Dampyr Index – Dalle Tenebre (D8)

Scritto da Paolo M.G. Maino

18 Ago, 2018

L’esordio di Nicola Genzianella, un’altra colonna storica ai disegni, è segnato anche dall’introduzione nella serie di Dampyr di altri due elementi ricorrenti: i personaggi del professor Hans Milius e della studentessa (poi ricercatrice) Sophie Mutter, e la magia nera spesso collegata ai varchi dimensionali del multiverso (e anche in questo caso è così vista la soglia oscura oltre alla quale viene assorbito il professor Rendberg nella sua illusione di poter dominare le potenze infernali: si tratta del primo personaggio a venire risucchiato nella ‘dimensione nera’? Non è esplicitato, ma potrebbe anche essere!).

Non abbiamo quindi maestri della notte ma come in D5 Sotto il ponte di pietra la minaccia di chi tenta la strada delle arti magiche (a Praga era l’alchimia collegata alla cabala ebraica) non è meno significativa e il nostro Harlan ne esce vittorioso anche grazie all’aiuto di chi gli sta intorno. Inoltre in questo numero per la prima volta Harlan usa la sua falsa identità da professore universitario esperto di folklore popolare e di vampirismo in particolare: un gran successo soprattutto sulle studentesse che, in una citazione evidente del primo Indiana Jones, cadono innamorate del bel tenebroso prof e pongono domande «a sesso unico» (battuta del simpatico Milius).

 

 

Dalle Tenebre – Dampyr n.8

Data pubblicazione:  novembre 2000

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli e Maurizio Colombo

Disegni: Nicola Genzianella

Copertine: Enea Riboldi

Tavole: 94

Personaggi: Harlan, Hans Milieus, Sophie Mutter, i tre professori: Julius Orker, Eric Workmann, Klaus Rendberg, l’ispettore Englund.

Luoghi: Friburgo (Germania).

Tempo: Il presente.

Trama: Harlan si reca all’università di Friburgo contattato dal prof. Hans Milius per indagare sul violento omicidio di una studentessa. Altre scomparse avvenute a Colonia e Tubinga nei due anni precedenti hanno ristretto il cerchio dei possibili sospettati a tre professori che si trovavano in quelle città per studi vari in contemporanea agli omicidi. Si tratta dei docenti Orker, Workmann e Rendberg. Gli omicidi sembrano legati alla ricerca delle quattro parti in cui è stato smembrato un pericolo libro di magia nera del 1500: il Grimorio “De Profundis” diviso proprio tra le città di Colonia, Tubinga, Weimar e Friburgo.

L’indagine di Milius e Harlan è quindi duplice: da un lato capire se i tre sospettati davvero hanno a che fare con gli assassinii, dall’altro trovare il quarto pezzo del Grimorio. Tra un appuntamento con un professore e un altro, Harlan a modo di conoscere una studentessa dell’università, Sophie Mutter, che dimostra abbastanza esplicitamente di essere attratta dal Dampyr. Ma Sophie non è solo una bella ragazza, è anche erede di una antica famiglia che dal medioevo vive nella stessa casa della Friburgo antica. Dopo aver conosciuto Orker che si mostra come un apparente noioso professore di paleografia, Harlan scopre che qualcuno gli ha preso le chiavi dell’istituto universitario e le ha utilizzate per introdursi di nascosto, ma nulla sembra essere fuori posto. Anche l’incontro con Workmann e Rendberg non sembra rivelare nulla ad Harlan così Milius propone al Dampyr di passare la notte nell’antica biblioteca che conserva i libri del ‘400 e del ‘500 nella speranza di cogliere sul fatto il colpevole anche lui alla ricerca del quarto pezzo del grimorio.

Ma la serata si trasforma in tragedia: mentre tre studenti che sospettano di Harlan entrano anche loro di nascosto nella biblioteca, una arpia alata giunge sulla scena uccidendo uno dei tre studenti e rapendone un’altra che viene trovata la mattina dopo completamente dissanguata. Anche Workmann è presente e dopo una incomprensione iniziale rivela di essere anche lui alla ricerca del misterioso assassino.

