La seconda vita di Bowen – Tex n.703 (maggio 2019)

Scritto da Francesco Benati

24 Mag, 2019

Da un paio di settimane è uscito in edicola La seconda vita di Bowen, nuovo albo di Tex mensile edito dalla Sergio Bonelli Editore. Ai testi ritroviamo, dopo quasi un anno di assenza, il veterano Pasquale Ruju coadiuvato ai disegni da Gianluca Acciarino.

Come è accaduto anche per lo Zagor di questo mese (e la recensione la trovate qui), questa storia di Tex è leggibile autonomamente, ci mancherebbe altro, ma la si capisce molto di più se si va a ripescare una storia uscita un paio di anni fa intitolata Il ragazzo rapito ad opera di Tito Faraci, sempre per i disegni di Acciarino.

 

 

La seconda vita di Bowen – Tex n.703

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Gianluca Acciarino

Copertina: Claudio Villa

Sì, perché questa storia non è un semplice sequel, ma un vero e proprio secondo tempo, il completamento di una vicenda lasciata in sospeso. Ora, Tex non è un fumetto di supereroi, non è un fumetto giapponese, non è neppure Nathan Never o Dampyr, per cui non può dotarsi di una particolare continuity narrativa.
Può però ideare una sorta di ibrido, una via di mezzo, ovvero storie che, pur avendo una loro conclusione precisa, lasciano aperta la porta ad un prosieguo che è già scritto.

Riassunto de Il ragazzo rapito: Bowen è un criminale, un assassino, anche se agisce per vendicare la morte della moglie. Nel suo peregrinare, finisce per l’uccidere il padre di un ragazzino, Tim, il quale è ignaro della cosa. Tex e Carson sono sulle tracce di Bowen e, quando sono sul punto di raggiungerlo e arrestarlo, si accorgono che fra il killer e il ragazzino si è instaurato un profondo legame padre-figlio e decidono di dare all’uomo una seconda occasione, avvisandolo che lo avrebbero tenuto d’occhio.

Detto fatto: in questa nuova storia, Tex e Carson sono a San Francisco, dove Bowen si è trasferito, lavora come guardiano presso un ricco uomo d’affari e si occupa di scortare carichi di valore. Il suo cuore batte per la bella pensionante dove vive e il piccolo Tim va a scuola. Insomma, pare che l’ormai ex fuorilegge si sia rifatto una vita. Qualcosa però va storto: una donna lo riconosce e, assieme al compagno, progetta di ucciderlo. La verità sul suo passato sta per venire a galla.

 

A Ruju spetta il non facile compito di riprendere in mano una storia non particolarmente brillante di Tito Faraci, una delle ultime che l’autore ha scritto per Tex prima di uscire dallo staff per dedicarsi ad altri progetti. Inizialmente, il curatore della serie Mauro Boselli aveva accettato il soggetto di Faraci, il cui finale era aperto, solo a patto che vi realizzasse un seguito. Con l’abbandono di Faraci, il compito di realizzare il seguito è spettato a Ruju, il quale ha fatto decisamente un buon lavoro.

Ruju, come da par suo, si attesta su binari decisamente più tradizionali rispetto a quelli tutti improntati all’azione di Faraci e la cosa non può che farci piacere. Il ritmo, pur dovendo rispettare la gabbia dei due albi, si mantiene disteso e racconta quello che deve raccontare senza eccessive fughe in avanti.

Se proprio dobbiamo trovare una sorta di difetto su questa prima parte, è la quasi totale mancanza di azione, salvo una manciata di paginette, ma si tratta di un fattore soggettivo: alcuni lettori potrebbero storcere il naso, altri, come il sottoscritto, potrebbero apprezzare.

 

 

Meno bene i disegni di Acciarino. Intendiamoci, lui è stato bravissimo come sempre e questa sua nuova prova texiana lo riconferma come un indiscutibile talento.

Il problema, a mio avviso, è che la stampa non è stata del tutto clemente con i suoi disegni. Complice forse un formato che, nel 2019, rischia di mostrare tutti i propri limiti, la resa finale del lavoro di Acciarino è inferiore alle aspettative proprio a causa di una stampa che non valorizza appieno il suo sapiente uso del bianco e nero, al punto che alcune tavole sembrano un po’ pasticciate.

 

 

Nel complesso, però, ci troviamo di fronte ad un albo sicuramente buono, anche se dispiace un po’ perché pare che questa sarà l’ultima storia texiana di Acciarino, il quale dovrebbe migrare su altri lidi.

Per ora, godiamocela.

 

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