Lotta sul fiume e La Valle proibita – Zagor Classic nn.4-5 (giugno-luglio 2019)

Scritto da Andrea Cipollone

10 Ago, 2019

L’elemento che più di tutti caratterizza la saga Zagoriana è la commistione dei diversi generi: stupisce infatti, a quasi sessant’anni dalla sua nascita, che ci siano lettori che vorrebbero al centro delle storie sempre e solo indiani, trapper, soldati e trafficanti di whiskey (tanto che lo stesso Moreno Burattini ha espresso le sue perplessità a questo proposito in più di un’occasione). Non si può concepire la saga Zagoriana senza la presenza (addirittura preponderante) dell’aspetto fantastico.

 

Fin da subito, tanto che proprio questa precocità ha permesso a Gallieno Ferri di essere il primo sceneggiatore di una storia fantastica. Nei redazionali di Zagor Classic 4 viene ripresa una affermazione di Sergio Bonelli che dichiarava di essersi convinto molto presto, dopo la prima lunga storia puramente western (l’unica scritta da lui fino a quel momento), della necessità di questa nuova direzione: questo avrebbe infatti definito la peculiarità di Zagor.

 

 

Lotta sul fiume e La valle proibita – Zagor Classic nn.4-5

Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta

Disegni e copertina e sceneggiatura: Gallieno Ferri

Colori: GFB Comics

Il primato lasciato a Ferri della prima sceneggiatura fantastica dimostra l’accordo tra i due su questa decisione che lascia al maestro ligure le mani decisamente più libere in più di un senso: lo stesso Ferri si sentiva decisamente più a suo agio nelle ambientazioni fantastiche (viene citata anche una sua affermazione a conferma di ciò); la storia permette di dare libero sfogo ad un immaginario creativo che mostra di aver recepito la lezione dei grandi autori che sono stati modelli per la generazione di Ferri, in particolare una sicura matrice raymondiana (la città aerea, Marcus l’uomo volante, la “regina” Norma non possono non far pensare a Flash Gordon e a tutta una certa età dell’ oro del fumetto, prevalentemente americana) risolta però con notevole originalità.

 

 

La sceneggiatura di Ferri, che ormai inizia a prendere dimestichezza con lo Spirito con la scure e il suo mondo, è completamente al servizio dei disegni, un capolavoro di dinamismo che getta le basi del celebrato sense of wonder zagoriano.

Del resto la copertina dedicata alla storia che qualche anno dopo verrà realizzata per lo Zenith n. 3 è tuttora una delle più moderne e amate di tutta la collana.

 

 

Una storia bella e – è importante (incredibile che si sia dovuto aspettare così tanto tempo per un ritorno di Marcus) – una storia che… non finisce! È la bellezza delle strisce di allora, che talvolta offrivano una narrazione continua simile a quella di un albo Marvel. E senza soluzione di continuità veniamo trasportati dal fantasy della città aerea ad una vicenda super-realistica di battelli, marinai, case da gioco, affaristi senza scrupoli. Di questa storia, che continua su Zagor Classic 5, ricordiamo più di tutto una sequenza, quella con protagonista Arturo il canguro, un divertissement che spezza la tensione della vicenda ma rappresenta un altro momento importante: la prima gag di Cico! Fino a quel momento il Messicano era stato sì protagonista di momenti divertenti,ma sempre velocissimi e inseriti nella linea narrativa principale. Qui il senso della “parentesi” creato da questa gag è molto più forte: chi scrive tende a pensare che questa sia stata una trovata di Nolitta, tuttavia anche questo esordio avviene in una storia di Ferri… Arturo entra in scena, recita la sua parte, conquista il cuore dei lettori per sempre e se ne va, trattato da Zagor in un modo ingeneroso che fa il paio con il ” lancio del caprone” della storia precedente.

 

In questa “doppia scheda di lettura” dei numeri 4-5 non mi sono soffermato troppo sui contenuti delle storie, preferendo sviluppare spunti di riflessione offerti da alcuni passaggi rilevanti per la definizione del personaggio Zagor e della sua saga.

Potrà succedere ancora… del resto, nonostante stiamo parlando di un caposaldo del fumetto mondiale, le storie sono di una tale modernità e piacevolezza che ci auguriamo che oltre ai tradizionali collezionisti ci sia una fetta di nuovi lettori che non vogliono spoiler.

Alla prossima scheda!

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