Tex 70 anni di recensioni: 1981

Scritto da Francesco Benati

5 Mag, 2023

Nuovo capitolo di questo nostro viaggio alla riscoperta della grande saga di Tex Willer, il personaggio creato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini nel 1948 e che nel 2018 ha festeggiato il settantesimo anniversario di presenza ininterrotta nelle edicole.

Per questa serie di recensioni anno per anno della saga del ranger prendiamo in considerazione la numerazione della Seconda Serie Gigante, il cui primo numero risale al 1958, quella più venduta e amata dai lettori e che prosegue ancora oggi e che per quasi cento numeri ha riproposto le storie di Tex uscite negli albi a striscia dal 1948 fino alla fine degli anni ’60.

 

70 anni Tex: 1981

 

Il 1981 si apre con la già citata Il segno di Cruzado di cui abbiamo già parlato nel capitolo precedente. A seguire abbiamo Il figlio di Cochise, storia di GL Bonelli disegnata da Erio Niccolò per la maggior parte e poi da Francesco Gamba (non indicato nei crediti, ma il cambio di stile è evidente) per la conclusione. Si tratta di una vicenda classica e già vista: due compagnie ferroviarie, la South & West e la Western Pacific, sono in competizione tra loro per la costruzione di una rete ferroviaria e il ricco Tyrell, magnate della Western Pacific, vuole mettere i bastoni fra le ruote ai rivali. Assolda così un gruppo di pistoleri per fargli compiere razzie ai danni della South & West facendoli travestire da bandoleros messicani per non destare sospetti. Tex Willer e Kit Carson mangiano la foglia e si rivolgono a Tazhay, figlio del capo Apache Cochise per sventare il piano criminoso.

Una storia senza infamia e senza lode di un GL Bonelli già in fase calante che però intrattiene più che dignitosamente il lettore. Il passaggio di mano fra Niccolò e Gamba è abbastanza evidente anche se quest’ultimo cerca di imitare il più possibile lo stile del collega, anche se alla fine la differenza fra i due si nota.

 

70 anni Tex: 1981

 

Segue Il marchio di Satana, probabilmente una delle ultime storie di GL Bonelli ad essere davvero buona in tutto e per tutto (pur non risultando ai livelli epici de Gli eroi di Devil Pass di cui abbiamo già parlato). Ai disegni un ispiratissimo Ferdinando Fusco.

Tex e Carson stanno indagando sul caso di alcune ragazze della tribù Zuni rapite e scomparse. Le indagini li portano prima in una misteriosa costruzione isolata piena di simboli esoterici e dall’aspetto sinistro e poi al villaggio di Quemado dove si imbattono in una piccola comunità composta da soli uomini dove è evidente che c’è qualche segreto da nascondere. 

Esoterismo, atmosfere cupe e disturbanti e una dose di violenza piuttosto marcata la fanno da padrone in questa vicenda che tiene incollato il lettore per tutta la durata e che presenta una particolarità ai tempi insolita per la serie: si tratta di una delle pochissime storie di due albi precisi che iniziano alla prima pagina del primo albo e terminano all’ultima del secondo. Una rarità all’epoca, se consideriamo che la maggior parte delle storie non aveva una durata definita e spesso iniziavano a metà albo o addirittura a poche pagine dall’inizio o dalla fine. 

Molto buoni i disegni di un Fusco davvero a suo agio in questa storia: il suo stile è ancora molto legato a quanto faceva ai tempi di Lone Wolf, ma la progressiva maturazione del suo tratto è ben evidente.

Se Il marchio di Satana è una rarità per essere una storia da due albi precisi, la successiva Giungla Crudele di Guido Nolitta e disegnata da Giovanni Ticci è ancora più rara in quanto è una storia da tre albi pieni, ben 330 pagine di pura avventura in Sudamerica. 

 

70 anni Tex: 1981

 

Kit Willer viene coinvolto dal fotografo O’Sullivan in una spedizione esplorativa diretta a Panama. Qualche tempo dopo, Tex viene a sapere che la spedizione alla quale partecipa il figlio corre un serio pericolo: qualcuno è intenzionato a farla fallire a costo di usare la violenza e così il ranger parte per raggiungerla. Fra serpenti velenosi, indios e belve feroci, la spedizione rischia di andare incontro al disastro.

A parere di chi scrive, si tratta di una delle migliori storie di Guido Nolitta su Tex: atmosfera, avventura e un po’ di sano divertimento rendono la lettura di questi tre albi un autentico piacere. Dopo aver scritto una storia a suo modo complicata dal punto di vista della figura di Tex, Nolitta fa un ottimo lavoro proprio nella caratterizzazione del ranger. Certo, è comunque molto diverso da quello del padre, ma in questo caso è fuor di dubbio che Tex si comporti da Tex.

Ottimi i disegni di un Giovanni Ticci in piena ascesa, anche se coadiuvato da Vincenzo Monti in alcune vignette. Dirottato dai consueti scenari del sudovest degli USA a quella giungla tropicale, il disegnatore senese non sbaglia un colpo e si conferma essere un autore in grado di realizzare qualsiasi cosa. 

A una bellissima storia ne segue invece una delle peggiori di Nolitta su Tex: Artigli nelle tenebre, per i disegni di Guglielmo Letteri.

 

70 anni Tex: 1981

 

Tex e Kit, di ritorno dalla spedizione di O’Sullivan (non è proprio una novità, ma questa questa storia è in continuity diretta con Giungla Crudele), si imbarcano sulla Mariposa, una goletta che li riporterà a casa. A causa di un ammutinamento nel corso di una tempesta, la nave fa naufragio sull’isola di Providencia dove Tex e Kit verranno coinvolti in un tentativo di colpo di Stato da parte di Steven Brooke, mitomane intenzionato a diventare una leggenda, mentre dalla stiva della nave incagliata negli scogli si risvegliano due dinosauri ibernati.

Una storia breve, meno di due albi, ma estremamente confusa e confusionaria, piena di personaggi macchietta (Brooke su tutti), ma priva di una direzione precisa con i dinosauri che, invece di essere il fulcro della vicenda, si rivelano essere quasi un incidente di percorso. 

Il buon lavoro di Guglielmo Letteri viene vanificato affidandogli una storia con i mostri più o meno giganti, un genere nel quale il disegnatore non è a proprio agio e si vede.

 

70 anni Tex: 1981

 

Chiude l’anno e apre il successivo La valle infuocata, ancora di Nolitta, sua terza storia consecutiva, per i disegni di Ferdinando Fusco, autentico velocista del disegno con ben due storie apparse sul mensile nel giro di pochi mesi. 

Tex e Kit Willer (una delle coppie prediletta da Nolitta assieme a quella composta da Tex e Tiger Jack, mentre Carson è sempre stato meno utilizzato) sono in viaggio e si imbattono in una carovana diretta verso la Death Valley. I conducenti sono dei bianchi che stanno trasferendo un’intera tribù Shoshone per farli lavorare in cambio di un giusto salario. In realtà il ranger scopre ben presto che gli indiani sono ridotti in schiavitù a Furnace Creek, preda di una banda di biechi affaristi intenzionati ad arricchirsi con manodopera a bassissimo costo. Tex e Kit si preparano così a sgominare l’intera organizzazione.

Una buona storia con il consueto Tex nolittiano che commette qualche ingenuità di troppo, ma comunque ben caratterizzato nella sua volontà di raddrizzare i torti e pronto mandare a gambe all’aria un’intera cricca criminale.

Molto buoni, come sempre, i disegni di Fusco, specialmente nelle tragiche scene in cui Tex scopre le condizioni disumane in cui sono rinchiusi gli Shoshones.

Il 1981 termina qui: una buona annata con buone storie, eccetto la già citata Artigli nelle tenebre, alla quale seguirà invece il 1982, dove l’esito, lo vedremo, sarà radicalmente diverso.

 

 

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1 commento

  1. Complimenti. Ho scoperto da poco queste recensioni che mi hanno fatto tornare la voglia di rileggermi tutti i miei Tex (me ne mancano un bel po’ invero). Spero vivamente che continuiate a lungo.

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