I guerriglieri di Juan Cortina – Tex Willer nn. 41-46

Scritto da Francesco Benati

27 Ago, 2022

Come di consueto, vi presentiamo la recensione de I guerriglieri di Juan Cortina, la nuova saga di Tex Willer uscita negli ultimi mesi. Ben sei numeri compongono questa corposa avventura che vede al soggetto e alla sceneggiatura il curatore Mauro Boselli e ai disegni Bruno Brindisi, qui alla sua terza storia per l’ancor recente saga del giovane Tex.

 

I guerriglieri di Juan Cortina – Tex Willer nn. 41-46

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Bruno Brindisi

Copertine: Maurizio Dotti

 

Sinossi: Tex Willer si è unito al guerrigliero Juan Cortina che da diverso tempo conduce la propria guerriglia contro il Texas. La ragione per la quale Cortina ha voluto Tex al suo fianco è per affidargli una missione speciale: scoprire e punire i responsabili dell’assassinio del ranger Jim Callahan. Per farlo, Tex, assieme al fido Pedro, si muoverà fra ranger traditori, una misteriosa setta di incappucciati nota come i cavalieri del cerchio d’oro e indiani assetati di sangue. Nello stesso tempo, il ranger Milton Faver ha raggiunto Cortina per convincerlo a negoziare una pace con il Texas, ma l’esito di questa trattativa è appeso a un filo per via della misteriosa cospirazione dei cavalieri del cerchio d’oro che preparano una secessione del sud degli Stati Uniti per costruire un grande stato schiavista.

Da alcuni anni è consuetudine che le storie di Tex Willer vengano recensite solo a lettura ultimata e non mese per mese: l’elevatissima durata (quasi tutte le storie sono dai quattro albi in su) e la struttura interna dei racconti rendono molto più semplice fornire una panoramica complessiva invece che una per ognuno dei singoli albetti che compongono le storie. 

Mai come in questo caso, però, la scelta si è rivelata quantomeno felice: questa lunga saga, più delle altre, si presta benissimo alla lettura massiva e le ragioni sono numerose.

 

 

Per prima cosa, i personaggi che agiscono e dei quali i lettori devono ricordarsi i nomi, gli spostamenti e le intenzioni sono estremamente numerosi. Gli stacchi di scena (cioè il passaggio da una scena con Tex ad una con Cortina) sono repentini e frequenti per una narrazione scatenata che segue diversi binari paralleli che si congiungono solo nel finale. 

In secondo luogo, come conseguenza del punto precedente, leggendo questa saga si ha l’impressione di leggere un monumentale romanzo nel west, evidente omaggio che tutta la collana è al feuilleton caro a GL Bonelli, il creatore di Tex, che inserì sin da subito il ranger in queste narrazioni fluviali apparentemente infinite. Com’è ovvio, il Tex Willer di Boselli e il primo Tex di Bonelli sono molto distanti, ma li accomuna lo spirito e l’intenzione, quella di realizzare delle avventure potenzialmente infinite che si chiudono perché si devono chiudere. Leggendo I guerriglieri di Juan Cortina, la sensazione generale è che, se dipendesse da Boselli, questa storia non finirebbe mai e andrebbe avanti con nuove situazioni, nuove trovate e nuovi capovolgimenti di fronte. 

Inoltre si tratta di una saga davvero impegnativa, ben sei albi, quindi la lettura mensile si è dipanata da marzo ad oggi. In virtù dei due punti precedenti, risulta chiaro perché noi preferiamo l’approccio alla recensione complessiva (e quindi alla lettura complessiva) rispetto a quella mese per mese, la quale rimane comunque la preferita da gran parte dei lettori.

 

 

Resta il fatto che Boselli stesso è il primo promotore della lettura a puntate e che le storie sono strutturate di conseguenza, ma, per quanto riguarda chi scrive, una visione migliore si ha con la lettura massiva. Forse la storia perde qualcosa in quanto a ritmo e a struttura, non lo neghiamo di certo, ma riteniamo ne guadagni in quanto a fluidità e a resa finale.

Ciò detto, menzione d’onore a Boselli per il fatto di aver inserito i cavalieri del cerchio d’oro nella serie: trattasi di una società realmente esistita, di fatto l’antenata del Ku Klux Klan, che aveva come obiettivo la creazione di un grande stato schiavista nel sud degli USA. Il finale della storia, sul quale non facciamo ulteriori spoiler, lascia intuire che questa società segreta potrebbe diventare uno dei nemici ricorrenti del giovane Tex Willer.

 

 

Bruno Brindisi si conferma ottimo come sempre: si tratta di uno dei sempre più rari autori capaci di combinare un’elevata quantità di tavole con un’elevata qualità complessiva. Allo stato attuale è l’autore più pubblicato su Tex Willer con ben sedici albi firmati da lui, distanziando sempre di più il compagno di scuderia Roberto De Angelis, fermo a quota dodici (anche se lo Speciale Tex Willer uscito quest’estate ha il doppio delle pagine di un normale albo).

Brindisi, che sulle pagine di Tex aveva giusto una manciata di apparizioni, anche se di grande rilievo, su Tex Willer ha trovato la dimensione ideale per questa fase della sua carriera e ci auguriamo che rimanga su queste pagine ancora a lungo perché è indubbiamente fra i disegnatori più rappresentativi dell’intera serie.

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