Mister No Story – Il tempio dei Maya (agosto 1976)

Scritto da Paolo M.G. Maino

11 Mar, 2021

Sempre più in ritardo, ma il ritmo settimanale si fa sentire, ragazzi! Soprattuto quando (per fortuna) hai tanto da lavorare e poco tempo per leggere fumetti e ancora meno per scriverne (eh sì, perché tutto sommato sono innanzitutto un lettore  a cui piace gustare una bella storia e poi se posso ne parlo… e solo di quelle che mi piacciono perché non mi va di perdere tempo ulteriore su una storia che non mi ha conquistato… ma queste avventure di Mister No sono tutte ottime! Lo sapete, vero?!?). Allora procediamo per quello che possiamo! Eccovi i miei appunti sulla conclusione di questa prima bellissima e lunga storia del nostro pilota di Manaus!

 

 

Il tempio Maya

Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta

Disegni: Roberto Diso

Copertina: Gallieno Ferri

 

Arthur, un cattivo borioso ma non un ‘cattivone’

Arthur è un personaggio ben tratteggiato con una breve biografia: studi di archeologia, vita da spiantato ma avido di ricchezze, capacità di cogliere l’occasione e vittima del suo stesso desiderio di oro. Un personaggio indimenticabile? Non direi, anzi. Ma poi a ben pensarci quanti sono i ‘cattivoni’ che hanno la funzione di nemesi (almeno fino al n.241) per Jerry Drake? Non ce ne sono. Semplice. Sì, c’è qualche ritorno, ma c’è qualcuno di paragonabile a Hellingen? a Mefisto? a Mortimer? o anche solo a Coffin? No. Non ce ne sono. Perché? Perché Mister No è un fumetto davvero realistico e quindi i cattivi possono essere meschini, falsi, ingannevoli, coraggiosi, tormentati ma comunque realistici, ovvero verosimili, come lo è Jerry come eroe. Per cui viva Arthur e viva tutti gli Arthur delle tante storie di Jerry!

 

 

Pacifismo ma fino ad un certo punto

«[…] in futuro potrai risparmiarti i tuoi atteggiamenti pacifisti… il sottoscritto non intende correre rischi e d’ora in poi sparerà per primo!» Esse-Esse esprime in fondo a p.57 una posizione che emerge spesso nelle avventure di Jerry. Come tutti gli eroi Bonelli Mister No non spara per primo, o meglio non parte mai con l’idea di sparare per primo, ma poi… poi può scattare qualcosa per l’istinto di sopravvivenza e per un senso di giustizia che esplode e che trasforma anche il nostro eroe in giudice e boia. Fa parte del gioco dell’avventura, ma è ancora una volta segno di quel realismo che è la rotta fondamentale di questa serie ed è anche una intuizione geniale di Guido Nolitta alla metà degli anni ’70.

 

 

La fuga di Jerry: due tavole perfette di Diso

Lo avete già riletto lo so… ma riprendete in mano il fumetto e fermatevi a guardare con calma le pagine 88-89. Jerry scappa dal tempio che sta per crollare. Il fumetto Bonelli con la sua gabbia ci dà una resa cinematografica dell’azione spettacolare. La telecamera si muove attorno a Jerry e al suo corpo teso a correre via evitando i blocchi di pietra che rischiano di schiacciarlo. Diso ci restituisce un Jerry dalle cadenze da pantera con i muscoli asciutti e tesi. Da ammirare e riammirare!

 

 

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