Dampyr Index: Nato nella palude (D15-16)

Scritto da Paolo M.G. Maino

2 Apr, 2019

La doppia dell’estate del 2001 segna la prima trasferta americana per Harlan Draka e allarga gli orizzonti di una serie davvero girovaga [e noi del blog FumettiAvventura stiamo lavorando ad una mappa interattiva che con omaggio al grande critico della letteratura italiana Carlo Dionisotti sarà chiamata Geografia e Storia di Dampyr]. Oltre alla novità degli scenari americani (che torneranno molte volte) – qui in particolare negli stati del sud e in particolare nel Mississippi – la storia ruota intorno a personaggi e vicende della musica americana (il Blues e il Rock in particolare). Non si tratta di un elemento eccezionale nella serie ventennale di Dampyr in cui Letteratura, Arte, Musica e Cinema entrano spesso non come citazioni ma come elementi portanti della vicenda stessa. Il tutto nasce dai poliedrici interessi di Boselli (e per le storie che ha scritto anche di Colombo) che spaziano dai poemi cavallereschi, alle Dime novels di inizio Novecento, dall’horror lovecraftiano ai romanzieri russi, dalla classicità greca a…. un elenco infinito. Verso la musica oltre tutto Boselli ha un doppio legame sia da fruitore sia da esecutore (è un buon batterista!).

Ma se l’ossatura della vicenda affonda nella storia della musica, gli ingredienti con cui questa viene presentata sono perfettamente dampyriani: non-morti, maestri della notte, azione, mistero, cliffhangers. In questa vicenda aggiungerei anche quell’alone tipico delle storie del sud degli Stati Uniti: vodoo e sincretismo tra tradizioni cristiane e tribali, tensioni razziali, polizia corrotta in un’atmosfera che ricorda quella di un classico film come Mississippi Burning (o – in anticipo abbondante sui tempi – l’atmosfera della prima stagione di True Detective).

 

 

Nato nella palude Dampyr n. 15

Data di pubblicazione: giugno/luglio 2001
Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Maurizio Dotti
Copertine: Enea Riboldi
Tavole: 188

Personaggi: Harlan Draka, Kurjak, gli Swamp Lizards, Robert Johnson, Legba, Rainy Day, Charley, lo sceriffo Duquesne.

Luogo: Mississippi e Arkansas (USA)

Tempo: Presente con molti flashback negli anni venti, anni trenta e anni settanta.

Trama: [D15] Harlan e Kurjak arrivano nel Mississippi presentandosi come giornalisti alla ricerca di notizie e indizi per risolvere un ‘cold case’ ovvero la scomparsa del gruppo blues-rock degli Swamp Lizards negli anni settanta: l’aereo della band è infatti caduto nel 1975 nelle paludi vicino a Gillsburg ma dei corpi dei componenti della band nulla è rimasto. Harlan ha il sospetto – che si rivelerà corretto – che i musicisti degli Swamp Lizards siano stati trasformati in non-morti dal maestro della notte Legba. La prima tappa della ricerca del Dampyr è un locale dove canta Lana, ex-corista dei Lizards sopravvissuta pur sfigurata alla sciagura  (come anche il bassista Vance Delormes rimasto invece senza gambe). Lana, che ha ancora una calda e splendida voce, vive nella malinconica nostalgia da più di vent’anni per aver perso il suo amato, ovvero il leader del gruppo Roger Sheldon. La donna racconta a Harlan e Kurjak (abbastanza digiuni di blues e improbabili come giornalisti di musica!) della passione di Sheldon per il vodoo e per lo spirito dei crocicchi che ha il nome di Legba.
I due ammazzavampiri non sembrano aver guadagnato molte informazioni, ma come da miglior tradizione narrativa proprio mentre sono ancora nel locale blues, Roger Sheldon e gli altri musicisti ora non-morti compaiono nel locale attirati dal canto di Lana e dalla chitarra di Charley, giovane bluesman in compagnia del vecchio Rainy Day, altro bluesman che prima della guerra ha avuto modo di conoscere anche il mitico Robert Johnson. Nello scontro a fuoco (e a morsi) che ne segue, Harlan e Kurjak eliminano due elementi del gruppo (Lonnie e Simon) di non-morti, ma non riescono a salvare Lana che viene uccisa da Cassie, una delle groupie degli Swamp Lizards trasformata anche lei in non-morta.

 

Quindi fuggono dalla scena in compagnia di Charley e Rainy Day.
A complicare la già non facile situazione si inserisce anche la polizia di contea guidata dal duro capitano Duquesne che è in realtà un corrotto legato da tempo a Legba. Compito di Duquesne è addossare immediatamente la colpa di ogni omicidio ai due criminali europei ovvero Harlan e Kurjak che da questo momento diventano anche dei ricercati e devono darsi alla macchia.
La tensione della narrazione raggiunge la sua climax nella parte finale. Gli Swamp Lizards (che scopriamo aver servito Legba per 25 anni in cambio della sopravvivenza dopo l’incidente aereo per poi essere lasciati ‘liberi’ dal maestro della notte) vogliono attirare in una trappola mortale il Dampyr e organizzano un concerto illegale nel cuore della palude di Gillsburg. Qui assistiamo ad un pirotecnico concerto finale tra pallottole, chitarre e batteria e il tutto viene chiuso da una straordinaria uscita di scena della band maledetta che si fa avvolgere dalle fiamme di un rogo purificatore.
La polizia che arriva con gli elicotteri non riesce a catturare nessuno ma anche questo atto finale viene aggiunto alle colpe di Harlan e Kurjak da parte di Duquesne.

