L’inverno che non se ne va – Il Confine n.6 (febbraio 2021)

Scritto da Paolo M.G. Maino

22 Set, 2021

Febbraio 2021… da allora non abbiamo più varcato il confine con una analisi, recensione, interpretazione… un tempo infinto per un fumetto semi-seriale come Il Confine, un tempo che quasi ci trasporta dentro ai cold cases e del resto ‘cold’ è l’aggettivo adatto per parlarvi del numero 6 che si intitola L’inverno che non se ne va uscito ormai da tempo, ma la regola che mi sono imposto per essere comunque tranquillo coi miei articoli di analisi è aspettare che sia uscito il numero successivo e quindi come sapete il numero 7 è disponibile da fine agosto ma io me lo sono procurato solo da una settimana.

Tutto questo per dire che i tempi di produzione e di distribuzione di questo bel (audace?) progetto Bonelli non lo hanno certo aiutato, ma si tratta di un prodotto per libreria e quindi si può sempre recuperare e gustare di botto! 

Chiusa la premessa entriamo in medias res e come al solito nella prima parte faccio una recensione classica del volume guardando ai fatti narrativi, ai risvolti della sceneggiatura e alle scelte dei disegnatori e dei coloristi.

 

 

L’inverno che non se ne va – Il Confine n.6

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Uzzeo e Giovanni Masi

Disegni: Fernando Proietti e Andrea Olimpieri

Colori: Alessia Pastorello

Copertina: LRNZ

L’inverno che non se ne va ci è offerto dalla premiata ditta Mauro Uzzeo e Giovanni Masi ai testi, da Fernando Proietti (capp.16-17) e Andrea Olimpieri (cap.18) ai disegni, splendidamente amalgamati e valorizzati dai colori di Alessia Pastorello. E non dimentichiamoci del lavoro di layout di Federico Rossi Edrighi, della copertina sempre pazzesca di LRNZ e della supervisione ai colori di Emiliano Mammucari e del fine e sempre godibile lettering di Marina Sanfelice Uno staff delle grandi occasioni per un lavoro che per Uzzeo e Masi ha qualcosa di viscerale.

 

Sinossi del sesto episodio

Questo sesto numero non è da meno e vuole giocare ancora sui piani temporali facendoci scoprire qualcosa di quel che accadde nell’infausto giorno della partenza dei ragazzi. Mentre Aurora decide di non partire e quindi di non partecipare a qualcosa che la turba profondamente, gli anziani del paese depositari di antichissime tradizioni vanno a bruciare l’uomo di legno per scacciare l’inverno. Una tradizione pagana che si è conservata in tanti paesi soprattutto del nord-Italia dove l’inverno è più duro e e le buie giornate fanno anelare il ritorno della primavera e della vita. Ma la cerimonia viene interrotta da una malefica valanga che spegne le fiamme e sembra costringere la primavera a non arrivare.

Il capitolo successivo sempre disegnato dalla mano nervosa e graffiante di Proietti gioca su 4 scene e un epilogo. La telefonata di Laura e Antoine che condividono (o meglio ci provano) dubbi e ipotesi, il dialogo tra la ‘capa’ delle donne anziane Elvira e il vecchissimo Aurelio, una violenta e disumana scena di sesso tra Claudia, mamma di Benedetta e il papà di Francesco e un altro dei maneggi del fratello di Benedetta sempre alle prese con questioni poco legali. L’esito è un vorticare di situazioni che ci stordisce per le tante storie aperte. Ma c’è un filo conduttore: si può davvero comunicare con l’altro? Sembra di no.

Le ultime pagine del capitolo e tutto l’ultimo capitolo ci ributtano nel presente e nel mistero: Aurora vuole parlare con l’autista (ma per sapere che cosa?), qualcun altro sta studiando i messaggi (questa volta sonora) della montagna sacra, Laura continua ossessivamente a voler leggere oltre ai fenomeni superficiali, ma apparentemente tutto è risolto nell’ultima pagina… ma non è così ovviamente!

 

 

I disegnatori

Il fronte disegni vede due new entries per la serie. Fernando Proietti mostra di essere ben a suo agio con le pagine ampie alla francese che ha già affrontato in altri suoi lavori. Ed è veramente notevole come uno stile così intenso e espressionista (sulle orme di Ambrosini nel numero tre) riesca ad amalgamarsi con omogeneità in questa serie in cui gli artisti all’opera sono pienamente riconoscibili ma tutti al servizio della narrazione. E così fa anche Andrea Olimpieri nel suo capitolo che non conoscevo ma che continua senza strappi quanto visto nella pagine precedenti. Bellissime le scene di vita a scuola. Un valore aggiunto della serie sul quale vorrei prima o poi tornare. Ad aiutare l’amalgama è come già detto decisivo il lavoro di Alessia Pastorello che dispiega la sua bravura nel farci vedere i colori e le sfumature di bianco tragico della valanga.

