Riprendiamo la nostra rilettura tramite la app Bonelli Digital Classic (e ogni tanto qualche albo di carta per assaporarlo di nuovo) di Nathan Never e dopo le puntate dedicate al 1991 e al 1992, eccoci a gennaio 1993.

Nathan Never Story: 1993

L’ora della vendetta di Antonio Serra e Esposito Bros è un altro capitolo della lunga sottotrama legata alla famiglia Skotos. Un giallo classico che mette in gioco robot assassini non bloccati dalle leggi della robotica e introduce un nuovo personaggio: Jack Ryan.  Jack è un personaggio che ha una evoluzione davvero particolare all’interno della serie e sarà interessante seguirlo. Nasce come figlio di Skotos, poi abbandonato e rinnegato da Aristotele e lasciato come morto e lacerato dai pirahna. È lui che si deve vendicare e fare i conti con il suo passato (tema evidentemente molto importante narrativamente per la banda dei sardi). Al termine della storia Jack diventa (forse un po’ velocemente…, ma i due numeri successivi recuperano questa fretta) nuovo Agente Alfa. Buona e solida prova dei fratelli Esposito ai disegni.

Ma con Delirio la banda dei sardi mostra la sua cura della continuity perché le perplessità che avevo sul numero precedente sono risolte in questo albo scritto da Bepi Vigna e disegnato da Stefano Casini. Di fatto Jack Ryan è insieme a Nathan il focus così da consentire al lettore di conoscere meglio il nuovo personaggio attraverso una paura del passato (l’acqua dove è stato martoriato dai piranha) che deve vincere nel presente. Delirio è un numero corale dove la vendetta di un antico criminale fermato da Nathan quando era poliziotto è pretesto per raccontare dell’agenzia Alfa e delle relazioni strette tra gli agenti. Poi c’è anche Ann, ci sono gli unicorni alla ‘Blade Runner’, c’è la morte de Il Settimo Sigillo e c’è tutto lo spazio dei sentimenti che spesso troviamo nelle storie affidate a Casini.

La trilogia sull’ingresso di Jack Ryan si conclude con Demoni che vede l’esordio del compianto Pino Rinaldi sui testi di Antonio Serra. La storia vede il ritorno di Athos Than (NN3/4) che da remoto con un microchip sofisticato ed un telepate porta alla follia Nathan che proprio grazie a Jack e al suo volto sfigurato riesce a rinsavire. Disegni splendidi e marvel style di Rinaldi e storia che scorre con mille scene di azione e che vede ancora una volta protagonista tutta l’Agenzia Alfa (compresa in qualche modo anche Jasmine che è sempre più interessata sentimentalmente a Nathan). La battuta finale messa in bocca a Nathan apre l’orizzonte del multiverso: ‘esiste una sola realtà?’. Tema molto amato da Serra che sulla cosa farà partire il suo Gregory Hunter

Serra ritorna anche nell’albo di aprile Un mondo perduto per i disegni di Dante Bastianoni. Ed è un albo che ci fa entrare in altri temi e suggestioni amate da Serra e dagli autori di Nathan. Scopriamo chi c’era dietro al dinosauro del numero 10 facendo così la conoscenza di un nuovo mad doctor: Masato Odaka. Classico cattivo da film e fumetti anni 50/60 che vuole dominare sul mondo con una folle ideologia ambientalista. Si introducono poi due nuovi personaggi che torneranno: Ran, la donna tigre costruita a laboratorio e che diventa alleata di Nathan; e il Godzilla del mondo di Nathan (e Godzilla è un altro grande amore cinematografico di Serra). Inoltre Sigmund va incontro ad una evoluzione da uomo di azione perché comincia ad esplorare il cyberspazio dove le sue fragilità e debolezze sembrano essere superate e si può presentare per quello che è (ma ovviamente si tratta spesso di medaglie con facce opposte e il seme di un lato oscuro è già presente). Un numero di alta fattura che celebra i due anni di vita di Nathan in edicola e conferma il talento di Bastianoni.

Maggio e giugno sono i mesi della prima storia doppia del 1993 affidata ai disegni del già veterano Germano Bonazzi per i testi di Antonio Serra. Si tratta di una doppia che si muove su una strada abbastanza classica: l’aiuto alla principessa rapita (in effetti questo è il titolo La prigioniera del castello) per poi andare a recuperare le vicende de Il monolito nero (che vi ricordo è stato il primo numero scritto e pensato come avvio per la serie). Infatti i genitori dei ragazzi irretiti dalla religione del Monolito Nero vogliono vendetta e vogliono eliminare in modo terribile sia l’ex capo della setta sia chi ha svelato le falsità della setta ossia Nathan Never. Ma su questa storia base si inseriscono delle digressioni molto importanti che legano passato, presente e futuro. Ancora una volta è il passato da poliziotto a mostrarsi in un duro e drammatico flashback nel numero di giugno in cui vediamo un Nathan presuntuoso e eccessivamente sicuro di sé che deve riconciliarsi con chi ha deluso e in qualche modo ferito nel passato (la sua collega di allora Yvonne). Anche il presente pone Nathan davanti ad un dilemma: accettare l’amore di e per Janine o cedere alla tentazione dell’isolamento e dell’anaffetività? Serra apre uno spiraglio sia sul passato sia sul futuro e lascia aperta la porta della speranza. Da segnalare anche le tante pagine di ambientazione fantasy prima a descrivere un film che Nathan e Janine stanno guardando e poi nell’avventura psichedelica a cui è costretto nel secondo albo Nathan stesso. 

