Etherea – Nathan Never 332 (gennaio 2019)

Scritto da Manuel Enrico

27 Gen, 2019

Etherea, il numero di gennaio di Nathan Never, è un ottimo esempio di come anche una trama già vista possa lasciare una sensazione piacevole al termine della lettura. Chi dopo anni di serie, film e letture varie si approccia ancora a questi mondi, spesso accusa un ripresentarsi di archetipi narrativi che danno il sentore di già visto. In questi casi, per evitare questa trappola, serve un solo ingrediente: la bravura di chi scrive la storia.

Un tema già trattato non è per forza noioso o poco interessante. Deve solo esser rielaborato in modo diverso, con un’impostazione che sappia appoggiarsi a dei punti forti ben marcati, che siano un ponte emotivo con il lettore. Per dire, l’ultima storia doppia di Vigna era una riproposizione nemmeno troppo mascherata di Blade Runner, eppure è stata apprezzata dai lettori del Musone.

 

 

Etherea – Nathan Never 332

Soggetto e sceneggiatura: Giorgio Salati

Disegni: Guido Masala

Copertina: Sergio Giardo

Giorgio Salati, autore della trama di Etherea, ha voluto riproporre i concetti di autodeterminazione e intelligenza artificiale inserendoli con precisione nel mondo di Nathan Never, giocando abilmente con quelli che sono elementi cardine nel mondo di Nathan.

L’Etherea è la nave spaziale più evoluta mai costruita dall’uomo, pronta ad affrontare il suo viaggio inaugurale per una serie di test. Nathan viene inviato a bordo come parte dell’equipaggio incaricato di effettuare una valutazione sulla nuova meraviglia tecnologica terrestre, all’interno della relazione tra Agenzia Alfa e governo mondiale.

Ben presto, la missione diventa fonte di problemi, con misteriose morti e incidenti inspiegabili, che rischiano di far fallire il viaggio inaugurale dell’Etherea. Nathan si trova costretto ad indagare, gestendo un equipaggio sempre più in ansia e pronto al collasso.

 

 

Salati, pur usando elementi già cari alla fantascienza, riesce a rielaborarli in una chiave convincente, grazie al suo ottimo lavoro sui personaggi. Nathan viene ritratto come ci si attende dal personaggio, con una concessione al gentil sesso che mi è parsa fuori luogo, ma comunque fedele ai suoi principi, sia nel suo animo che nelle sue azioni. Anche i personaggi secondari, per quanto numerosi ed inseriti in una storia dal ritmo rapido, sono stati ritratti con la necessaria profondità per mantenere coerente la storia.
Come detto prima, le citazioni e i richiami sono presenti, ma non sono plagiati o banalmente appiattiti. Le tematiche di base della storia sono sviluppate al meglio, con una profondità emotiva che offre al lettore interessanti spunti di riflessioni. Salati è un autore attento a tematiche delicate, come dimostra il suo struggente Sospeso (ne ho parlato per i tipi di Justnerd!), e in Etherea indaga con sensibilità il concetto di autodeterminazione e rispetto dell’altro, del diverso. Il contesto fantascientifico si identifica al meglio con l’Intelligenza Artificiale, ma ad una lettura più profonda il contesto emotivo di Etherea è molto più intimo ed appassionante.

 

 

 

Concentrare suggestioni poetiche, intrecciare anime lontane in un contesto racchiuso come un’astronave non è semplice, soprattutto mantenendo un ritmo narrativo serrato e che abbia una componente d’indagine che attiri il lettore. Salati compie un bell’esercizio di stile nel confezionare la trama di Etherea, dando ad ogni aspetto il giusto spazio, senza privare nessun protagonista della necessaria caratterizzazione.

Ad affiancare Salati è Guido Masala, disegnatore qui particolarmente ispirato, che realizza tavole di una potenza visiva disarmante. La forte componente tecnologica dell’albo richiedeva un’ottima capacità di interpretare il look futuristico della storia, che Masala offre sia nella realizzazione del look dell’astronave che negli oggetti quotidiani visti nell’albo. Il disegnatore sardo utilizza un intelligente sistema di costruzione della gabbia che consente di giocare al meglio con le emozioni dei personaggi, ritratti sempre con delicatezza e realismo.

 

 

 

Immancabile la partecipazione di Sergio Giardo, che realizza una copertina che ben si sposa con la storia di questo mese, che richiama ad un’altra celebre intelligenza artificiale impazzita, HAL-9000, omaggiando una delle scene più iconiche di 2001: Odissea nello spazio.
Al termine dell’albo, i due autori hanno voluto ricordare due artisti che hanno lavorato in passato su Nathan Never, e che purtroppo ci hanno lasciato prima di poter contribuire ancora con il loro lavoro al mito del Musone, Giacomo Pueroni e Miriam Dubini.
Il prossimo appuntamento con Nathan è tra pochi giorni con il nuovo Agenzia Alfa, Il Castello degli Immortali, mentre dal 19 febbraio in edicola sarà disponibile L’amore uccide.

 

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