In nome del figlio – Dampyr n.266 (maggio 2022)

Scritto da Paolo M.G. Maino

13 Mag, 2022

L’annata dampyriana arriva al suo momento più atteso: la miniserie Le origini che si sviluppa in 4 numeri a partire da maggio e fino alla fine dell’estate.

Prevista a suo tempo come accompagnamento fumettistico all’uscita del film Dampyr al cinema (chissà quando lo vedremo! Acc…), la miniserie vuole raccontare di nuovo e da vari punti di vista la nascita e la crescita di Harlan Draka e il suo svelarsi come Dampyr.

 

In nome del figlio – Dampyr n.266

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Luca Rossi e Stefano Andreucci

Copertina: Enea Riboldi

 

 

Ma in questo primo episodio Harlan compare solo nelle pagine finali perché come già in altri due episodi (n.27 e n.241) la parte del protagonista è di Draka senior.

La cornice narrativa è data da tre amici che si incontrano al bar! A parte gli scherzi, la birreria dell’Aquila Verde nel quartiere di Mala Strana è teatro dell’incontro tra l’amesha Caleb Lost, il buon diavolo Nik e Draka senior appunto.

Draka inizia a raccontare ai due ‘compagni di bevuta’ quello che l’ha portato a generare un Dampyr.

Il racconto parte esattamente dalla fine del n.241 Il cavaliere di Roccabruna quando Draka è a Praga al termine della Guerra dei Trent’anni. Assistiamo al primo incontro con Magister Caleb e alla promessa che Caleb avrebbe sorvegliato sul Dampyr se mai Draka lo avesse generato. 

Ma raccontare il resto sarebbe entrare nel terreno infido degli spoiler e quindi mi fermo qui e passo al commento.

 

 

La sceneggiatura è ancora una volta la dimostrazione di quanto Mauro Boselli ami gli ampi affreschi storici ricchi di personaggi che interagiscono tra di loro nel tempo e nello spazio. La materia che Boselli ha a disposizione è del resto amplissima: la Storia con la S maiuscola (la guerra dei Trent’anni, la seconda guerra mondiale…) e la storia dampyriana che ha una stratificazione ormai più che ventennale ed è piena zeppa di tantissimi personaggi minori e maggiori. Boselli ricombina questi elementi con maestria e coerenza e su questo sfondo ci offre una storia che ha la drammaticità di romanzi di amore e morte ottocenteschi. Perché di fatto questo primo numero de Le Origini è una storia di un uomo che vuole amare e che dopo aver perso la donna che aveva fatto breccia nel suo cuore (Fortunata) ne trova inaspettatamente e dopo secoli un’altra (la mamma di Harlan) per poi perdere anche questa seconda in modo improvviso. Bellissime le veloci tavole che ci raccontano l’innamorarsi di Draka: un essere millenario e potentissimo che scopre una novità che entra nel suo cuore. Terribili le tavole della scoperta della morte dell’amata (non è uno spoiler se avete letto le prime pagine del numero uno di Dampyr!). Eros e Thanatos. Amore e morte o anche le tolstojane ‘Guerra e Pace’.

 

Ai pennelli (unici!) ci sono in questo numero due disegnatori che hanno conquistato il cuore dei lettori da oltre 20 anni: Luca Rossi che descrive la cornice ambientata a Praga (e ditemi…. Chi meglio di lui per descrivere la magica Praga sognata da Boselli?) e Stefano Andreucci (strappato al west per un graditissimo ritorno). Anche per loro due si può parlare di ideale prosecuzione del numero celebrativo 241 che era stato disegnato da Majo.

Ogni tavola di questo numero è da ammirare ma voglio sottolineare solo due elementi tra i tanti: la nebbia di Praga disegnata da Luca Rossi e la splendida mamma di Harlan che Andreucci ci regala in mezzo a scene di azione e paesaggi naturali e umani che ci fanno entrare nella storia.

 

 

Si può leggere questa storia senza conoscere nulla di Dampyr? È uno starting point? Diciamo abbastanza! Come già mostrato dalla pagina facebook ufficiale di Dampyr (ottimamente curata per altro e da replicare su Instagram) ci sono alcuni numeri che costituiscono un antecedente importante che è solo parzialmente riassunto. Se dovessi restringere il tutto direi i numeri 1 e 2 Il figlio del diavolo (che potete trovare in una edizione deluxe qui) e i già citati 27 I lupi Mannari e 241 Il cavaliere di Roccabruna.

Ma comunque un lettore minimamente accorto può godere della lettura anche senza conoscerli e togliersi quindi lo sfizio di entrare nel mondo di Dampyr con una storia che resterà sicuramente nel tempo.

 

 

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