I Racconti di Darkwood – Brividi da Altrove – Maxi Zagor n.35 (gennaio 2019)

Scritto da Francesco Benati

28 Gen, 2019

Alcuni giorni fa è uscito in edicola I racconti di Darkwood – Brividi da Altrove, il nuovo Maxi Zagor edito dalla Sergio Bonelli Editore. La formula riprende quella del fortunatissimo I racconti di Darkwood uscito nel settembre del 2017 che presentava sei storie brevi tenute insieme da un racconto cornice di 94 pagine.

 

I Racconti di Darkwood – Brividi da Altrove – Maxi Zagor n.35

 

Copertina: Alessandro Piccinelli

 

 

Formula che vince non si cambia. Il Maxi Zagor I racconti di Darkwood è stato generalmente accolto con un’ovazione inattesa sia per il suo formato inusuale, sia per la qualità e l’originalità delle singole storie proposte. Un autentico gioiello da più parti definito il miglior Maxi Zagor di sempre (e senza dubbio lo è per il sottoscritto).

Logico quindi che la Sergio Bonelli Editore, qui incarnata dal curatore Moreno Burattini, abbia voluto ripetere l’esperimento e, senza dubbio, ci attenderà almeno un altro volume simile a questo previsto per la fine dell’anno.

Naturalmente le aspettative per questo volume erano molto alte proprio in virtù del grande successo del primo capitolo e quindi tutti si sono chiesti se questo Maxi avrebbe bissato il precedente, perlomeno in termini qualitativi.

Veniamo ad analizzare le singole storie, anche se, per ovvie ragioni, in maniera molto rapida.

 

 

La morte Rossa

Soggetto e sceneggiatura: Francesco Testi

Disegni: Esposito Bros

La morte rossa, soggetto e sceneggiatura di Francesco Testi e disegni degli Esposito Bros. Qualcosa di strano sta avvenendo nella cittadina di Spokane, dove la prosperità degli abitanti sembra essersi fondata sulla morte di giovani fanciulle. Per fortuna Zagor e Cico sono in città per rimettere le cose a posto. Bravo Testi, dopo un non brillante esordio sullo Speciale Le creature del buio del 2018, a creare una trama misteriosa e coinvolgente con vari richiami a It di Stephen King. Bene anche gli Esposito Bros, benché la loro prova risulti un po’ troppo frettolosa e la rappresentazione dei demoni ricalchi troppo Skeletor, il nemico di He-Man nell’omonima serie di, ehm, trash-fantasy d’animazione.

 

 

 

 

Dal profondo della Terra

Soggetto e sceneggiatura: Luca Barbieri

Disegni: Luigi Piccatto e Renato Riccio

Dal profondo della terra, soggetto e sceneggiatua di Luca Barbieri, disegni di Luigi Piccatto. Una misteriosa epidemia sta mietendo vittime tra i Pequot e Zagor viene chiamato a risolvere il mistero. Bella storia di Luca Barbieri, al suo esordio assoluto sul personaggio, purtroppo non sostenuta adeguatamente dai disegni di Piccatto. Intendiamoci, stiamo parlando di un disegnatore bravissimo e dall’indiscusso blasone, ma la sua rappresentazione di Zagor continua a non convincermi neppure dopo il deciso miglioramento rispetto alla sua prima e controversa prova sulla serie.

 

La Bestia dal passato

Soggetto e sceneggiatura: Adriano Barone

Disegni: Paolo Bisi

La bestia dal passato, soggetto e sceneggiatura di Adriano Barone e disegni di Paolo Bisi. Una misteriosa bestia si aggira per la foresta di Darkwood e Zagor decide di fermarla. Nel corso della caccia, verrà a sapere come ha fatto un animale del genere a finire nella sua terra. Ottimo lavoro di Adriano Barone, esordiente su Zagor, che con questa breve storia fa un centro secco, ben supportato dai disegni del veterano Paolo Bisi, sulla serie dal 2005, che qui ha modo di sfogarsi con una storia a impaginazione libera.

 

Le radici del male

Soggetto e sceneggiatura: Andrea Cavaletto

Disegni: Marcello Mangiantini

Le radici del male, soggetto e sceneggiatura di Andrea Cavaletto e disegni di Marcello Mangiantini. Zagor e Cico si imbattono in una carovana di studiosi assediati dagli indiani. Si accorgono però che qualcosa non va e presto dovranno guardarsi le spalle anche da coloro che stanno proteggendo. Storia dalle tinte horror decisamente marcate per il buon esordio di Cavaletto, sceneggiatore che a qualche anno sta facendo parlare positivamente di se in Bonelli. Bene anche Mangiantini, tornato sui suoi consueti buoni livelli dopo Vigilantes.

 

 

Lo spirito della vendetta

Soggetto e sceneggiatura: Diego Paolucci

Disegni: Emanuele Barison

Lo spirito della vendetta, soggetto e sceneggiatura di Diego Paolucci e disegni di Emanuele Barison. Zagor e Cico si rifugiano in un trading post in seguito a una tormenta di neve. Dopo poco si accorgono che qualcosa non va e che in giro c’è qualcuno che sta mietendo vittime. Ottimo lavoro di Paolucci, sceneggiatore con alcune storie già attive su Zagor, che confeziona una storia presa di peso da The hateful eight di Quentin Tarantino per un Emanuele Barison tutto sommato nella media, ma che non raggiunge le vette del passato.