A questo punto si crea un nuovo piano di azione: Milius cercherà di capire l’identità del custode della quarta parte del Grimorio; Workmann pedinerà Orker che ritiene il più probabile indiziato; Harlan stazionerà attorno alla casa di Rendberg che è però fermo su una sedia a rotelle. Il finale è ad altissima tensione. Harlan intuisce che la custode del grimorio è proprio Sophie Mutter che però ha nascosto la quarta parte del libro nella biblioteca dell’istituto, ma giunti là scoprono che l’arpia si è impadronita del frammento di libro dopo aver ferito Milius e prima che Harlan possa intervenire anche Sophie viene rapita dal mostro.

Workmann intanto scopre, pagandolo con la sua morte, che Orker è in combutta con Rendberg le cui gambe sono state trasformate in tentacoli da piovra e la cui governante non è altri che l’arpia stessa. Harlan uccide l’arpia e ne scopre l’identità, si reca a casa di Rendberg che sta per uccidere con un rito sacrificale Sophie così da rendere stabile l’apertura di un portale verso mondi infernali. Il Dampyr spara a Rendberg che viene risucchiato nel vortice del portale insieme al Grimorio, mentre a salvare Sophie dalla furia di Orker è il provvidenziale arrivo dell’ispettore di polizia Englund, solo apparentemente un grigio funzionario ma in realtà uomo di ampie vedute. La tavola finale è un ponte verso nuove storie e descrive un simpatico siparietto tra Milius, Harlan e Sophie.

Pagine da ricordare:

p.16 e p.24 le prime apparizioni (di una lunga serie) di Hans Milius e Sophie Mutter nella saga di Dampyr;

(p.16 la prima apparizione di Hans Milius)
(p.24 la bella Sophie Mutter)
pp.47/48 con la ironia del caso la sceneggiatura di Boselli gioca sul ‘metafumetto’: prima Harlan dice «Se questo fosse un telefilm… o un albo a fumetti!… ma nella realtà un idiota è davvero un idiota!»; poi Milius riferendosi ai poteri di Harlan esclama «Dannazione Harlan! Mi deludi, amico mio! Pensavo che tu avessi qualche superpotere, come quelli dei fumetti!»;

p.54 un particolare che ho notato dopo aver letto l’albo almeno 5 volte: nella vignetta in posizione 3-4 la vista dall’alto serve a mettere in risalto tutta spostata a sinistra l’ombra con artigli dell’arpia che sta per entrare in azione;

(l’ombra dell’artiglio dell’arpia)

pp.86-89 bellissime e ricche di dinamismo le quattro pagine dello scontro tra Harlan e l’arpia in cima alla torre del duomo di Friburgo.

La copertina: Harlan osserva in secondo piano l’emergere di una entità ectoplasmatica dal grimorio maledetto nello scenario di quello che sembra un sotterraneo. Come al solito le copertine di Dampyr servono ad evocare più che a descrivere nei dettagli quello che accade nell’albo.

Cosa scopriamo su…

…Harlan e le donne: Harlan è dubbiamente un uomo affascinante e che attrae l’attenzione delle donne che lo incontrano. Sophie è una di questa, ma capiamo anche che Harlan pur non avendo una amante stabile non sarà neanche un dongiovanni incallito come Dylan Dog (o come anche per lungo tempo Nick Raider). Il rapporto con le donne è velato nel Dampyr proprio dalla sua doppia natura e non è un caso che l’unico vero grande e sconvolgente amore per Harlan in oltre 220 numeri sia stato quello per Lisa, donna segnata da una contrastata doppia natura nonché esito delle azioni malefiche del demone Thorke sulla piccola Ljuba (ma avremo modo di parlarne).

La curiosità: Sophie quando si presenta a Harlan lo fa davanti ad una lapide che ricorda i ragazzi della Rosa Bianca che si opposero al potere nazista in una non violenta protesta universitaria. Una dei ragazzi, Sophie Scholl, si chiamava proprio come la studentessa. Sono questi i piccoli interventi che danno profondità realistica alla sceneggiatura di Boselli. Spesso passano in secondo piano, ma la nostra mente li registra e quando ci torniamo sopra dopo del tempo, li cogliamo meglio. Sophie Mutter ha come modello Sophie Scholl nel suo essere intraprendente e coraggiosa.

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