La regina di Babilonia – Dampyr n.252 (marzo 2021)

Scritto da Paolo M.G. Maino

22 Mar, 2021

Ho aspettato qualche settimana per uscire con la recensione de La regina di Babilonia, il numero di marzo di Dampyr e la ragione fondamentale è che è difficile parlarne senza fare spoiler e quindi ora a distanza di quasi 20 giorni dalla data ufficiale di uscita in edicola, mi sento sereno di commentare correndo anche il rischio di qualche anticipazione o svelamento. Quindi vi ho avvisato: leggete solo se avete già letto l’albo o se non ve ne frega nulla degli spoiler!

 

 

La regina di Babilonia – Dampyr n.252 

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Fabrizio Longo

Copertina: Enea Riboldi

 

Dopo i primi due numeri dell’anno affidati a Venanzetti (ottimo!) e all’esordio di Principato (non mi ha del tutto convinto), torna a prendere il timone in mano il co-creatore della serie Mauro Boselli e lo fa con una storia attesa: il ritorno di Nergal! 

Lo vediamo fin dalla copertina di Enea Riboldi che ci mette in primo piano il corpo immobile del maestro della notte accudito da Ereshkigal, l’amante dai tempi di Babilonia di Nergal.

Ma se la penna è in mano a Boselli non possiamo aspettarci una narrazione priva di sottotrame e del resto perderemmo parte del gusto di leggerlo: le storie di Dampyr del Bos devono essere piene di azione, ci devono essere dei turning point e devono anche ricollegarsi e magari chiudere delle sottotrame.

E su questo ultimo punto direi che negli ultimi due/tre anni il lavoro redazionale di Boselli e Giusfredi è stato davvero meticoloso e sta portando a chiudersi molte trame in vista – credo – di un rilancio ulteriore che dovrebbe coincidere con la saga de il ritorno a Yorvolak e con l’uscita nelle sale cinematografiche del film dedicato all’ammazzavampiri di casa Bonelli. Ma purtroppo qui davvero qualche maestro della notte ci ha messo lo zampino e l’uscita del film più volte annunciata mi pare ancora comprensibilmente in un limbo per la nota emergenza pandemica.

 

 

Quali nodi vengono al pettine quindi? 

Due principali: ci saluta Abigor, il viscido reggente di Nergal, che cade nella trappola ordita astutamente da Lady Nahema e devo dire che sono contento perché Abigor non mi è mai parso davvero un nemico in grado di impensierire Harlan (magari lo sarà in un prossimo ritorno, mai dire mai!) e sarei stato deluso di vedere il nostro eroe in difficoltà seria a causa di Abigor.

Ma arriva apparentemente alla fine anche la lunghissima trama di Nergal, uno dei primissimi nemici di Harlan. Ma la trama ci lascia in dote una nemica con un potere relativo (è semplicemente una non-morta) ma animata da un desiderio di vendetta fortissimo: la bella Ereshkigal promette di dare battaglia e di far scorrere sangue! Ce lo auguriamo (non che scorra troppo sangue di Dampyr, mi raccomando, ma almeno un po’ sì!).

E per chiudere due importanti sottotrame, il cast di personaggi deve essere degno e quindi ecco le comparse di Vapula, di Iblis, dei docenti della Scuola Nera e anche ecco un bel flash da ammessa di Caleb. C’è tanta carne al fuoco, ma bosellianamente mai troppa!

 

 

A dare una attenta continuità alla narrazione c’è anche la scelta del disegnatore: Fabrizio Longo. Sempre ottimo nei suoi chiaroscuri e nella sua rappresentazione di oscuri e cupi luoghi (grotte, tetri manieri, fortezze demoniache, sotterranei per riti magici). Oltre a queste indiscusse qualità a Longo è stata affidata una sorta di trilogia conclusiva delle vicende di Nergal: prima il cataclismatico e quasi supereoristico scontro tra i Golem in Yossele il muto con la sconfitta di Nergal e la fine della sua coscienza, poi un importante approfondimento sugli esperimenti di Nergal in Krampus! scritto questa volta da Falco e infine La regina di Babilonia.

Queste scelte di continuità tra i disegnatori quando possono realizzarsi (è così spesso anche per le storie di Genzianella o per le storie nordiche di Lozzi) sono un valore aggiunto della saga e soprattutto un plauso ulteriore per i curatori.

 

 

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