Dampyr Index: Il Conte Magnus (D17)

Scritto da Paolo M.G. Maino

24 Mag, 2019

Dal canto umido del sud degli Stati Uniti (D15-16), ci troviamo proiettati nella breve estate nordica in Norvegia tra Ålesund e Sognefjörd e soprattutto dalla storia del blues e rock passiamo alla storia della letteratura fantastica, ovvero al maestro delle ghost stories Montague Rhodes James da cui Mauro Boselli trae dichiaratamente spunto e che esplicitamente omaggia con questa inquietante e orrorifica storia Il Conte Magnus. Cogliamo quindi nel giro di tre numeri due degli spunti di tante storie di Dampyr (e a questi spunti si unirà il cinema dell’orrore soprattutto delle origini del cinema stesso, argomento caro a Maurizio Colombo e da lui utilizzato in Dampyr 18 Lo schermo demoniaco): musica e letteratura.
E poi per la prima volta Harlan si muove nelle terre scandinave e del grande Nord, luoghi che torneranno in tante altre importanti e avvincenti avventure dell’ammazzavampiri di casa Bonelli.

Da ultimo l’albo presenta un’altra caratteristica eccezionale: i disegni di Marco Torricelli guest star in Dampyr (ma tornerà anche in un’altra storia dall’alto tasso horror ovvero D37 Il fiume dell’orrore). Il poliedrico disegnatore che passerà poi anche a lavorare per la Marvel e che ha legato il suo nome a tante storie di Zagor, offre qui una prova che sa giocare sia sulle ombre e sulla paura di quello che non si vede sia sul dettaglio delle mostruose condizioni in cui si trova Lucretia.

 

 Il Conte Magnus – Dampyr 17

Data di pubblicazione: Agosto 2001

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Marco Torricelli

Copertina: Enea Riboldi

Tavole: 94

Personaggi: Harlan, Tesla, il Conte Magnus Oland, Lucretia, Astrid Dahl, professor Lancelot Edwards, Thorvald, dottor Larsen

Luogo: Ålesund e Sognefjörd (Norvegia)

Tempo: Il presente

Trama: Il professor Lancelot Edwards, studioso delle antiche pratiche alchimistiche, scompare nella stanza n.13 del Gamlebyen Hotel a Ålesund che appare solo di notte in mezzo alle stanze 12 e 14 in una sorta di frattura del multiverso in cui è rimasta dannata e imprigionata Lucretia, l’amante del Conte Magnus trasformata in un orribile mostro. Ed è proprio questo essere mostruoso che ha catturato, ucciso e dissanguato il malcapitato prof. Edwards. Pochi mesi dopo sempre in Norvegia in una stavkirke a Sognefjörd la giovane restauratrice Astrid Dahl, amica del professor Edwards,  sta lavorando su un antico affresco che presenta anche delle rappresentazioni infernali. La chiesa conserva anche il sepolcro in pietra del Conte Magnus Oland. La camera 13 del Gamlebyen Hotel e l’affresco della stavkirke sono intimamente legati proprio per la doppia maledizione che ha colpito il Conte Magnus (che è in realtà un non-morto) e la sua amante Lucretia (anche lei trasformata in vampiro). Harlan giunge proprio a Sognefjörd da Astrid seguendo l’esile traccia di alcune ghost stories di Montague Rhodes James (storie che narrano della Stanza n.13 e del Conte Magnus) su suggerimento di Caleb che ritiene che dietro ai racconti di fantasia dello scrittore inglese ci sia un fondo di verità e sospetta che la figura del Conte Magnus sia la trasposizione letteraria delle vicende di un non-morto, o meglio di un uomo che nel 1600 è stato demonologo e alchimista e si è opposto alla regina Cristina di Svezia e, sempre secondo Caleb, si è poi lasciato conquistare da un maestro della notte che lo ha trasformato in non-morto.
Harlan conosce Astrid e sotto lo sguardo vigile e geloso di Tesla indaga sull’affresco della chiesa.