 

Delta Blues Dampyr n.16

[D16] Se la pista degli Swamp Lizards è andata letteralmente in fumo, resta viva quella ancora più antica che porta a Robert Johnson, la prima stella nera del blues che ha stretto un patto con Legba per diventare un musicista affermato. Così mentre i due scagnozzi di Duquesne (il bianco Wyatt e il nero Rufus che solo apparentemente rappresentano i classici stereotipi di poliziotti americani con il bianco freddo, distaccato e passivo verso il capitano e il nero più ribelle e pronto a dubitare delle imposizioni che provengono dall’alto), Harlan e Kurjak si fanno guidare da Rainy Day alla ricerca della storia segreta di Robert Johnson negli anni venti e trenta del Novecento. E così dalle voci di Jimmy Shines, novantaduenne musicista un tempo amico di Robert, e del signor Weir, figlio dell’impresario che diede il primo contratto a Johnson vengono a conoscenza dell’incontro del bluesman con il Baron Samedi e poi con Legba e del patto stretto con firma di sangue tra Robert e il Maestro della Notte. Ma la vicenda ha un risvolto drammatico. Tra le donne frequentate dal musicista, solo una suscita un sentimento di vero amore: è Estella Robbins che però è in fuga dal controllo di Legba (un giro di prostitute). Con l’idea di salvarla Robert Johnson dichiara a Legba di rescindere il patto ma l’unica cosa che ottiene è quella di andare incontro alla sua morte (il 13 agosto del 1938 a Three Forks nell’Arkansas) e di provocare quella della ragazza. Jimmy Shines aveva sempre saputo tutto ma non aveva mai parlato con nessuno per paura, ora non ne ha più e vuole che Harlan faccia giustizia per Robert e per Estella.
È l’inizio della resa dei conti finale, alla motivazione ideale dell’eliminazione di tutti i Maestri della Notte si aggiunge anche il desiderio di vendicare chi è stato ingannato. Ma prima dello scontro con Legba, il cerchio si stringe su Harlan e Kurjak che vengono circondati dagli uomini di Duquesne. Il Dampyr ferito viene catturato e portato in ospedale, mentre Kurjak scappa e viene aiutato da Rufus che ormai ha capito quanto il capitano Duquesne sia un corrotto in combutta con Legba. Sono proprio Kurjak e Rufus ad impedire che Harlan venga ucciso in ospedale e il nuovo trio con la collaborazione di Charley e Rainy Day organizza la trappola per Legba. Luogo della resa dei conti è il crocicchio presso il quale Robert Johnson aveva siglato il suo patto con Legba: pallottole e coltelli bagnati dal sangue di Dampyr si confrontano con la forza sovrumana di Legba e della non-morta Ashanti ma alla fine risulterà decisivo l’intervento di Wyatt che sparerà a Duquesne mentre sta per uccidere Harlan e darà così modo a Kurjak di sparare a sua volta il proiettile letale contro Legba. La battaglia è stata tra le più dure, ma alla fine anche questo Maestro della Notte è caduto.

Pagine da ricordare: pp.96-97 [D15] l’ultimo concerto degli Swamp Lizards è un’apoteosi reale di esplosioni e colpi di scena. I musicisti maledetti e ora non-morti escono a testa alta cantando le loro canzoni e espiando nel rogo le loro malefatte. Il volto in fiamme di Roger Sheldon nella vignetta in posizione 3 di p.97 che canta «I only wish you could see me now…» è di rara intensità e drammaticità;

pp.34-39 [D16] bellissima la resa del ricordo di Jimmy Shines del duplice incontro di Robert Johnson con il Baron Samedi nel cimitero prima e con Legba nel crocicchio poi. A dare un tono grottescamente paradossale sono in particolare gli spiriti (evocati da Samedi?) dei morti che dialogano nel loro aspetto da bianchi fantasmi con l’incredulo bluesman;

pp.88-96 [D16] tutta la scena della resa dei conti finali è ancora una volta perfettamente disegnata da Maurizio Dotti come già era accaduto per D4 (Vurdalak) e D7 (Omulù), ma qui si aggiunge anche nella narrazione di Boselli il controclimax dell’intervento di Wyatt che dopo aver portato per due albi di fila sempre gli occhiali scuri giorno e notte, spara a Duquesne e di fronte all’incredulità del suo capitano morente che gli chiede perché gli ha sparato, gettando via gli occhiali da sole (vignetta 6 di p.95) dice «È soltanto che finora non avevo visto chiaro!… Ma d’ora in poi non accadrà più!». Da applausi!

Le copertine: Riboldi gioca sui piani spaziali e mentre in D15 anticipandoci la conclusione della vicenda mette Harlan in secondo piano dietro Roger Sheldon che suona la sua ultima canzone, in D16 vediamo un ‘piccolo’ Harlan sovrastato dalla potenza di Legba: effettivamente non sarà facile sconfiggere il Maestro della Notte.

Tutto torna: E dai preview visti recentemente nella storia doppia di Boselli e Genzianella ambientata sempre negli Stati Uniti avremo il piacere di rivedere in azione anche Baron Samedi, come potete vedere dalla bella tavola qui sotto!

 

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