Il frutto della peste – Dampyr n.315 (giugno 2026)

Scritto da Paolo M.G. Maino

24 Giu, 2026

Dopo la doppia storia in terra nipponica firmata da Mauro Boselli e Giorgio Gualandris (che mi riprometto a breve di recensire) e prima della doppia in terra albanese di Maurizio Colombo, Andrea Del Campo e Fabrizio Longo a partire da un soggetto di chi vi scrive, a giugno il Dampyr 315, Il frutto della peste ha visto il ritorno dopo il numero 253 I figli di Pontemorto (per altro anche in quella circostanza Harlan aveva a che fare con un luogo maledetto) come sceneggiatore di Mirko Perniola, poliedrica penna al servizio di tante testate bonelliane, e l’esordio assoluto di Vito Rallo ai disegni.

Si tratta di una classica avventura ‘a solo’ di Harlan che ben si inserisce in alcuni fil rouge della nuova curatela di Gianmaria Contro per la serie dell’ammazzavampiri della casa editrice milanese.

 

 

Il frutto della peste – Dampyr n.315

Soggetto e sceneggiatura: Mirko Perniola

Disegni: Vito Rallo

Copertina: Michele Cropera

Harlan si reca in Ossezia e in particolare nella necropoli di Dargavs, un sito archeologico (vero) dove sono seppelliti oltre 10.000 morti. Un luogo ricco di leggende e inquietanti interpretazioni che sono state spunto per una rilettura dampyriana da parte di Perniola (che lavoro molto su Martin Mystère e ben sa muoversi in certi mysteri).

La vicenda è facilmente riassumibile: una spedizione archeologica e speleologica finisce in un massacro. L’unica sopravvissuta attraverso l’amico Milius contatta Harlan che deve risolvere il caso affrontando un nemico insidioso e dai poteri inaspettati.

L’albo è ancora in edicola e quindi non voglio aggiungere spoiler, ma volevo indicare gli elementi per cui val la pena recuperarlo e leggerselo con calma.

Dal fronte dei disegni Vito Rallo è davvero una piacevole scoperta. Ottimo il suo Harlan sia nei momenti più da eroe di azione che in quelli più umani e sofferenti; belle le scene di azione all’interno dei chiaroscuri della necropoli; curati i dettagli del particolare contesto della necropoli e altrettanto efficace la ricostruzione della Dargavs del XVIII secolo da cui si avvia (e a volte torna in flashback) la vicenda. In sintesi Rallo è un disegnatore che ha nel suo DNA il racconto horror e si mostra subito a suo agio nelle ambientazioni dampyriane per cui così come dice Contro nell’editoriale ci auguriamo che possa tornare in futuro.

 

La storia gioca su due elementi ben calibrati da Perniola: da un lato la ricerca della fonte dell’eterna vita di un novello e alchilico Frankenstein e dall’altro la dannazione di una vita non-vita. Amore e morte – mi si dirà – che cosa c’è di più potentemente narrativo di questa coppia spesso antitetica? Perniola gioca nel farlo su archetipi dampyriani che come già visto in molti numeri post-300 vengono ripresentati in modo nuovo e con una certa variatio ovvero il tema o il modello di fondo è chiaro, ma le sfumature che si inseriscono rendono la risoluzione della vicenda meno scontata e prevedibile. Oksana, la tragica antagonista del Dampyr in questo numero, è figura ben tratteggiata da Perniola ed è quindi un personaggio che raggiunge il lettore. Qualche elemento resta in sospeso e meriterebbe approfondimenti e sviluppi, ma indipendentemente dal fatto che questo avvenga in futuro, si tratta anche di sensate omissioni (o ellissi) che rendono ancora più affascinante la lettura.

Buona lettura o rilettura!

 

Ti potrebbero interessare

0 commenti

Verificato da MonsterInsights