Anime di cera – Dampyr n.265 (aprile 2022)

Scritto da Paolo M.G. Maino

1 Apr, 2022

Si può creare un nuovo cattivo rimanendo dentro ai cliché di un fumetto seriale? Si può impostare la storia in un modo classico e su binari ben noti e riuscire ad essere originali?

Queste due domande sono ovviamente ricorsive in una serie ventennale come Dampyr a maggior ragione in una serie che presenta dei binari ben definiti che non giustamente non si possono modificare a piacimento. Quando però a mettere le mani sul personaggio sono i creatori o i curatori ci aspettiamo maggiore libertà mentre quando si tratta di autori che intervengono più sporadicamente ci approcciamo cercando di capire come si muoveranno nel ‘già saputo’, riusciranno davvero a risultare originali e a stupirci?

Ma bando alle premesse, entriamo in medias res!

 

 

Anime di cera – Dampyr n.265

 

Soggetto e sceneggiatura: Gianmaria Contro

Disegni: Max Avogadro

Copertina: Enea Riboldi

 

Diciamolo subito per fare chiarezza: il Dampyr di aprile che ho fortunosamente trovato già oggi in edicola (non è un pesce!) mi ha piacevolmente sorpreso per la bella sceneggiatura di Gianmaria Contro che ha curato la collana Le Storie e ne ha scritto qualche episodio (lo avevamo intervistato qui) e ora esordisce su Dampyr coadiuvato dai minuziosi disegni di Max Avogadro. Per altro, dato il suo ruolo in Bonelli, si prende anche lo spazio dell’editoriale di apertura per raccontarci il suo approccio al personaggio (ed anche questo è un plus di questo numero per uno come me che ama conoscere il dietro le quinte)  perché Contro, oltre ad essere un editor scrupolosissimo e uno sceneggiatore colto e raffinato, è anche un fine osservatore dell’arte dello scrivere e dell’ideare storie e ce ne dà prova fin da quell’editoriale.

 

 

Ma la storia dicevamo?  

La storia è una variabile sul tema della ricerca dei non-morti dalla lunga permanenza sulla terra. Ma è una variabile che ha un tasso di mistero molto alto che resta in sospeso fino alla fine e aggiunge un’altra tessera al mosaico dell’universo di figure fantastiche e letali del mondo del Dampyr. La sapiente sceneggiatura di Contro gioca anche su cambi di scena dal sapore cinematografico (attenti quando girate le pagine!) e sa sfruttare le doti di Avogrado nel giocare su inquadrature che spesso si soffermano su particolari che assumono sfumature mostruose e inquietanti.

Inoltre il comparto della documentazione storica (o pseudo-storica ma verosimile) è di altissima fattura (ma non potevamo aspettarci di meno da Contro) e anche in questo caso Avogadro ha la sua parte: tutto il racconto di fatti del passato avviene attraverso uno stile a mezzatinta e dai bordi sfocati che forse meriterebbe una pagina più ampia e una carta migliore per valorizzare le architetture interne ed esterne (il ponte sulla Senna a Parigi è bellissimo!). Da ultimo ma non ultimo, Contro veste bene i panni dello scrittore dampyriano anche nell’usare un comprimario della serie, il prof. Sanna, fidanzato/compagno di Sophie Mutter che però vediamo lontana in Australia, con cui si creano sempre dei bei siparietti per la naturale antipatia (o quantomeno poca simpatia) tra lui e Harlan.

 

 

Avogadro si trova bene a suo agio anche con Harlan (che qui agisce senza i suoi due consueti compagni) che però generalmente non offre problemi ai disegnatori che prendono spunti diretti da Majo, Andreucci, Genzianella e con i primi piani dei personaggi.

Insomma in attesa della quadrilogia che ci racconterà le origini del Dampyr a firma di Boselli e dei più noti autori che hanno legato il loro nome all’ammazzavampiri di casa Bonelli, questo numero ci offre un gustoso diversivo e non possiamo che augurarci come fa lo stesso Contro nell’editoriale che ci siano altre sue scorribande nella serie di Dampyr!

Un consiglio per acquisti: se siete alla ricerca di vecchie storie di Dampyr a base di mostri e spaventi atavici, è uscito da poco un bel balenottero che vale la pena procurarsi se non avete già tutta la serie completa: si intitola I classici del terrore. Lo potete recuperare qui su IBS. Boselli e Colombo unleashed!

 

 

 

 

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