Il pozzo dell’oblio – Dampyr n.318 (settembre 2026)

Scritto da Paolo M.G. Maino

7 Ott, 2026

Avete già trovato in edicola il numero di ottobre di Dampyr (ossia la prima parte della storia di Mauro Boselli per i disegni dell’esordiente Emiliano Albano), ma io devo ancora rendervi conto del numero di settembre ossia Il pozzo dell’oblio che vede alla sceneggiatura il veteranissimo Claudio Falco e al doppio ruolo di soggettista e di disegnatore Andrea Del Campo che torna tra le pagine di Dampyr a due mesi di distanza dal suo prologo per la storia doppia albanese di Maurizio Colombo e Fabrizio Longo su soggetto di chi vi scrive. E del resto Del Campo è oltre che bravo ed efficace è anche rapido.

Ma il tutto genera una particolarità penso abbastanza rara: tre numeri di fila con il soggettista che non coincide con lo sceneggiatore, avvenimento che rende merito alla molteplicità di mani che sono necessarie per la realizzazione dei nostri amati fumetti mensili.

 

 

Il pozzo dell’oblio – Dampyr n.318

Soggetto e disegni: Andrea Del Campo

Sceneggiatura: Claudio Falco

Copertina: Michele Cropera

E oltre alla molteplicità di mani c’è bisogno di una intuizione iniziale frutto di conoscenze e di ricerche che porta alla stesura del soggetto. Lo so in prima persona visti i due soggetti che sono poi diventati storie di Dampyr nell’estate del 2025 e in quella del 2026 (e chissà che anche l’estate del 2027 non mi veda in edicola… vedremo!). In questo caso Andrea Del Campo è partito da racconti del folklore della sua città, Catania, e li ha sviluppati in un soggetto che si inserisce nella saga di Dampyr e che anzi si va a collegare con altre storie in terra italiana e in Sicilia in particolare.

 

 

Su questo soggetto si è mossa la sceneggiatura di Falco che ha poi consentito al Del Campo disegnatore di disegnare particolari a lui cari (la cattedrale di Catania, il centro, i palazzi storici di ottocento e inizio novecento, via Etnea, il Policlinico della città…). Sono tavole che trasudano affezione e amore per la propria terra. Ma poi c’è l’azione e Falco che conosce bene Del Campo lo sfrutta con momenti di puro dinamismo e orrore che esplodono nella conclusione. 

Un numero che offre una bella variante all’interno dei nemici di Dampyr: la Marebecca è un demoniaco genius loci che può ricordare le driadi di tradizione celtica (e mi ha ricordato letteralmente una driade di uno dei primi numeri di Dragonero, segno del legame che esiste tra tanti racconti di leggende a varie latitudini). Un personaggio inquietante e che si lega in modo viscerale al rapporto tra mamma e figli andando quindi a snidare paure ataviche. Per altro il legame madre/figlio è l’oggetto della copertina di Michele Cropera che rappresenta drammaticamente le lacrime della madre.

 

 

Un altro orrore italiano che si aggiunge alla lunga serie di storie ambientate nel nostro ‘bel paese’ che è pieno di racconti di paura oltre che di misteri (o anche di mysteri per citare un altro eroe bonelliano). E ci auguriamo di leggerne ancora molti!

In sintesi una bella storia che si fa leggere volentieri e che conferma l’ottima annata dampyriana. E ora ci attende il ritorno di Boselli per ottobre e novembre e la chiusura dell’anno. L’impressione è che Dampyr abbia ancora tante storie da raccontarci!

 

 

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