Mister No Story – Atlantico nn.24-26 (maggio-luglio 1977)

Scritto da Paolo M.G. Maino

27 Mag, 2021

Non riuscendo a stare dietro a una recensione per ogni singolo numero passo a offrirvi le mie pillole di riflessione sulle avventure di Mister No riunendole nelle storie che possono abbracciare più numeri.

Riparto da Atlantico una splendida storia di Guido Nolitta e Roberto Diso che conserva una freschezza invidiabile e che mi ha letteralmente riconquistato dopo tanti anni.

C’è tutto: paesaggi nuovi, la sfida con la natura, il bieco e meschino cattivo di turno, la vittoria di Davide contro Golia, amici e aiutanti he rimangono nel cuore e oppositori regolati con astuzia e forza. E poi la storia è un’ennesima conferma di quello che anima Mister No nelle scelte della sua vita: non i soldi, non il potere, non la fama, ma solo l’amicizia, la giustizia, la difesa degli oppressi. Un antieroe così eroico… dove lo possiamo trovare?

Ma ora spazio alle mie riflessioni scoordinate. E ditemi la vostra se volete! 

 

 

Atlantico – Mister No nn.24-26

Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta

Disegni Roberto Diso

Copertine: Gallieno Ferri:

Tavole: 260

 

Le Jangadas

Le prime 20 pagine di MNo n.25 sono tutte dedicata alla battuta di pesca con la Jangada a cui Mister No partecipa accompagnato dal Murphy e guidato dall’esperto Stelio. E sono 20 pagine splendide in cui si respira la salsedine, si sentono gli spruzzi dei frangenti del mare, ci si scotta con il sole riflesso sulle acque dell’Atlantico e si vive una precarietà che è paradigma di una condizione dell’uomo. E poi quando la Jangada apre la vela, come non pensare a Corto Maltese e alla Balllata del mare salato? Nolitta conosce i tempi dell’avventura classica in cui a tema c’è il rapporto tra l’uomo e la forza della natura. 

 

 

Lo squalo e i riccioli di Mister No

Dopo la lotta contro l’alligatore nella storia del Tempio Maya, Roberto Diso è chiamato a disegnare un’altra sfida uomo/animale. Questa volta Mister No deve vedersela con uno squalo (la sfida era stata anticipata nella bella copertina di Gallieno del numero 24). E sono sempre sfide per la vita, non per il gusto di una sterile caccia (come è per Mr. Murphy che alla fine non capisce nulla di Mister No e del Brasile e chiuso nel suo piccolo mondo se ne scappa via). Una sfida alla pari avvincente e drammatica e che consente anche… di vedere per la prima volta i riccioli di Jerry. Alle pagine 36-37 Diso dà libero sfogo al suo gusto e anticipa la direzione di rinnovamento grafico a cui porterà il suo personaggio. Non più i capelli lisci di Donatelli e Ferri, ma i capelli mossi e ricci che diventeranno una caratteristica immediatamente riconoscibile del nostro. Ci voleva un battesimo nell’Oceano per farci intravedere la strada che Diso vuole percorrere.

 

 

Come in Altrimenti ci arrabbiamo

In contemporanea alla rilettura di questa bella storia ho rivisto con la mia famiglia alcuni classici film degli anni ’70 con Bud Spencer e Terence Hill. Anche per questi film l’effetto nostalgia (che non nego ci sia) si è legato ad una sana lettura della esile ma efficace struttura narrativa. Un cattivo attaccato ai soldi e al potere e per cui non si può parteggiare, degli eroi non proprio modello (è un eufemismo), una sfida che sembra impari, una serie di scontri con gli scagnozzi di turno già facilmente superabili, un killer spietato ma poi sconfitto e poi lo scontro finale. Certo in Mister No c’è molto più dramma rispetto alla comicità dei film di Bud Spencer e Terence Hill, ma è innegabile che l’avventura che ci viene offerta da Nolitta è positiva, costruttiva e sanamente divertente. 

 

 

Il riscatto della polizia: il Capitano Moura

Diciamolo: ci è simpatico da subito, ma tutto sommato pare un personaggio di contorno. Non si opporrà, ma non sarà nemmeno decisivo. E invece… invece Nolitta gli affida il colpo decisivo. Mister No non è proprio Tex e nemmeno Zagor (anche se non potrebbe esistere senza l’eredità di Tex e Zagor) e spesso non è suo il colpo decisivo. È il motore dell’azione, è il faro della narrazione, ma non è sempre lui quello che ha sotto controllo le cose al contrario dei suoi fratelli maggiore in SBE. 

Ci sarebbe tanto altro da dire (avete visto che bella la vignetta di p.59 de La furia gialla? La luce dei fari dell’automobile di Johnny Columbus illumina gli interni dove è seduto Jerry… spettacolare! Come un film con Humprey Bogart!)… ma vi lascio alla rilettura di questa storia che conferma il sodalizio Nolitta/Diso che arriva per me ad un suo vertice proprio già nella prossima storia: Tsantzas! Ma ne parleremo!

 

 

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