Lo speciale estivo del 1993 Dallo spazio profondo è a firma di Michele Medda e Roberto De Angelis e gioca sulle due parole chiave del titolo: lo spazio è quello interstellare legato alla sottotrama della Fratellanza Ombra e il profondo è quello delle fosse oceaniche che era di moda a partire da The Abyss di Cameron del 1989. E al di là delle citazioni più o meno esplicite, sullo sfondo della guerra tra Skotos e la Fratellanza Ombra, si tratta di un capitolo importante che introduce la giovane Mary Mather, il cui nome gioca con l’inglese mother, madre. Nathan è inviato in una base sottomarina che si trova per un atto terroristico in carenza di ossigeno. Per uscirne bisogna risolvere un altro mistero: un bozzolo di origine aliena che sembra violenta, ma in realtà sta cercando solo una strada per comunicare. E la chiave è proprio Mary Mather: tramite lei si realizza la comunicazione che salva tutti e oltre a questo Mary resta incinta dell’alieno. E la vicenda avrà sviluppi importanti. Un giallo claustrofobico di bella intensità e che merita tra le storie del 1993 di essere riscoperto.

Luglio vede due altre uscite per Nathan: il numero 27 Vampyrus e il primo almanacco della fantascienza. Vampyrus è un numero totalmente figlio di Dylan Dog: è una storia horror che sfrutta il mito del Dracula di Bram Stoker e lo trasporta nel futuro fantascientifico di Nathan. La trama è la stessa (ma con il condimento di mutazioni genetiche) con Nathan insieme all’avvenente commissaria Kaurismaki (altra citazione) nel ruolo di Van Helsing, Vlad Shrek in quello di Dracula e poi la figura di Mina sdoppiata tra Lucy che scrive un crepuscolare diario e Mina che cade succube volontariamente di Vlad. Testi di Medda, il più dylandogghiano dei tre sardi e disegni di un Nicola Mari che comincia ad accentuare il suo forte espressionismo. Una storia stand alone che merita la rilettura anche per i tanti easter eggs che vi troverete.

Vendetta yakuza è il titolo della storia contenuta nel primo almanacco della fantascienza a firma di Vigna e di De Angelis che dopo il numero zero, apre la strada anche di questa serie annuale (e aprirà anche i Giganti). Questa storia è un concentrato del Nathan delle origini. Un noir alla francese pieno di figure affascinanti e tragiche con un finale agrodolce. La storia gioca su furti informatici che toccano la Yakuza che si vuole vendicare contro gli hacker che si sono serviti per i loro loschi affari di una ragazza, Kora, che ha un impianto di banca dati nella testa. La Yakuza realizza il suo obiettivo e Nathan qui di fatto è sconfitto, ma il cuore del racconto è il rapporto tra Nathan e Kora, che in una casa di prostitute virtuali si è innamorata ricambiata di Nathan lì giunto dopo la morte di Laura. Una storia di amore sincero che in qualche modo ha aiutato entrambi a rimanere ancorati a speranze. Una storia poco nota che potrebbe meritare una ristampa nei pocket!

Dopo Bram Stoker è il turno di Conrad che viene omaggiato in una versione virata su aspetti ecologici e di critica alla violenza dell’uomo bianco contro uomini e natura di quello che un tempo si chiamava terzo mondo: questo è il cuore dell’albo Cuore di tenebra di Vigna e Casini, uno stand alone che però tratteggia anche qualcosa della biografia di Nathan che nella foresta dove si svolge la vicenda ha passato degli anni da ragazzo al seguito del padre. Tante figure tragiche, sole, sconfitte si affacciano in questa personale versione di Apocalypse Now. Casini continua nel suo percorso di grammatiche di tavole nuove per casa Bonelli e nel suo stile fortemente espressionista. Vigna è bravo a ricombinare sempre le carte e a continuare a farci cambiare giudizi su chi è cattivo e chi è buono per arrivare a dire che non esiste una persona che sia solo buona o solo cattiva. C’è del bene e del male in tutti. Ed è così anche in Nathan, che pare essere l’angelo della distruzione per la foresta che fa bruciare (in opposizione al padre che l’aveva salvata) ma salva alla fine la libertà di un ragazzo, vero seme di speranza di un mondo negativo.

