Il licantropo di Matera – Dampyr n.248 (novembre 2020)

Scritto da Paolo M.G. Maino

4 Nov, 2020

Tesi, antitesi e sintesi. La filosofia hegeliana si adatta perfettamente al percorso di tre albi di Dampyr. 2018: Pianeta di Sangue; 2019: L’amica mortale; 2020: Il licantropo di Matera

Gli autori? Giorgio Giusfredi e Alessio Fortunato che ci hanno abituato bene con il loro appuntamento annuale e anche il 2020 conferma (almeno per questo) questa piacevole occasione.

Ma proviamo a spiegare perché mi è venuto in mente Hegel (letto e interpretato alla buona senza pretese e senza cerebralismi inutili).

 

 

Il licantropo di Matera – Dampyr n.248

Soggetto e sceneggiatura: Giorgio Giusfredi

Disegni: Alessio Fortunato

Copertina: Enea Riboldi

 

Pianeta di Sangue è l’avvio del  ‘fortunato’ connubio. Una storia serrata, horror, ricca di azione, pienamente nelle continuità dampyriana e erede tanto di Boselli quanto di Colombo. Il disegno di Fortunato si piega a cercare una matrice narrativa che si adatti ad una storia che vuole recuperare e omaggiare Lo schermo demoniaco (come già in Bloodywood dove Giusfredi era accompagnato dall’altrettanto espressivo e espressionista Cropera). Questa è la Tesi.

L’amica mortale è una storia intima, elegiaca, dentro la continuità è vero ma allo stesso tempo fuori da essa. Un inno sentito dallo sceneggiatore e pennellato (con la Bic) dal disegnatore. Una partitura a fumetti. Questa è l’Antitesi.

E ora Il licantropo di Matera: è la Sintesi?

Esce oggi ufficialmente nelle edicole e quindi non voglio cadere in nessuno spoiler ma gli elementi della sintesi e di una sintesi soddisfacente ci sono tutti.

 

 

C’è una storia di azione che affonda nell’horror più classico (dopo i vampiri nella hit parade dei mostri dell’orrore ci sono i licantropi, no?), c’è una storia perfettamente nella continuità di Dampyr (anche di quella recente visto che ci colleghiamo ad un particolare di una storia di febbraio) e su questo la linea narrativa è quella di Pianeta di sangue; ma poi abbiamo una storia che ha due co-protagonisti intensi, malinconici e maledetti e poi abbiamo un’accusa schietta e diretta ad ogni violenza insensata e frutto di malsana crudeltà e nel contempo c’è il grido della lotta ad ogni discriminazione di chi è diverso: dalla violenza nazista all’omologazione della moda e dell’immagine (e queste sfumature di dramma e di elegia risuonano con L’amica mortale).

 

 

Giusfredi raggiunge narrativamente una sintesi che completa e esalta i tanti elementi presenti nei due albi precedenti e lo fa con la sicurezza di potersi appoggiare sulle sapienti mani di Alessio Fortunato che dà vita alle immaginazioni dello sceneggiatore. L’esito è un fumetto divertente, appassionante, ricco di spunti anche di riflessione, ma mai noioso (anche nella sezione di spiegone di Caleb Lost che recupera alcune informazioni utili per il terzetto Harlan, Kurjak e Tesla prima della partenza per Matera): insomma un fumetto che resta fumetto popolare e bonelliano!

 

I disegni di Fortunato sono ancora una volta una garanzia per il piacere della lettura. Il disegnatore pugliese non mostra sbavature e continua a regalarci personaggi intensi e drammatici. Ma anche ironici e scanzonati e poi ci restituisce una Matera bella e gotica. Giustamente la città ha deciso di dedicare in sinergia con SBE una mostra con le tavole di Fortunato! Solo per dare ragione di quello che vi sto dicendo: guardate con calma le quattro tavole tratte dal preview sul sito Bonelli che ho messo a corredo di questa recensione. Senza baloons… ma servono? Ecco leggere e guardare Fortunato nella sceneggiatura di Giusfredi è come vedere un film togliendo l’audio: anche senza baloons si conserva la forza narrativa. 

Aggiungo solo due altri considerazioni (per poi magari lasciare tra qualche giorno un ulteriore approfondimento a Chiara Cvetaeva, assidua lettrice di Dampyr e estimatrice del duo Giusfredi/Fortunato).

 

La scena iniziale è un omaggio alla nascita del Dampyr Harlan Draka: Fortunato cita Majo e Giusfredi cita Boselli/Colombo. Una scelta che cade volutamente al termine delle celebrazioni dei 20 anni di vita editoriale dell’ammazzavampiri di casa Bonelli. Novità nella continuità.

Leggendo troverete tanti piani temporali (5 o 6 almeno) e ognuno di essi è inserito nell’intreccio al momento giusto per spiegare e rilanciare: un controllo delle 94 pagine del fumetto che è sempre più sicuro da parte di Giusfredi che dà anche il via ad una lunga scena finale di resa dei conti (l’ultimo a farne una così lunga senza essere Mauro Boselli è stato Falco in Krampus e ne Il Condottiero di Calabria).

Basta! Di più non si può dire! Se non lo avete ancora preso… correte in edicola, anzi andateci in bici (si può anche nelle zone rosse) con la mascherina e la maglietta di Zagor! Vero, David?

P.S. Splendida la copertina di Enea Riboldi!

 

Alla prossima recensione, ma intanto seguiteci anche nel gruppo facebook, L’avventura a fumetti da A(dam) a Z(agor), sulla pagina Facebook FumettiAvventura – Le recensioni, sul canale YouTube FumettiAvventuraTV e iscrivetevi alla nostra newsletter per contenuti quindicinali esclusivi!

 

 

 

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