Ma bando alle mie analisi che leggerete in quattro e cinque e proviamo a varcare il confine con la sezione spoiler o meglio con le mie elucubrazioni sul dipanarsi del mistero.

 

 

++++++ SPOILER ALERT ++++++++++

 

Oltre il Confine

Copertina: LRNZ ci offe sempre qualcosa da farci cadere le mascelle, ma soprattutto vediamo degli indizi. Due oggetti: sedia e sedia a rotelle che anticipano il dialogo Elvira e Aurelio, l’Omo che scaccia l’inverno tra le montagne (è una lotta?) e davanti una figura misteriosa con aureola di fuoco. Questo personaggio è la chiave di volta. È un qualcuno? O è uno stato di realtà di qualcuno?

pp. 6-7 o dei dolori della giovane Aurora, o dei suoi tormenti perché non vuole partecipare a qualcosa che percepisce come sbagliato e rispetto al quale non vuole ‘c’entrare nulla’. È evidente che i ragazzi devono/vogliono fare qualcosa in quella gita, qualcosa che pare una promessa di cambiamento ma che è anche un patto infernale…

pp. 12-13 nella doppia splash di impatto una delle anziane dice «L’importante è che l’omo bruci bene e gagliardo e che li protegga» cioè che protegga i nipoti, ovvero i ragazzi in gita (magari non solo loro, ma tutti i giovani del villaggio). Non sembra una frase rituale e basta sembra invece una difesa necessaria contro un’oscurità atavica.

p. 24 la battuta finale di Aurora dopo la valanga è per me quella più interessante del capitolo. Aurora ripete che ‘non c’entra niente’, ma a cosa si riferisce? La narrazione pare non ammettere dubbi: alla valanga e quindi alla volontà di far rimanere l’inverno per sempre! Che cosa hanno fatto i ragazzi per risvegliare la montagna e il suo spirito più profondo? Per altro a p. 31 Aurelio sembra confermare la correlazione tra ragazzi e valanga

p. 28 il dialogo telefonico tra Laura e Antoine sottolinea due misteri: chi è il ragazzo misterioso aggregato alla scolaresca (il nostro ragazzo in copertina?) e chi ha mandato la foto a Laura da un numero non italiano né francese. Su questo davvero per ora non ho idee.

p. 34 Continua anche l’analisi dei cambiamenti della montagna da parte di Antoine, ma comincia anche a sorgere in me la domanda: sono cambiamenti o sono momenti nel tempo, schegge di tempo che si trovano contemporaneamente in questo luogo pieno di linee di forza magiche che è la montagna? Così come abbiamo visto accadere ai ragazzi nel loro ritrovo al romitorio nel numero cinque?

p. 50 Pietro è un nuovo personaggio che ‘dialoga’ con la montagna. O meglio ne è ossessionato. Cerca la voce della montagna e si sente ‘punito’ perché non riesce più a registrarla con il suo impianto audio. Ma cosa dice questa voce? Che cosa ha sentito tanto da farlo sentire ora in ‘astinenza’? Questo è un dato molto curioso. La montagna è sublime. Suscita le più forte emozioni e quindi c’è paura ma c’è anche una attrazione fatale.

p. 63 Un cellulare dei ragazzi ha come codice sblocco 0412 ossia 4 dicembre, la data fatidica. Che cosa si aspettavano i ragazzi (tutti) da quella data? E forse qualche altro ragazzo sospetta qualcosa visto il messaggio lasciato sul banco di Aurora (p. 58) e penso che possa essere il ragazzo che gioca a pallavolo e a cui Uzzeo e Masi e Olimpieri dedicano una vignetta a p. 56 (avete visto lo sguardo?).

 

 

N.B. Scusate, ma mi prendo qualche altra riga per parlare del tema ‘scuola/ragazzi’. Quante serie prodotte in Italia di taglio popolare (è vero che Il Confine esce in libreria ma siamo sempre in SBE) hanno al centro così tanto dei ragazzi, le loro relazioni e il loro mondo in cui la scuola svolge un ruolo significativo? Quante serie con questi temi sono prodotte in Giappone nei manga? Avete già le risposte spannometriche: quasi zero è la prima e più del 50% è la seconda. Quanti ragazzi leggono manga oggi? Quanti leggono fumetti Bonelli? 

Chiuso il nota bene.

 

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