Brucia, ragazzo, brucia! – Mister No Revolution 1 (dicembre 2018)

Scritto da Paolo M.G. Maino

9 Dic, 2018

Dopo aver recensito il bel volume Vietnam uscito in anteprima a Lucca che riunisce la prima storia divisa in due parti (ovvero i numeri 1 e 2 della miniserie), vi presentiamo anche il primo numero dell’edizione da edicola del progetto Mister No Revolution, un ‘what if‘ pensato e scritto da Michele Masiero che ci racconta di un Jerry Drake alternativo nato 25 anni dopo quello originale creato da Guido Nolitta alias Sergio Bonelli.
Si tratta a detta di Masiero e della Bonelli di un omaggio al personaggio creato da Sergio Bonelli in attesa del suo ritorno ufficiale in bianco e nero e con formato Bonelli verso la metà del 2019.

 

 

Brucia, ragazzo, brucia! – Mister No Revolution 1

Soggetto e sceneggiatura: Michele Masiero

Disegni: Matteo Cremona

Colori: Luca Saponti e Giovanna Niro

Lettering: Luca Corda

Copertina: Emiliano Mammucari

Prima di commentare questo primo numero sono doverose due premesse molto personali da parte di chi scrive. La prima: uno dei primi fumetti che ho comprato da ragazzo è stato proprio Mister No (si tratta del numero 180 L’ultima pallottola) e da quando comprai quell’albo non mi staccai più dalle avventure di Jerry anche quando non sempre incontravano in pieno il mio gusto. La fine della sua vita prima vita editoriale fu da me vissuta con sentimenti contrastanti: da un lato la tristezza per un amico di gioventù che mi lasciava e dall’altro lato la consapevolezza che la decisione presa da Sergio Bonelli era giusta a quei tempi. La seconda: ho sempre avuto un debole per i ‘what if‘ di casa Marvel proprio per la libertà di immaginare, anche fuori dalla stretta continuity, strade inaspettate che ormai non si potevano più percorrere.

Si capisce quindi la curiosità con cui mi sono avvicinato a questo nuovo Jerry che oltretutto si muoveva nella guerra del Vietnam (altro mio pallino giovanile) e accompagnato da una colonna sonora che ben conoscevo.
Come è noto, questa scelta ha spaccato (forse con eccessivi preconcetti da entrambe le parti) i lettori che frequentano i social: c’è chi critica la scelta a priori e chi la esalta altrettanto a priori. Ovviamente al solito si tratta di leggere e di capire che cosa la lettura ci lascia come lettore e poi se davvero il progetto funzionerà… sarà l’edicola a decretarlo (come spesso ripeteva Sergio Bonelli)! Per ora provo ad analizzare il prodotto e a dirvi che cosa mi ha lasciato.

 

 

Mister No Revolution esce per l’etichetta Audace con formato più grande del classico Bonelli, 64 pagine a colori, linguaggio e contenuti ‘espliciti’ (e qui direi che la nota in copertina rende davvero ragione della cosa e lo sarà ancora di più per il numero 2…). La storia gioca come una serie TV moderna su due piani temporali che si intersecano con curate dissolvenze: vediamo Jerry impegnato in due missioni durante la guerra del Vietnam tra fine dicembre del 1967 e la primavera del 1968 e in studiati flashback seguiamo le vicende di Jerry – appena antecedenti alla sua partenza per la guerra – a New York e in particolare Masiero ci racconta la storia d’amore (che si prefigura come tormentata) tra Jerry stesso e Maryann. La doppia vicenda che pur presenta momenti anche leggeri ha un tasso di altissima drammaticità. Masiero ci fa respirare la debolezza delle illusioni di Jerry e Maryann e ci fa sentire tutta l’insensatezza della guerra in Vietnam. Droga, disprezzo razzista verso il nemico, individualismo, meschinità sembrano vincere su tutto e l’intenso volto di Mister No che campeggia sulla bella copertina di Mammucari è il più chiaro preannuncio dei dilanianti contrasti che hanno fatto bruciare una intera generazione di ragazzi sul finire degli anni sessanta. Per concludere la presentazione dei temi, in sintesi direi che le domande di fondo sono: che cosa è giusto? che cosa è sbagliato? c’è il bene? cos’è la felicità? Le domande più profonde dell’uomo di ogni tempo, domande che drammaticamente sono state poste da una intera generazione ricca di speranze di rinnovamento e sconfitta da tanti eventi e dal crollo di mille certezze.

