetto: Joe R. Lansdale

Sceneggiatura: Michele Masiero

Disegni: Corrado Mastantuono

Come già successo per le avventure del Commissario Ricciardi ideate da De Giovanni (e dal punto di vista del marketing e della diffusione del fumetto, il progetto Deadwood Dick è la trasposizione a fumetti di un soggetto che è già stato pubblicato nella forma narrativa. A cimentarsi in questa impresa è una triplice coppia di sceneggiatori/disegnatori: aprono le danze Masiero e Mastantuono, proseguiranno Colombo e Frisenda e chiuderanno Boselli e Andreucci, tutti nomi di punta del fumetto in Bonelli.
Il formato scelto è quello di 64 pagine, brossurato e più grande del tradizionale formato Bonelli (di fatto è come un comic americano) inaugurato dalla miniserie Cico A spasso nel tempo e da Morgan Lost Dark Novels, in bianco e nero.
Sulla bella copertina (e innovativa nel modo di sovrapporre varie immagini) di Corrado Mastantuono che ci presenta lo scanzonato protagonista (per la prima volta un afroamericano è protagonista titolare di una serie in Bonelli) campeggia poi in alto a sinistra il marchio dell’Audace sotto il quale sta la scritta ‘Contenuti espliciti’. E questo è il segno del target di lettori a cui si rivolgono i prodotti della linea ‘audace’: adulti che non possono rimanere scandalizzati da linguaggi e situazioni crude con espliciti riferimenti e rappresentazioni legate al sangue e al sesso. Ma tornerò dopo su questi contenuti.

(una delle tavole iniziali di Corrado Mastantuono)

 

Brevissima sinossi della vicenda: Deadwood Dick, sfugge ad un linciaggio per aver semplicemente guardato il fondoschiena della moglie di tal Ruggert, razzista di primo ordine, e decide di arruolarsi nei Buffalo Soldiers, il corpo dell’esercito costituito da solo afroamericani. E questo è il cuore della vicenda che si svolge alternando scene di rapida azione (tutto l’inizio e la fuga di Deadwood Dick) a momenti di dialoghi secchi e tendenzialmente caratterizzati da parolacce e da battute a sfondo sessuale o scatologico. Inoltre il paesaggio del vecchio west, come è giusto che sia, occupa un posto di rilievo nel percorso che porta il protagonista al forte dove si arruolerà.

(una tavola della fuga di Deadwood)

 

Tutta la vicenda è narrata in prima persona dal protagonista che colora i ricordi facendo anche molte digressioni che apparentemente allontanano dalla via narrativa principale, ma si tratta per Michele Masiero di mantenere lo stile e l’impostazione narrativa di Lansdale.
Per capirlo basta riportare una breve citazione tratta dalle prime righe del primo capitolo di Paradise sky, il romanzo che Lansdale ha incentrato proprio sulla figura dell’antieroe Deadwood Dick:

«Comunque, non è cosí che comincia la mia storia. Sto correndo troppo, rischio di spegnere il fuoco ancor prima di averlo acceso. Secondo me posso cominciare da qui. Si diceva in giro che se andavi a ovest per unirti ai soldati di colore ti pagavano in dollari veri, tredici al mese, piú vitto e alloggio, e ti davano pure un cavallo. A questo pensavo quando iniziai la mia avventura»

Masiero recupera alcune espressioni letteralmente (in questo caso la questione della paga del soldato) e gioca sul flusso di memoria del protagonista, pur ovviamente prendendosi delle libertà: ad esempio la moglie di Ruggert di cui Deadwood ammira il fondoschiena (e su cui fantastica amplessi intensi) è anche bella e affascinante, mentre nel libro è una ‘donna-accetta’, brutta come la fame in viso; oppure la morte del padre è sognata in un incubo da Deadwood e non crudamente rappresentata come nel libro di Lansdale.
Sulla questione dei contenuti espliciti, si tratta innanzitutto di un atto di fedeltà al testo di Lansdale che descrive il suo ironico e anti-epico western con molte parolacce e riferimenti alla sfera sessuale e in secondo luogo è un tentativo di caratterizzare la linea come un prodotto per un pubblico maturo (quello che guarda anche le serie TV più violente ma realistiche e lontane da qualsiasi visione edulcorata della vita): vedremo come la cosa procederà.

 

(la tavola finale che apre al secondo episodio)

 

I disegni di Mastantuono sono bellissimi e una gioia per gli occhi anche se forse mi aspettavo scelte innovative più forti nell’uso della tavola. La pagine con la classica (e sempre efficace – intendiamoci!) gabbia Bonelli sono ancora la maggioranza mentre ogni tanto fanno capolino (come le due tavole qui sopra) scelte più libere che ricordano le scelte del Tex cartonato alla francese (come l’ultimo, Giustizia a Corpus Christi sempre di Mastantuono).

 

Insomma questo primo numero funziona e funziona bene lasciandoci ben sperare per i prossimi sei numeri. E voi che ne pensate? Venite a dircelo nel gruppo Facebook L’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor).

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1 commento

  1. Trovo un po' stucchevole pagine e pagine di voce narrante e, x dirla tutta, tante pagine che potevano essere ridotte visto che di storia raccontata e fatti importanti ce ne erano poche. non sapevo che avrebbero fatto a settembre i brossurati giganti e spero a colori, per cui ho preso quello normale in edicola. prezzo eccessivo, viste le pagine. Copertina stupenda, disegni favolosi seppure, talvolta, c è poco profondità, vista la quantità di dettagli. Meglio se a colori.
    Comunque prodotto molto valido e come sostengo, seppure alcune pubblicazioni non sono di mio gradimento ( più che altro x il disegno) trovo fantastica e sopra la media, degli Albi Bonelli.
    Una Editrice coi fiocchi, critiche e vendite o no.
    Meno male che c è.
    Continuate a curare i prodotti così, e reclutare il meglio del mercato odierno.
    Grazie

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