Justice League 1-2 & Batman/Superman 1-2 (giugno-luglio 2020)

Scritto da Paolo M.G. Maino

16 Ago, 2020

Team up, squadroni di personaggi fortissimi e con mille poteri, storie e trame complesse, relazioni non sempre facili tra superesseri, tradimenti e alleanze… il fumetto Marvel e DC da sempre considera queste occasioni di incontri come strutturali e non come momenti una tantum. Da quando?

Justice League e Avengers (per citare due tra i gruppi più noti) si sviluppano ben presto e diventano poi nel grande boom degli anni ’80 e ’90 il luogo narrativo essenziale per i grandi eventi dei due universi che hanno il compito di stravolgere tutto per… non cambiare nulla!

Primo grande evento (e di cui parleremo a breve su questo nostro blog) è probabilmente proprio un prodotto DC Comics: Crisis on Infinite Earths di Wolfman e Perez nel 1985 (35 anni fa! …ma ho appena preso il cartonato da libreria della ristampa Panini!).

Ma se siete a digiuno di comics americani pensate semplicemente a Infinite War e Endgame del Marvel Cinematic Universe.

 

 

Ora bando agli indugi e entriamo nel vivo di questa puntata di I’m a Bonellian in DC! Dopo avervi parlato del mio approccio a Superman (wow per me!) e Batman (sì ma con qualche riserva ancora), ora vi parlo di altri 4 albi DC appena sfornati da Panini: Justice League 1-2 e Batman/Superman 1-2.

Partiamo dalla rinnovata JLA Tutto ruota attorno alle mosse di Lex Luthor che apparentemente lacchè della divinità negativa Perpetua (ma forse era meglio Pandemia dati i tempi…) sta per lanciare il suo attacco globale e cosmico contro tutti i suoi nemici storici. 

La miniserie Justice/Doom war è il fulcro della vicenda che non tocca insieme all’Evento Leviathan tutte le testate DC Comics.

Per scongiurare l’ennesima fine del mondo gli eroi della Justice League vengono inviati nel flusso temporale alla ricerca dei pezzi della Totalità che servono a vincere il potere di Perpetua.

 

 

La solita storia? Effettivamente leggere queste storie e leggere Crisis è un’esperienza che mette alle strette la narrazione moderna. L’ampiezza di Crisis del 1985 non sembra ricostruibile e ricreabile ma è bene non cedere a confronti previ. 

Lo scontro con il nuovo Luthor pare davvero di difficile soluzione è questo è un bene anche se capiremo alla fine se la cosa funziona o si sgonfia. Ad esempio Luthor sarà davvero sottomesso a Perpetua? E gli stessi ingredienti di Crisis ovvero Monitor, Antimonitor, Brainiac, vari piani temporali (ancora la seconda guerra mondiale che è l’epica storica statunitense e questa volta c’è di mezzo Pearl Harbour) come saranno riorganizzati? Saranno ben gestiti o solo delle grosse strizzate d’occhio?

Bello lo spazio dato ad alcuni personaggi: le Lanterne Verdi e i Flash del passato (metà 900) e del presente inscenano divertenti siparietti; il ritorno di Aquaman (ormai con le fattezze di Jason Momoa) preannuncia botte da orbi; e l’arrivo di un nuovo squadrone di JLA invocato da Kamandi è un buon cliffhanger finale del secondo albo.

Il tutto in generale suona esagerato e anche un po’ pacchiano ma mi pare che sia una cifra stilistica del racconto di gruppo e dei mega eventi di DC. Il dramma qui pare in secondo piano rispetto al vario sfoggio di potenza delle varie parti in causa. Da qui splash page; inquadrature dal basso o dall’alto; apparizioni in formazione ad uso fotografi dei vari gruppi di super.

Buoni i disegni di chi si alterna (Jimenez, Porter, Redondo, Sampere) e anche sbarlucicanti i colori di Sanchez e Hi Fi, ma… il ‘ma’ è che alla fine sembrano tutti uguali questi disegni e non è facile riconoscere un tratto che vince sulla omogeneità voluta. 

 

 

Più cupo e oscuro il racconto della testata Batman/Superman che riproduce l’omonima testata americana e mi sembra che cali di più Superman nella realtà gotica di Batman che non viceversa. Del resto il folle Batman che ride (questo è un bel cattivone come piacciono a me), ossia un vero incrocio tra Joker e Batman proveniente da un multiverso oscuro, ha un piano che promette di metter in difficoltà i nostri due pezzi da novanta: l’infezione di 6 eroi che diventeranno i Secret Six malefici. E poi ovviamente c’è la macrotrama dell’Anno del Criminale legata alle mosse di Luthor che non lavora solo sul piano cosmico ma entra più in vicende minute della piccola Terra.

Cuore di Batman/Superman è il gioco di contrapposizione tra due eroi così amati e così differenti. Forse non sempre Williamson rende ragione della forza e della intelligenza dei due, ma del resto il rischio inverso sarebbe quello di far loro risolvere tutto subito. Resta il dubbio di un incontro tra due supereroi che forse sarebbe meglio leggere in modo saltuario e quindi eccezionale piuttosto che in modo fisso. Ma per ora continuo a seguire la testata.

La nota dolente sono sempre i soldi… il costo di questi albi Panini è davvero importante (anche se non diverso dal corrispettivo costo americano) soprattutto se proporzionato ai più costosi ma anche più corposi e belli volumi da libreria e fumetteria (come il già citato Crisis). Che fare? Credo che a decidere sarà il portafoglio alla fine!

Alla prossima recensione!

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