 

Sacrificio umano

Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini

Disegni: Enzo Troiano

Sacrificio umano, soggetto e sceneggiatura di Moreno Burattini e disegni di Enzo Troiano. Zagor finisce trasportato in un’altra dimensione e deve salvare la bellissima Danah da un’orda di barbari che vogliono sacrificarla ai loro dèi. Un piccolo gioiello a firma Burattini, il quale confeziona un purissimo tributo all’heroic fantasy incarnato al meglio da Conan il barbaro, specialmente nella sua versione fumettistica di Roy Thomas e John Buscema. E chi poteva rappresentare al meglio questa storia, se non Enzo Troiano, uno che il culto del cimmero (ma anche del Paolo Eleutieri Serpieri del periodo Druuna) ce l’ha nel sangue? Il suo Zagor è lontanissimo dalla tradizione, ma dannatamente potente ed eroico. Dubito che lo si possa rivedere di nuovo vista la straordinarietà del suo stile (nel senso letterale di fuori dall’ordinario), ma intanto questa storia c’è!

 

I racconti di Altrove

Soggetto e sceneggiatura: Moreno Burattini

Disegni:Stefano Voltolini

I racconti di Altrove, soggetto e sceneggiatura di Moreno Burattini e disegni di Stefano Voltolini. Edgar Allan Poe viene convocato alla base di Altrove perché qualcuno vuole impedirgli di pubblicare i propri racconti horror ispirati alle avventure di Zagor. Una storia che funge da cornice ai sei racconti principali. Burattini svolge bene il proprio compito e lascia a Voltolini, già visto all’opera sulla miniserie Cico a spasso nel tempo, il compito di stupire il lettore con alcune scene davvero ben fatte.

Bene, dopo questa carrellata immagino che vi aspettiate che io incensi questo Maxi Zagor, giusto? Vi aspettate che io dica che si tratta di un ottimo albo che si farà ricordare nel corso degli anni, non è così?

Purtroppo, la risposta è negativa. E non è che non mi sia piaciuto, eh, anzi!  Se avete letto la recensione fino ad ora, avrete senz’altro capito che a me questo albo è piaciuto e che spero di rivedere nuovamente alcuni degli autori coinvolti.

Il problema è che questo Brividi da Altrove paga pegno di arrivare dopo un capolavoro assoluto come il primo I racconti di Darkwood e da questi prende pesci in faccia sotto ogni aspetto.

Non è tanto un problema di gradimento delle storie, cosa tutto sommato soggettiva, ma dopo una bomba come Brezza di Luna di Moreno Burattini e Lola Airaghi, qualsiasi cosa passa in secondo piano. Ma anche opere come Memorie dal passato di Gabriella Contu e Marcello Mangiantini o Il mio nome è Banack di Marcello Toninelli e Romeo Toffanetti sono di un altro pianeta.

Il problema, a mio avviso, risiede proprio nella vocazione sperimentale di questo Maxi: se escludiamo lo Zagor in stile Conan di Troiano, il resto è ordinaria amministrazione (e anche Piccatto, avendo già pubblicato per Zagor, non figura più fra le novità). Forse solo la pagina libera di Bisi può essere qualcosa di diverso dal solito, ma lo aveva già fatto Gianni Sedioli nel precedente Maxi. Anche Mangiantini, che nella storia della Contu si era esibito nella mezzatinta, è tornato al suo stile tradizionale.

Altra cosa: nel primo volume, la storia-cornice di Moreno Burattini e Raffaele Della Monica era una storia vera, con una trama portante e ricca di avventura e azione. Qui invece abbiamo solo Poe che legge di volta in volta i singoli racconti.

A ciò dobbiamo aggiungere il fatto che nel primo Maxi i racconti erano uno diversissimo dall’altro e ognuno di essi andava ad esplorare diversi aspetti dello Spirito con la Scure. Questo Brividi da Altrove, invece, è quasi totalmente piallato sull’horror e il soprannaturale, con l’unico momento di respiro dettato dalla già citata storia di Troiano. Certo, questo è dettato dal fatto che i racconti sono frutto della fantasia (forse) di Edgar Allan Poe, noto precursore dell’horror moderno, quindi ammetto che ci possa stare, ma rimane l’amaro in bocca nel pensare all’estrema varietà di temi e atmosfere del Maxi precedente.

E sì che paragonare due opere del genere è una cosa che non andrebbe mai fatta! Entrambe hanno la loro identità ed è giusto rispettarla. Però, lasciatemelo dire, io preferisco il primo volume.

Tutto questo non toglie nulla al fatto che Brividi da Altrove sia comunque un buon Maxi Zagor di storie brevi che presenta alcuni autori, soprattutto sceneggiatori, che spero di rivedere presto sulle pagine dello Spirito con la Scure, magari per una storia lunga.

 

Ti potrebbero interessare

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *