Il prezzo dell’onore (ed. Libreria)

Scritto da Paolo M.G. Maino

1 Feb, 2019

È uscita a settembre la riedizione in grande formato (19×26) de Il prezzo dell’onore uscito nella collana Le Storie nell’aprile del 2015 (n.31). Si tratta di un western atipico, crudo e ironico allo stesso tempo scritto da Fabrizio Accatino e disegnato da Paolo Bacilieri. L’edizione da libreria è un vera gioia per gli occhi ed esalta i disegni così particolari dello stile di Paolo Bacilieri.

 

 

Il prezzo dell’onore

Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino

Disegni e copertina: Paolo Bacilieri

La storia in breve: Zip e Lester sono due soldati dell’esercito americano di stanza in California nel 1871. Non sono proprio due modelli di ‘buoni soldati’ e la loro avventura sembra destinata ad una rapida conclusione fin dalle prime battute: quello che li aspetta è la forca per aver disobbedito agli ordini, essere responsabili di violenze e omicidi immotivati e aver tentato la diserzione. Ma – e ovviamente ci deve essere un ‘ma’ che fa scattare la trama principale – un evento fortuito apre la strada ad un nuovo cammino ai due accompagnati anche dal tenente tutto disciplina e moralità Robert Goodloe. Teatro di una possibile redenzione è il paesino di El Cantito dove imperversa la terribile banda degli Estigarribia. Gli abitanti di El Cantito accolgono i tre come l’aiuto mandato dall’esercito per difenderli e per risolvere la loro difficile situazione. Il finale è un continuo e frenetico rincorrersi degli eventi per arrivare allo scioglimento finale, che non potrà che essere paradossale e inaspettato.

Il volume è arricchito da una serie di disegni e schizzi preparatori di Bacilieri e da un lungo articolo di Accatino che racconta la genesi e le fasi di realizzazione del fumetto e articolo e schizzi non si allontanano dallo spirito generale dell’albo: una vincente commistione di ironia e realismo (ma come spesso mi capita di dire la descrizione della realtà difficilmente è efficace senza uno spazio più o meno ampio al realismo). Del lungo articolo di Accatino riporto solo la gustosa descrizione del lento corteggiamento dello scrittore a Mauro Marcheselli, direttore editoriale in Sergio Bonelli Editore nel periodo di ideazione della storia. Marcheselli, che già aveva accettato con qualche resistenza per la atipicità della collana Le Storie di accogliere il soggetto grottesco di Accatino, era stato categorico nel dire che non poteva essere Bacilieri a disegnarla sostenendo che «è già sufficiente uno sceneggiatore eccentrico, ci manca solo che sia eccentrico anche il disegnatore». Ma il lento lavoro ai fianchi di Accatino ha prodotto il risultato sperato e Bacilieri è stato fortunatamente accolto nel progetto.

La sceneggiatura di Accatino guarda a un mix di generi del western: dalle sfumature dure e violente di Peckinpah (o più recentemente de Gli Spietati di Eastwood) per le quali mi basta qui citare la sequenza di sparatorie di pp.97-98 o il modo in cui si risolve la vita terrena di Marcelo Estigarribia nella vignetta 1 di p.80 (Blam!) allo spaghetti western di Sergio Leone (guardate la tavola di p.110 e ditemi se non sembra tratta da Il buono, il brutto e il cattivo?) passando per scene e inquadrature alla John Ford (tutta la scena dell’attacco degli Apaches da p.21 o anche il paesaggio alla Monument Valley di p.24). Accatino ama il western e lo omaggia con una storia che rivolta come un guanto gli stilemi del genere e li ripropone con vivacità e originalità (originale e western vanno insieme? sì come possono andare insieme classico e originale!). Le figure di contorno completano il quadro e danno profondità alla narrazione e poi su tutto sentiamo quasi con una percezione tattile la polvere e il sudore delle lande semidesertiche della California.

Essenziale per la visualizzazione del soggetto di Accatino è la linea chiara dei disegni di Bacilieri che realizza un’ennesima perla nel suo già folto elenco di opere. Bacilieri che è anche autore completo sa bene quanto il disegno sia nel fumetto funzionale alla narrazione e in questa storia senza rinunciare ad una virgola del suo gusto espressionistico ed eccentrico che ama caratterizzare fortemente le varie umanità dei personaggi che passano sulla scena delle sue tavole e che allo stesso tempo ama i paesaggi che fanno da sfondo essenziale alla vicenda narrata che sia la Torre Velasca come in tante storie milanesi o che siano le formazioni rocciose e il deserto o la main street di El Cantito come in questo western).

Esperimento riuscito quindi questo eccentrico western? Direi ampiamente riuscito tanto da farmi sperare in un seguito che possa raccontarci altre avventure di questo polveroso western. Un esperimento per altro che ha anticipato di qualche anno la trasposizione a fumetti del western grottesco e crudo Deadwood Dick di Joe R. Lansdale. E se volete leggere altre storie di Accatino recuperatevi anche la sua re-interpretazione del fantasy Il mistero del lago con i disegni di Tommaso Bianchi.

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