Fiamme nel Bayou – Tex n.788 (giugno 2026)

Scritto da Francesco Benati

9 Lug, 2026

In contemporanea con l’arrivo nelle edicole del nuovo Tex mensile, edito come sempre dalla Sergio Bonelli Editore, vi proponiamo la recensione dell’ultimo uscito intitolato Fiamme nel Bayou che conclude la storia doppia iniziata nel numero precedente. Ai testi troviamo la coppia composta da Pasquale Ruju al soggetto e alla sceneggiatura e da Massimo Rotundo ai disegni.

 

 

Fiamme nel Bayou – Tex n.788

Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Massimo Rotundo

Copertina: Claudio Villa

La storia, come già ricordato nella recensione precedente, è il seguito diretto del Texone Tempesta su Galveston ad opera dello stesso duo e uscito originariamente nel 2015 del quale riprende l’ambientazione e alcuni dei personaggi introducendone di nuovi.

Sono passati alcuni anni dagli eventi che hanno visto coinvolti Tex e Carson nello scontro contro il colonnello Woodlord e i due ranger vengono richiamati in città con un pretesto dal figlio del defunto colonnello, il quale ha un piano per vendicarsi della morte del padre colpendo tutti coloro che hanno contribuito alla sua disfatta. Per farlo rapisce la moglie e il figlio di Leonidas, un ex bandito soprannominato El Lobo, per costringere quest’ultimo a prendere parte al suo piano di vendetta.

Nel secondo volume giunge a conclusione la vicenda con Tex e i suoi alleati che vedono la rete di Woodlord stringersi su di loro. Tuttavia, il complesso piano del nemico non tiene conto di alcune variabili che finiranno per scompaginare le carte.

 

 

Lo abbiamo già detto varie volte: negli ultimi anni il lavoro di Pasquale Ruju su Tex non è stato all’altezza del periodo precedente. Che questo sia dovuto a un fisiologico calo d’ispirazione o a un effetto secondario delle numerose uscite texiane che, inevitabilmente, obbligano gli autori a moltiplicare le storie prodotte, sarà la Storia del fumetto a stabilirlo. 

Quello che invece è giusto segnalare è che in questa storia Ruju è tornato ai suoi consueti buoni livelli confezionando una storia piacevolissima da leggere che, pur pagando pegno al Texone, è perfettamente leggibile in autonomia. I nuovi personaggi, pur senza brillare di originalità, svolgono adeguatamente il loro lavoro e si prendono ognuno il giusto spazio sulla scena. Mancano forse quelle due o tre zampate che permetterebbero alla storia di prendere definitivamente il volo, ma per il momento va benissimo così.

Certo, la storia non è perfetta (il piano di Woodlord è effettivamente macchinoso e pieno di incognite, mentre i vecchi personaggi fanno un po’ la figura delle sagome di cartone dato che si limitano a farsi rapire e/o manipolare), ma nel complesso stiamo parlando di un’avventura capace di donare al lettore un paio d’ore di divertimento.

 

 

In quanto a Massimo Rotundo, il suo lavoro si rivela ottimo come sempre: l’aver lavorato al Texone gli permette di ritornare su figure già note e su ambientazioni a lui congeniali come le paludi dell’America più profonda e rurale. Se infatti il primo albo vantava un’ambientazione leggermente più urbana, qui sono le insidiose paludi del bayou a farla da padrone e Rotundo le tratteggia rendendole vive e vibranti. Pare quasi di percepire la superficie dell’acqua smossa dai coccodrilli, il ronzio delle zanzare e il sibilare dei serpenti mentre le pagine scorrono una dopo l’altra. 

Una buona storia, in sintesi, di quelle capaci di riconciliare i lettori con Tex dopo diversi mesi un po’ sottotono.

 

 

Ti potrebbero interessare

0 commenti

Verificato da MonsterInsights