Dove siete? – Cani Sciolti n.2 (dicembre 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

17 Dic, 2018

Si conclude con questo numero due la prima storia della neonata serie Cani sciolti. La serie ideata da Gianfranco Manfredi  e voluta da Michele Masiero per la neonata linea Audace vuole raccontare le vite di sei ragazzi che dopo aver vissuto da protagonisti le contestazioni studentesche del 1968 hanno continuato a frequentarsi fino ad arrivare alla fine degli anni ottanta. Un tema nuovo e un genere che la Sergio Bonelli Editore sperimenta per la prima volta: un racconto che ha a tema le relazioni di un gruppo di persone dentro e sullo sfondo di 20 anni che hanno portato grandi cambiamenti sulla società italiana. Una serie che non fa politica ma che della politica parla, una serie che non vuole essere una riflessione sociologica fredda ma che su quei cambiamenti sociali si interroga dal punto di vista che è tipico della narrativa: non i dati numerici ma ciò che si agita nell’animo e nel cuore di personaggi che Manfredi vuole presentarci come i più realistici e vivi possibili.

 

Dove siete? – Cani Sciolti n.2

Soggetto e sceneggiatura: Gianfranco Manfredi

Disegni e copertina: Luca Casalanguida

 

Dopo il primo episodio che ci racconta dell’inizio dell’amicizia tra i sei protagonisti sullo sfondo di due intensi e drammatici giorni delle occupazioni in Università Statale e Università Cattolica a Milano, in questo secondo numero la vicenda si sposta nel 1988 e la domanda del titolo Dove siete? è il filo rosso che lega le 64 pagine del racconto. E la domanda la pone in una mostra Italo Rossini, un fotografo di nome ma non di successo, che più grande di qualche anno rispetto ai 6 ragazzi li ha fotografati mentre sfilavano nel corteo milanese del maggio del 1968 ed ora a distanza di anni li cerca durante una sua non troppo fortunata mostra di fotografie. Italo si presenta come un ‘cane sciolto’ tanto quanto i sei protagonisti, un ‘cane sciolto’ che ormai cinquantenne non ha rinunciato a certi suoi ideali e a seguire il gusto di una rappresentazione veritiera della realtà. Tra i sei protagonisti ormai quarantenni è la ricca Marghe che si riconosce per prima nella foto e come alla ricerca di qualcosa per sé o forse per recuperare qualcosa della sua storia prova a raggiungere il gruppetto degli amici per convincerli a farsi di nuovo fotografare da Rossini.
Incontriamo così di nuovo i ragazzi del ’68 e cogliamo già alcune evoluzioni della loro vita.

 

Non voglio aggiungere altro se non indicare quello che per me è il cuore dell’albo: Pablo che a quanto pare sembra il più spiantato e meno sicuro degli altri senza sapere di quanto sta succedendo si reca dal padre sui monti del cuneese e qui lo invita a rievocare una drammatica e cruenta vicenda delle lotte partigiane durante la guerra civile italiana. Perché è il cuore dell’albo e forse di questo primo episodio? Perché per rispondere alla domanda Dove siete? bisogna sapere da dove si viene e ogni passato personale non può essere censurato per prendere delle decisioni nel presente che non siano destinate a crollare al primo problema. Tutto questo non è ovviamente spiegato in modo noioso ma è descritto nelle belle e dure tavole che Casalanguida ci offre per raccontarci l’episodio della seconda guerra mondiale. Ogni lotta è fatta di sangue e di ferite, di ideali e di ironia, di amicizie e di litigi e poi a volte vincere non vuol dire risolvere i problemi ma trovarsene di fronte altri, magari anche banali e quotidiani ma non per questo meno importanti.

Cani sciolti si conferma una serie che prova a percorrere strade nuove nel fumetto di casa Bonelli. Certo i personaggi (a parte forse Pablo) non hanno ancora un grande spessore di profondità psicologica ed è ancora presto per affezionarsi a loro come potrebbe accadere per un eroe di una serie di avventura (così ci accade alla lettura del primo Mister No o di Magico Vento o di Nathan Never) anche perché Manfredi vuole proporci una storia corale e questo rende ancora più difficile conquistare il lettore con la forza e la simpatia di un solo personaggio principale. Ma è quello che accade ai grandi romanzi di popolo (pensate ai romanzi russi ad esempio): bisogna carburare per poterci entrare in sintonia e seguire i tanti fili della narrazione. Vediamo nella prossima storia per i disegni di Pedro Mauro che cosa accadrà nelle vacanze estive del 1968!

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