I Bastardi di Pizzofalcone (ed. libreria aprile 2019)

Scritto da Paolo M.G. Maino

5 Mag, 2019

Il sodalizio tra lo scrittore di best seller Maurizio De Giovanni e la Sergio Bonelli Editore dopo il successo dei primi 4 volumi e del magazine  dedicati al Commissario Ricciardi (qui trovate le recensioni del secondo, terzo e quarto volume), continua con un nuovo volume da libreria (ma a luglio uscirà l’edizione da edicola in formato Bonelli a €7,90) che porta nel mondo del fumetto il primo romanzo de I Bastardi di Pizzofalcone (reso famoso anche dalla trasposizione in serie TV, prodotto dalla RAI e con Alessandro Gassman nelle vesti dell’ispettore Lojacono).

 

 

 

 

I Bastardi di Pizzofalcone

Soggetto: Maurizio De Giovanni

Sceneggiatura: Claudio Falco e Paolo Terraciano

Disegni: Fabiana Fiengo

Colori: Chiara Imparato e Marco Matrone

Copertina: Daniele Bigliardo

E che il sodalizio continui e anzi alzi ulteriormente la posta, è segno della bontà del progetto e ovviamente anche del suo successo dal punto di vista economico. Un successo che ha molto a che fare con Napoli, luogo delle vicende narrative e terra degli scrittori e disegnatori che ruotano attorno alla Scuola Italiana di Comix, come orgogliosamente scrive De Giovanni nella prefazione al volume.
Ma I Bastardi di Pizzofalcone alza la posta in gioco anche per una forte carica di originalità per la consueta produzione Bonelli: il mondo in cui si muovono i personaggi è la Napoli di oggi, ma i personaggi non sono propriamente umani, sono infatti zoomorfi ossia corpo da uomini e donne e volto di animali. Naturalmente la squadra di poliziotti, ossia i Bastardi, sono tutti con volti di varie razze di cani (e del resto l’idea nasce proprio da lì come racconta in una intervista apparsa sul sito Bonelli la disegnatrice Fabiana Fiengo).

 

 

Ohibò direte voi! Funziona? È un fumetto per bambini rispetto alle mature e drammatiche storie delle stagioni del Commissario Ricciardi? Niente di tutto questo. I Bastardi di Pizzofalcone mostra ancora una volta il coraggio di intraprendere delle strade nuove e coniuga il tratto realistico da noir con quello più umoristico dato dalle varie espressioni dei tanti volti di animali che vediamo passare sulla scena e che già in qualche modo possono anticipare il carattere almeno quello più esteriore del personaggio. È così che accade in modo evidente proprio per la squadra di poliziotti: l’ispettore Lojacono, acuto e dallo sguardo penetrante (ma giunto dalla Sicilia a Napoli con la macchia di essere un corrotto) è un dobermann, Romano, irruente e dagli scatti di rabbia improvvisi, è un pitbull, Aragona, sornione e sbruffone, è un ‘akita’ un cane dai tratti volpini. Ma anche il ‘rapace’ notaio lo vediamo con il volto di aquila e la sua ‘infida’ amante è un rettile…

Per i lettori storici del fumetto realistico bonelli può essere un contraccolpo (e lo è stato per me), ma dopo le prime tavole il contraccolpo si supera sia per la cura dei disegni sia per l’intensità della trama che è tutt’altro che da bambini.
Sulla vicenda senza arrischiarmi in spoiler faccio mio il giudizio che Mauro Boselli ha espresso sul suo account di Instagram: si respira il ritmo moderno delle serie TV. Questo è sicuramente un grande merito del soggetto di De Giovanni e della sceneggiatura di Claudio Falco e di Paolo Terraciano. I due (insieme a Sergio Brancato) sono tra i principali attori di questa vincente trasposizione fumettistica dei romanzi di De Giovanni e dopo aver lavorato ottimamente su Il Commissario Ricciardi riescono ora nella non banale impresa di sviluppare in poco meno di 140 tavole il primo romanzo dedicato ai Bastardi di Pizzofalcone. ‘Non banale’ perché si tratta di passare innanzitutto ad una serie che non ha un protagonista principale circondato da comprimari (pur ben tratteggiati e fondamentali), ma che è invece caratterizzata dall’essere corale e ogni personaggio merita il suo spazio. Inoltre il tono generale alterna momenti da thriller ad altri più scanzonati giocati sull’evidente contrasto tra i vari caratteri dei poliziotti della squadra. Un’altra caratteristica tipica delle serie TV di genere ‘giallo’ è quella di sviluppare una trama principale accompagnata da una o due trame minori: succede così anche nei Bastardi di Pizzofalcone con le indagini minori di De Nardo e Romano e con i sospetti sui falsi suicidi di anziani da parte di Pisanelli.

 

Insomma I Bastardi di Pizzofalcone sono un prodotto frizzante e innovativo e dimostrano ancora una volta l’azzeccata scelta di questa joint-venture tra De Giovanni e la Sergio Bonelli Editore. Complimenti a tutti e anche a Luca Crovi, curatore del progetto, e a Roberto Banfi responsabile del progetto grafico e dell’impaginazione. Ogni tanto è bene ricordare chi fa il lavoro ‘sporco’ dietro le quinte, ma che è indispensabile per far arrivare in libreria (o in edicola) un prodotto che sia bello in tutti i suoi particolari.

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