Io, robot di Serra e Francesco Bastianoni ci porta in un tema tipicamente asimoviano (del resto il titolo è chiaro come tante citazioni più o meno esplicite nell’albo stesso) riletto in una doppia chiave alla Nathan Never: da un lato l’umanità delle macchine, la rivisitazione in chiave fantascientifica del mito di Frankestein che oggi per altro è molto attuale in tema di IA e Internet of things; dall’altra il World building che fa altri passi in avanti approfondendo le caratteristiche di C-03 come Mac e di C-09 come Link. Un numero che non mi ricordavo proprio e che ho letto con piacere. Niente di clamoroso ma narrativamente importante.

L’ultima onda è di fatto un altro remake fumettistico. Vigna e Casini mettono in piedi il Point Break di Nathan Never. È questa l’ultima onda del titolo. Una struggente storia di tradimenti, desideri senza limiti, lontananza. Insomma il classico Nathan musone in cui gli aspetti fantascientifici sono secondari rispetto ai temi umani e psicologici. C’è anche un pezzo della storia tra Nathan e Laura e in particolare proprio il primo incontro. Nathan è un eroe imperfetto, pieno di titubanze e di rimorsi. E quel mare tempestoso finale con la pioggia battente lascia esattamente quel senso di amarezza del film della Bigelow.

Tornano Serra con De Angelis in tempi record dello speciale estivo e ci consegnano L’enigma di Gabriel, tassello chiave della trama della Fratellanza Ombra (torna Nusuth che è nel corpo di June di NN.7-8) e della lotta con Skotos. A farla da padrone è l’elemento alieno che è rappresentato da Gabriel (il Superman dell’universo di Nathan) e da Raven, nuovo scagnozzo di Skotos (mentre ci saluta definitivamente Kal, mai davvero pericoloso). Torna anche Mary Mather. Numero tutto azione e mistero. Che serve anche da collante per la trama di Ann. Insomma le basi della saga dei primi tre Nathan Never Giganti.

Dicembre raddoppia la posta in gioco (portando Nathan ad avere la bellezza di 15 uscite annuali dopo solo due anni dal primo numero) con il terzo speciale (semestrale quindi) Caccia al ladro. Una storia di taglio mysterioso (un debito dichiarato in prefazione) ricca di azione su una trama classica da guardie e ladri, ma una storia essenziale perché introduce le sorelle ladre Frayn che soprattutto per May avranno un peso importante sia sulle pagine di Nathan Never e annessi sia per Legs Weaver. April e May al termine dell’albo diventano agenti Alfa, mentre July segue per ora un altro percorso che avrà sviluppi significativi. Testi di Serra e disegni di Casini (anche lui molto ricorrente tra i disegnatori della serie).

L’ultimo numero della serie regolare del 1993 è Il canto della balena. E ancora una volta c’è un modello narrativo, ossia Moby Dick di Melville. Un numero molto ecologista che oggi risulta ancora più forte e incisivo. Serra confeziona una storia in cui gli agenti Alfa devono aiutare… il cattivo, ossia il corrispettivo del capitano Achab che vuole uccidere una gigantesca balena che presenta una particolare colorazione rossastra. Gli Alfa (qui si introduce per la prima volta Thorwald, agente Alfa del nord) guidati da Nathan e Legs devono intervenire a fermare quelli che all’inizio si presentano come ‘i buoni’ cioè gli ecologisti che vogliono difendere la natura e la balene. Ma il risvolto di Serra non porta ad una soluzione facile da bianco e nero, semmai apre lo spazio grigio dell’assenza del dialogo e critica le contrapposizioni senza possibilità di trovare punti di accordo. Un ultimo ma importantissimo nota bene… in questo alba esordisce in Bonelli, Mario Alberti! Un tratto ancora giovane, ma già si intravvede la grandezza dell’artista.

Ah… a proposito di Legs, i due speciali hanno avuto un albetto di 32 pagine allegato dedicato solo a lei con due storie di origini e di azione per i disegni di Calcaterra e Artusi (due altri esordi importanti). E nel mitico Giornale di Sergio Bonelli Editore di dicembre 1993 si preannunciava la serie regolare di Legs. Che dire? L’universo di Nathan stava dispiegando le ali e soprattutto stava moltiplicando le pubblicazioni e lanciando grandi nomi.

 

 

Ti potrebbero interessare

Nathan Never Story: 1992

Nathan Never Story: 1992

La nostra rilettura anno per anno delle tante avventure di Nathan Never, che abbiamo intrapreso complice la ottima app...

Nathan Never Story: 1991

Nathan Never Story: 1991

Complice l’abbonamento a Bonelli Digital Classic e complice la pubblicazione da poche settimane di tutto lo scibile...

0 commenti

Verificato da MonsterInsights