A lezione di fumetti: Giorgio Giusfredi (2°parte)

Scritto da Paolo M.G. Maino

17 Apr, 2020

Dopo la prima parte della sua lezione e in attesa di un più corposo ulteriore approfondimento, vi proponiamo un altro passo dell’intervento che Giorgio Giusfredi ha tenuto in Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel maggio del 2017 al laboratorio di scrittura di chi sta scrivendo questo articolo. In realtà buona parte di questo intervento è stato già pubblicato nella nostra newsletter quindicinale (non lo sapevate? Dovete iscrivervi allora per non perdere i nostri contenuti esclusivi!), ma ora c’è un motivo per renderlo ulteriormente disponibile a tutti.

Infatti da Giovedì 16 aprile è disponibile in edicola un numero speciale di Dampyr celebrativo dei 20 anni di vita editoriale: si tratta della raccolta di storie brevi spesso introvabili uscite in occasioni di varie fiere (ne abbiamo parlato anche con Roberto Banfi in una videointervista sulla nostra FumettiAvventura TV). Una delle storie, L’emblema del Drago, è a firma Giusfredi e Marco Villa, e Giorgio in quella occasione in Cattolica ne parlò diffusamente. Buona lettura!

Marco Villa

A lezione di fumetti: Giorgio Giusfredi (2°pt.)

Giorgio Giusfredi: […] Riconducendoci a quello che mi hai chiesto prima, cos’è l’editor? L’editor o il curatore è quello che dà l’ok finale ma anche prima tutti gli ‘ok’ alle varie fasi di creazione e produzione di un fumetto. E allora per capirne il lavoro provo a spiegarvi come si fa un fumetto. Facciamo un esempio concreto: il fumetto che ho scritto come extra per una fiera di fumetti a Rimini (si tratta de L’emblema del drago), ma quale è stata l’esigenza di questo fumetto?

L’esigenza vera è questa: provare in un albetto di poche pagine (14 tavole) le capacità di un giovane disegnatore ovvero Marco Villa, figlio di Claudio Villa che è quello che ha inventato graficamente Dylan Dog con Sclavi, e che è il copertinista di Tex, ovvero il disegnatore più importante di Tex. Marco allora era un ragazzo di 23-24 anni, che da tempo faceva delle prove perché gli venisse affidato un lavoro. Questa, quindi, è la prima opera di Marco Villa che secondo me diventerà un bravissimo disegnatore.

Però data l’occasione di Riminicomix con Mauro Boselli abbiamo detto che dovevamo ambientarlo a Rimini. Allora ho detto a Mauro: «dai faccio una storia io!». Avevo in mente di fare una storia con due Maestri della Notte (Draka Erlik Khan) che sono i supervampiri che dominano il mondo narrativo di Dampyr perché c’è una storia,  che è uscita a novembre, nel numero 200 dell’anno scorso [il 2016, ovviamente, n.d.r.], dove si raccontava il loro rapporto di amicizia e allora volevo fare un’altra scenetta che mostrasse questo legame. Però doveva avere una ambientazione storica precisa e la vicenda centrale si svolge durante la guerra greco-gotica (535-553). Il tutto in 14 pagine e in mezzo all’assedio di Rimini. Vi assicuro che ho studiato tre libroni così per scrivere questa storiellina… Insomma ho portato un soggetto a Mauro: il soggetto è la storia scritta in prosa.

Maino: Quanto lungo era questo soggetto?

Giusfredi: Io faccio soggetti molto brevi, molto brevi perché se riesci a essere molto breve, Mauro che è il curatore che ha 12 mila soggetti da leggere, riesce a leggerlo. Ovviamente per me il vantaggio è lavorare a fianco a fianco con Boselli e quindi quando qualcosa non va si aggiusta più facilmente rispetto a chi abita lontano e manda solo i soggetti.

Comunque questa storia pur breve per Riminicomix era una cosa complicata perché doveva esserci la guerra greco-gotica e quindi le vicende e i personaggi storici sono quelli, ma in mezzo a questa Storia con la ‘S’ maiuscola si muovono questi personaggi inventati superpotenti, i maestri della notte. Una storia di Dampyr rispetta sia la verità del Dampyr, che è una verità fittizia narrativa, sia la verità vera della storia o della cronaca contemporanea. Ad esempio in Dampyr 206 Il Dio del massacro viene ricordata la guerra in Ucraina nel Donbass, e in mezzo a questa verità storica si può inserire un vampiro che ha bisogno di sangue e di morti e ovviamente in una guerra ne può avere a bizzeffe. Di fatto è lo schema dei primi due Dampyr, ambientati nella guerra della ex Jugoslavia.

Poi se il soggetto passa si va alla sceneggiatura, ovvero al dettaglio tavola per tavola e vignetta per vignetta. Se lo sceneggiatore è bravo fa dei blocchi grossi o magari consegna anche la storia intera, quelli più inesperti normalmente consegnano 10 pagine alla volta. Io ad esempio mi muovo per sequenza, cioè quando c’è uno stacco importante nella vicenda, mi fermo. Così si capisce se la sequenza funziona e si discute anche col curatore che direzione far prendere alla storia. Alla fine però il conto deve tornare perché il numero di pagine è definito in un fumetto Bonelli. Per Dampyr sono 94 pagine a numero, possono essere 2 albi o anche 6 albi (sto esagerando) o solo uno, ma alla fine si tratta di multipli di 94. 

Marco Villa

Come sono stati i tempi di produzione per l’albetto di Rimincomix? Ci siamo detti: «Quando dobbiamo stampare per Rimini?» Entro maggio. Era marzo e quindi il tempo massimo di lavorazione è stato in questo caso di 2/3 mesi. Al momento che la sceneggiatura è approvata va al disegnatore. 

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