(p.23 il primo incontro tra Harlan e Astrid)

Ma proprio nella sera del primo incontro con Harlan, Astrid scopre un’iscrizione dell’affresco che ha il potere di liberare il demone-famiglio del Conte Magnus e il Conte Magnus stesso. Astrid pronuncia ad alta voce la formula e letteralmente il demone si stacca dall’affresco e solo l’intervento provvidenziale di Tesla salva la ragazza da una brutta fine. Morte a cui non scampa però il pastore della chiesa che giunto nella stavkirke legge ad alta voce l’iscrizione e libera il terribile non-morto Conte Magnus che subito uccide e dissangua il povero uomo, ma non riesce a catturare Astrid che ancora una volta viene salvata dall’intervento congiunto di Harlan e Tesla.

(intenso primo piano del Conte Magnus)

I tre decidono quindi di recarsi a Ålesund, dove il Conte Magnus ha dimorato anche perché Astrid rivela a Harlan che il suo amico prof. Edwards è scomparso misteriosamente proprio mentre stava studiando la storia di antichi alchimisti come appunto il Conte Magnus.
I nodi della vicenda vengono al pettine. Mentre il Conte e il suo diabolico folletto prendono possesso del Gamlebyen Hotel e progettano il loro piano per liberare Lucretia dalla maledizione della stanza n.13 letteralmente sostituendola con Astrid, Harlan con l’aiuto del dottor Larsen, il farmacista a cui Edwards si era legato a causa delle sue allergie, e di Thorvald, il proprietario formale dell’albergo maledetto, scopre che l’albergo è l’unico edificio misteriosamente scomparso all’incendio che ha distrutto Ålesund nel 1904. Harlan non ha dubbi: il Gamlebyen Hotel si è salvato per una nefasta magia nera.
Harlan, Larsen e Thorvald decidono di entrare nottetempo nell’Hotel per cercare la maledetta e sfuggevole stanza n.13, ma nel frattempo il folletto di Magnus rapisce Astrid bloccando Tesla grazie ai raggi del sole.
Le ultime 15 pagine sono un crescendo di tensione in puro stile horror (e anche un po’ splatter): Astrid e Lucretia si scambiano i corpi, Harlan libera la presunta Astrid che però da non-morta si rende conto che non può uccidere il Dampyr. L’assalto ad Harlan è lasciato al demone-famiglio che mostra il suo orribile volto prima di essere fatto fuori da un preciso colpo di pugnale di Tesla. Mentre Harlan uccide Magnus, l’anima di Lucretia e quella di Astrid si scambiano di nuovo. E così liberata Astrid, Harlan e soci riescono ad uscire dall’Hotel che privo della protezione della magia brucia come avrebbe dovuto fare nel 1904.

Pagine da ricordare: p.17 la scomparsa del prof.Edwards nella stanza n.13 avviene in modo repentino e senza possibilità di salvezza per il povero malcapitato. Bellissima la vignetta 4 in cui la porta della stanza maledetta scompare nel muro;

p.44 Torricelli dimostra una notevole abilità nel rappresentare le scene di pioggia. Il vertice e nella vignetta lunga in posizione 3-4: sull’esterno buio della casa dove alloggia Astrid, la sagoma del demone-famiglio emerge dalle tenebre solo grazie al diverso cadere delle gocce. Bellissimo e intenso il volto di Harlan a chiusura della medesima tavola;

p.61 la prima apparizione completa del mostro in cui si è trasformata Lucretia è da manuale del disegno. La disposizione delle figure e l’inquadratura dall’alto della stanza n.13 sono scelte efficaci e coinvolgenti.

La copertina: Riboldi gioca qui su una scelta prospettica  e di luci molto ad effetto. Una luce fredda e spettrale illumina il volto sbigottito di Harlan che ha appena aperto la porta della stanza n.13 e si trova davanti il mostro di Lucretia di cui però noi vediamo come nella soggettiva del mostro stesso solo la mano artigliata e in decomposizione in controluce. Bello anche l’effetto prospettico delle assi di legno con cui sono ricoperte le pareti della stanza.

Cosa scopriamo su…

… il multiverso: come già in D8 Dalle tenebre, anche questo D17 pone le basi per l’importante trama del multiverso. Dove infatti va a finire la stanza n.13? La magia che la nasconde di giorno non può che essere una magia che fa entrare ed uscire la stanza da due piani di realtà come poi accadrà per la Casa sull’orlo del mondo (D86).

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