Bersaglio umano – Zagor Darkwood Novels n.4 (settembre 2020)

Scritto da Francesco Benati

25 Set, 2020

Da quasi un mese è in edicola Bersaglio umano, quarto episodio delle Darkwood Novels, la nuova miniserie dedicata a Zagor edita come sempre dalla Sergio Bonelli Editore. Suddivisa in sei numeri autoconclusivi da 64 pagine l’uno, la serie ha come trait d’union le copertine di Michele Rubini, già copertinista della precedente miniserie Origini del 2019, e l’indagine su un misterioso personaggio. Questo albo è scritto dal curatore della serie Moreno Burattini e disegnato da Massimo Pesce, uno dei veterani della serie.

 

Zagor Darkwood Novels

 

Bersaglio umano – Zagor Darkwood Novels n.4

Soggetto e Sceneggiatura: Moreno Burattini

Disegni: Massimo Pesce

Copertina: Michele Rubini

 

Breve riassunto sulle Darkwood Novels: le storie iniziano nel 1860 a Philadelphia. Il giornalista Hodgson è alle prese con una biografia di Zagor e dopo aver saputo di tutto sulle sue imprese leggendarie, ha deciso di cercare qualcuno che ne sveli invece gli aspetti più umani e nascosti dietro l’aura di mito. Si imbatte così in un personaggio la cui identità è avvolta nel mistero (non sappiamo neppure se è uomo o donna) il quale afferma di essere a conoscenza di molti aneddoti riguardanti lo Spirito con la Scure. Inizia così a raccontare a Hodgson le varie storie.

In questo quarto albo torna in scena Blondie, la bella banditessa risalente agli anni ’70 recentemente tornata alla ribalta grazie a una trilogia scritta da Antonio Zamberletti e disegnata dal veterano Mauro Laurenti. In quella storia apprendiamo che il suo vero nome è Isabel e che è segnata da un oscuro passato.

Blondie viene assoldata dal ricco Willoughby affinché tolga di mezzo il suo più acerrimo nemico: Zagor. Lo Spirito con la Scure è infatti all’opera per smascherare i loschi traffici dell’uomo.

Non approfondisco di più la trama perché rischierei di rovinare troppo il gusto della lettura.

 

 

Difficile dare una vera e propria valutazione per questo albo. 

Se avete letto le recensioni precedenti, avrete probabilmente notato come Darkwood Novels sia stata presentata come una serie in cui avremmo avuto fra le mani uno Zagor estremamente umano, con storie dall’approccio più intimista rispetto al tradizionale e dove sarebbero stati messi in luce aspetti sconosciuti o poco trattati nelle classiche avventure dell’eroe. Uno Zagor intimo, segreto, ma pur sempre eroico, con storie più minimali e slegate alle grandi imprese.

Ecco, questo è l’unico punto che è stato effettivamente rispettato, perché lo Zagor segreto è talmente segreto da non riuscire proprio ad emergere. 

Per il resto, Burattini tesse una trama molto tradizionale incentrata sul classico prepotente pieno di soldi visto mille volte, ma con l’inserimento di Blondie e di una scena a base di romantici maneggi. Alcuni passaggi possono risultare eccessivamente didascalici, ma, a parte questo, il resto del racconto scivola via liscio come l’olio.

L’unico vero difetto, a parer mio, consiste proprio nella citata scena dei romantici maneggi perché nell’economia della trama risulta senza senso. Non si pensi che il sottoscritto sia contrario alle scene amorose in quanti tali, ma in questo caso lo sviluppo della storia rende quella scena non solo contraddittoria, del tutto insensata. Per evitare di incorrere nei cosiddetti spoiler non posso dire di più, ma confido che chi ha letto, o leggerà, l’albo capirà dove voglio arrivare.

Veniamo ai disegni. 

 

 

Dopo Giovanni Freghieri, qui alla sua seconda prova zagoriana, Anna Lazzarini, debuttante assoluta su Zagor e Max Bertolini, anche lui al secondo giro, abbiamo fra le mani un albo disegnato da un’autentica colonna portante della serie: Massimo Pesce. Forse non rientra fra i più famosi, ma in termini di produttività vanta un buon numero di storie realizzate dagli anni ’90 ad oggi sia per il mensile che per gli extra per una militanza che ormai dura da circa venticinque anni.

Lo stile classico e sinuoso di Pesce si adatta benissimo a questa storia dove le forme femminili abbondano e non solo grazie alla presenza di Blondie. Le scene d’azione sono realizzate con il consueto gusto e mestiere e rendono questo albetto una delle migliori prove del disegnatore romano.

Come concludere questa recensione?

Che siamo di fronte ad un albo che, per certi versi, è il meglio riuscito delle Darkwood Novels come racconto in quanto tale, ma, allo stesso tempo, è quello che più ne tradisce lo spirito originario, in quanto qui l’aspetto intimo e segreto di Zagor è totalmente non pervenuto, ancor meno che nei tre episodi precedenti. 

E di questi solo il primo ci mostra uno Zagor diverso dal solito. 

Alla prossima recensione!

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