Il tempio nella giungla – Tex n.702 (aprile 2019)

Scritto da Francesco Benati

3 Mag, 2019

Con un ritardo clamoroso, ecco la recensione de Il tempio nella giungla, l’ultimo albo di Texmensile uscito per la solita Sergio Bonelli Editore. Il volume chiude la storia doppia iniziata a marzo con l’albo La regina dei vampiri. Al timone della storia troviamo sempre lo sceneggiatore Gianfranco Manfredie il disegnatore Alessandro Bocci.

 

Il tempio nella giungla – Tex n.702

 

Soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi

Disegni: Alessandro Bocci

Copertina: Claudio Villa

Riassunto della puntata precedente: Tex e i suoi pards vengono chiamati dal loro amico El Morisco per risolvere il caso di una misteriosa setta che uccide gli archeologi accusati di rubare il patrimonio storico e culturale del Messico. Ad impensierire soprattutto i pensieri del Morisco c’è una strega di nome Eztli che, dotata di straordinari poteri, ha fatto rapire un archeologo e sua figlia per sacrificarli agli dèi.

Sinossi: Tex e i suoi pards sono finalmente sulle tracce di Eztli e a loro spetta il non facile compito di penetrare nel tempio dove i folli fanatici stanno per sacrificare la bella Patricia alle proprie divinità. Per fortuna in loro aiuto accorrono i rurales messicani.

Cosa ne penso di questa storia doppia? Che è bella!

 

 

 

Una bella, solida storia texiana come non se ne fanno più (si fa per dire), di quelle che fanno parte del filone magico della serie, ultimamente non del tutto sfruttato, con un bel cattivo il cui unico peccato è quello di venire liquidato troppo in fretta e disegnata benissimo da un autore che non ha ancora ottenuto il riconoscimento che meriterebbe.

In passato il buon vecchio GianLuigi Bonelli era solito inserire una storia di stampo magico/fantastico ogni tre o quattro storie western, ma a volte anche con più frequenza, allo scopo di variare le tematiche di una serie che altrimenti avrebbe finito per parlare sempre e solo di indiani ribelli, diligenze assediate e banditi.

A partire dagli anni ’80, storie di questo genere non sono certo sparite dalla circolazione, ma sicuramente si sono molto ridotte, divenendo dei piccoli eventi ogni tre o quattro anni. Non è un caso che l’ultima storia a tema magico prima di questa sia stata Il segno di Yamauscita alla fine del 2016.

 

Con grande piacere i lettori hanno salutato, quindi, l’arrivo di questa nuova storia di Gianfranco Manfredi. Divenuto celebre con la meravigliosa saga di Magico Vento, saga che quest’estate ritornerà in edicola con una miniserie di quattro albi, Manfredi, pur continuando la propria strada di autore di fumetti e di romanzi (ma non solo) ha più volte incrociato la strada di Tex negli ultimi 15 anni sia sul mensile che sugli extra. La sua ultima prova sulla serie regolare, La banda dei serpenti, non è stata del tutto convincente, quindi c’era da chiedersi come l’autore marchigiano avrebbe affrontato questa nuova storia.

Ebbene, devo dire che, a mio avviso, Manfredi ha superato l’esame a pieni voti. Le 220 pagine che compongono questa storia non mancano di pecche (vedi un Tex non del tutto centrale nella risoluzione degli eventi e un’antagonista eliminata troppo facilmente), ma nel complesso siamo di fronte ad una bella storia che merita una seconda lettura ora che è completa. Il ritmo è gestito molto bene con grande perizia e mestiere e la conclusione, pur rimarcando il difetto della troppa facilità nella vittoria su Eztli, è degnamente compiuta all’interno della cornice dell’albo, segno che non è necessario avere 1.000 pagine per realizzare una bella storia.

 

Pollice alzato anche per il bravissimo Alessandro Bocci.
La lunga militanza su Dampyr (e prima ancora su Lazarus Ledd del compianto Ade Capone) lo hanno sicuramente forgiato per le atmosfere di questa storia in cui dimostra di cavarsela particolarmente bene. Il suo tratto estremamente realistico, particolareggiato e tendente al fotografico si adatta benissimo alla linea generale della serie e poco si può dire sul suo lavoro se non che tutti i personaggi sono perfettamente centrati, Tex su tutti, che le scene d’azione sono quelle in cui il disegnatore ha dato il proprio meglio e che la regia delle vignette è praticamente perfetta.

Una bella storia, insomma, di quelle che contribuiscono a tenere alta la bandiera di Tex ora che ha superato la tappa dei 70 anni di vita editoriale.

 

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