 

 

La sceneggiatura dosa i tempi al secondo lasciando in sospeso le vicende nei momenti apicali o aggiungendo un particolare del passato che ci fa di più capire la malinconia del Jerry impegnato nelle operazioni militari nel Sud-est asiatico.
Ovviamente pur nella logica del what if, Masiero conserva tante caratteristiche del Jerry Drake originale: Jerry è un sognatore idealista che non può accettare i torti soprattutto se sono fatti a chi è più debole; è un animo nobile che dà valore all’amore e all’amicizia; è un ragazzo che non è abituato ai compromessi e dimostra di saper dire no (ma quanto sarà duro questo ‘no’ lo si capirà nel secondo numero…); amerebbe una vita spensierata ma è costretto dagli eventi ad affrontare avversità che mettono alla prova; ama la musica ma ovviamente non quella che amava il Jerry originale (anche se la prima volta che lo vediamo cantare è proprio il classico Oh When the saints… in una versione con una modifica ‘audace’ e dissacrante «[…] just singing in the fucking rain») tanto che lo vediamo andare ad un concerto dei Velvet underground e comprare in un negozio di dischi l’album dei Velvet con la famosa copertina di Andy Warhol (a dire il vero è Maryann a portare al concerto Jerry, che comunque dimostra di gradire). Le parti ambientate in Vietnam sono una summa di tante scene viste in mille film (Platoon, Apocalypse Now, Full metal jacket, Hamburger Hill…), ma questo non le rende stanche ripetizioni proprio perché quello che ci incuriosisce è capire come si comporterà questo Jerry Drake in quel nuovo contesto.

 

 

La bellezza della storia poggia anche sui disegni di Matteo Cremona che realizza un numero davvero di altissima fattura ed è coadiuvato dagli ottimi colori di Luca Saponti e Giovanna Niro e anche (è una citazione davvero dovuta) dal lettering di Luca Corda che si deve anche dare da fare per scrivere in vietnamita (si tratta di frasi tradotte da Masiero con Google translator, ma ho molto apprezzato anche la scelta di non mettere in nota la traduzione: è una scelta realistica che ci fa percepire di più lo straniamento in cui si trovano a vivere Jerry e compagni). Il Jerry di Cremona è intenso e drammatico come quello di copertina e almeno nelle fattezze fisiche è davvero il nostro Jerry giovane originale che parte per la seconda guerra mondiale! I paesaggi di New York e del Vietnam sono bellissimi e curatissimi. Complimenti davvero!
In sintesi questo primo numero è un fumetto che può soddisfare tanto i nuovi lettori quanto i vecchi soprattutto perché gli autori hanno voluto confezionare una storia emozionante e che è fatta per non lasciarci tranquilli.
Ed ora aspettiamo la seconda parte della vicenda legata al Vietnam. Una parte che alzerà ulteriormente il livello di dramma e che lascerà il segno sui lettori.

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1 commento

  1. Al momento non vedendo legami con il "vecchio MISTER NO" posso dire solo che è un bel fumetto, la storia mi piace, vediamo il proseguimento.
    Se negli obbiettivi della BONELLI c'è anche quello di rilanciare il personaggio di Mister NO questo lo vedremo in futuro, al momento non ci sono elementi per poterlo dire.
    Forse è più indirizzato ai nuovi lettori che ai vecchi, cioè si pensa che il futuro di MISTER NO sia possibile solo avvicinando nuovi lettori piuttosto che puntare sullo zoccolo duro dei vecchi.
    GIUDIZIO POSITIVO anche per la scelta di presentarlo in volume oltre che in albo.
    Ciao.

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